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  • 06 ottobre 2026
  • Casale Monferrato

In Monferrato

Germinale, gran finale: la fragilità della bellezza e la pietra si trasforma

Conclusa la terza edizione

La conclusione della performance multidisciplinare nella chiesa di Santa Caterina a Casale

Si è chiusa “con il botto” la terza edizione di Germinale Monferrato Art Fest (main sponsor Energica), la rassegna di arte contemporanea diffusa, a cura di Francesca Canfora, intitolata “Di marne feconde, un mare”. A Portacomaro domenica scorsa presso l’ex Teatro - Ipogeo S. Bartolomeo una grande folla, tanti i bambini, ha preso parte in rigoroso silenzio alla performance finale con la demolizione dell’installazione di Raffaele Salvoldi dal titolo “La fragilità della bellezza”. Migliaia di tavolette di legno naturale identiche, tagliate al decimillimetro e impilate a mano senza colla né incastri e tenute insieme dalla sola forza di gravità sono implose su loro stesse.

Un sistema di leve fatto degli stessi elementi ha innescato, una volta rimosse diverse sicure, lo spettacolare collasso controllato dell’intera opera. Salvoldi ha spiegato il suo metodo di lavoro che nasce cresce e muore nel luogo stesso in cui viene realizzata. Ha impiegato cinque giorni a creare lo scenario urbano immaginario nell’Ipogeo di San Bartolomeo. “E’ un’opera che non esisterà mai più, un’opera che vuole condividere un’esperienza collettiva – ha detto Salvoldi -, per riflettere insieme sulla fragilità della bellezza e sul fatto che questa possa esistere nel tempo solo se ce ne prendiamo cura”.

A fare gli onori di casa il sindaco Alessandro Balliano che ha ricordato le origini dell’ex teatro Ipogeo, oggi della parrocchia, mentre la curatrice della rassegna Canfora ha sottolineato la bellezza del luogo e di come si sia sposato perfettamente con l’opera realizzata. Germinale si conferma una rassegna in crescita che amplia le sedi espositive, ben 30 dislocate in 19 comuni tra Asti e Casale e con 65 artisti coinvolti. Quattro weekend intensi, dal 10 settembre al 4 ottobre, che hanno coinvolto cittadini, turisti e scuole attraverso laboratori diffusi presso le diverse sedi espositive tra talk, workshop, performance e degustazioni. 

Tra queste performance c’è certamente da segnalare Cantieri di Roccia, svoltasi sabato 3 ottobre a Casale. Dalla pietra grezza come elemento di fatica e lavoro, alla pietra che, secoli dopo, si fa architettura, monumento e patrimonio da tutelare. Cantieri di Roccia, nell’ambito di Germinale Monferrato Art Fest (presente Emiliano Rossi), ha unito le forze del tessuto culturale e artistico di Casale Monferrato, con una partenza a effetto dal Gabanon, un sito dove la materia veniva trasformata in cemento e oggi è ostello di design. Musica, danza e parole (Conversazione con una pietra di Wisława Szymborska e Essere pietra di Italo Calvino) aprono il percorso, sotto la direzione artistica di Ima Ganora e l’Accademia Europea d’Arte Le Muse.

Il pullman del Gruppo Stat trasporta gli spettatori in un altro sito del cemento casalese, la Furnasetta, un edificio storico-industriale da conoscere. Il tour prosegue al Paraboloide: luogo iconico della trasformazione della pietra... La meraviglia e lo stupore sono un crescendo quando la chiesa di Santa Caterina diventa contenitore di una esibizione che si conclude con I Segreti della Pietra di Almina Madau, in cui la pietra, che inizialmente rifiutava il dialogo, si fa infine canto e memoria di tutte le genti che vi hanno lasciato traccia.

Lo sguardo dell’attore Alessandro Costanzo verso la cupola simboleggia il futuro (di restauro e conservazione) del monumento barocco che festeggia i 300 anni dalla conscrazione. Le luci del tramonto si fanno intense. Si ritorna al Gabanon con un aperitivo tutto casalese di Magnoberta, partner della performance, promossa da La Fabbrica di Santa Caterina Ets (Marina Buzzi Pogliano) e Associazione Il Cemento (Consolata Buzzi), insieme al Rotary Club Casale Monferrato. Chi sono stati i protagonisti e le protagoniste della giornata: direzione di produzione di Gigi Andreone. Le composizioni musicali sono state firmate dal M° Oderigi Lusi, mentre le coreografie sono state curate da Alessia Gay ed eseguite dai danzatori Anna Arrobbio, Anna Cerrato, Cristina Foglia, Elisabetta Gatti, Lisa Gerli e Arianna Porta, in collaborazione con Ritmo Danza ASD.

La voce narrante di Alessandro Costanzo ha guidato la drammaturgia poetica in collaborazione con Teatro della Nebbia. “Con una durata di sole quattro settimane, abbiamo superato le 25 mila presenze complessive dell’edizione 2025, che era durata una settimana in più - ha dichiarato Carlo Gloria, artista e presidente dell’associazione organizzatrice -. All’incredibile successo hanno contribuito sia le splendide sedi, molte delle quali poco conosciute al grande pubblico, sia la qualità degli artisti invitati e, soprattutto, la massiccia presenza di visitatori stranieri e dei giovani delle scuole del territorio”. Proprio questi ultimi sono gli artefici insieme all’artista Gregorio Furnari del laboratorio “Micromondi sotto i piedi” da cui è nata l’opera ancora visitabile nella Pieve di San Lorenzo di Montiglio domenica 11 e 21 ottobre. 


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