Articolo »

  • 21 novembre 2012
  • Casale Monferrato

Il Trofeo dei 10 Comuni chiude con la “mezza” di Trino

L’hanno ideato a Valenza e chiude la sua prima edizione in quel di Trino, dopo diciannove prove di cui cinque corse in territorio orafo: due nel capoluogo e tre a Pecetto. E’ il “Trofeo dei 10 Comuni”, che Daniele Novella e Daniela Bertocchi (entrambi con terreramento UISP Free Runners) dovrebbero aggiudicarsi; le premiazioni di questo concorso a Pecetto di Valenza sabato 1 dicembre. La copertina di oggi ci propone la partenza trinese dello scorso anno; in sovrimpressione Graziella Lorenzetti, l’atleta sansalvatorese che presta l’immagine al “10 Comuni”. A Trino si corre per la sesta volta la mezza maratona (alias Half Marathon, alias Maratonina) “Terre d’Acqua”; lo scorso anno fu pure valida per il campionato italiano UISP e contò oltre mille partecipanti. Probabilmente questa cifra è irripetibile, ma già l’inserimento nel “10 Comuni” e la qualifica di gara FIDAL regionale ne fanno uno degli appuntamenti di maggior prestigio dell’anno in zona. Non mancheranno altresì l’altrettanto coinvolgente gara delle handbikes e la “corta” abbinata, quest’ultima ad egida AICS. Il video qui a fianco è il promo della gara trinese; le classifiche le trovate in pdf. Ivo Masserano, “icona di Camagna”, è uno dei cinque che han corso tutte le edizioni della Turin Marathon e assicura la sua presenza a Trino. Chiudiamo con una superficiale analisi della stagione trinese e avisina in campionato in cui spicca il salto di qualità di Simona Illengo. TRINO HALF MARATHON – SESTA EDIZIONE – Ritrovo e ultime iscrizioni al mercato coperto di piazza Comazzi. Si inizia alle 10 in punto con la partenza della gara handbike, che si svolge sulo stesso tracciato della mezza maratona. Il via della classica 21,097 km è previsto immediatamente dopo. Ci sarà una lieve variante perchè il sopralluogo Fidal ha ridisegnato lievemente il percorso nella sua parte iniziale, con due “gonfiabili” in quanto la partenza avverrà un centinaio di metri prima. Non è stato possibile trovare una via di mezzo retrocedendo l’arrivo alla metà; si finiva in un punto della strada non facile da gestire. Dritto per via Monte Pasubio e quindi a sinistra in via Biandrà di Reaglie (variante). Percorsa interamente, si svolta a destra per un breve tratto in corso Vercelli fino alla strada per frazione Robella. Si percorre la provinciale prima sotto e poi sopra la “costa”. La si lascia per puntare a nord solo dopo aver attraversato la borgata trinese, fino all’incrocio che domina la cascina Torrione di Morano Po; nello stesso punto è posizionato il primo (ma anche terzo) ristoro. Da qui tutto rettilineo fino a Costanzana. Si raccomanda di tenere la destra perché quasi tutta la gara è a doppio senso di marcia e sul lato opposto sopraggiungeranno le handbikes. Costanzana si affronta prima dalla circonvallazione, ci si immette dalla rotonda e si percorre in tutta la sua lunghezza. Nel punto considerato di “svolta”, nell’abitato, ci sarà il controllo e, sul piazzale della chiesa, il secondo ristoro. Rientrati sulla provinciale, percorso inverso dove i primi incroceranno quelli più attardati. Dopo Robella il rientro in Trino sarà lineare in quanto via Monte Pasubio altro non è che la naturale prosecuzione della provinciale. La passata edizione fu appannaggio di Ivano Pozzebon (1h07’31”) davanti a Diego Abbatescianni (1h08’16”) e Tommaso Vaccina (1h09’03”). Il podio femminile fu composto da Khadija Arafi (1’19’18”), Eufemia Magro (1h20’51”) e Johanna Drelicharz (1h21’44”). La gara “corta” di 7,3 km, “Trino che corre”, gestita dall’AICS, sarà sulla falsa riga della maratonina senza la variazione iniziale, con svolta e controllo dentro l’abitato di Robella. Il via alle 10,15. DI TUTTO UN PO’ – Nello scorso fine settimana teneva banco la Turin Marathon. Oltre al terzo posto femminile noto a tutti di Valeria Straneo (14ma assoluta – 2h27’04”), segnaliamo il 54mo di Angelo Panucci (2h43’36”), il 471mo di Massimo Chivetto (3h11’49”), il 1140mo di Francesca Contardi (3h30’34” – 63ma donna), il 1549mo di Roberto Magagna (3’40’36”) e il 2742mo di Stefania Cortolezzis (4h15’51” – 268ma donna). Ivo Masserano ha corso la sua 107ma maratona; è tra i cinque “eletti” che hanno disputato tutte le edizioni di quella torinese. Ha chiuso in 4h49’00”. Ma non si dice soddisfatto; quindici giorni addietro, alla Nizza-Cannes, aveva corso in 4h31’00”. Domenica prossima sarà alla maratonina di Trino, come lo scorso anno. Chapeau. A Bistagno il Trofeo d’Autunno chiudeva ben tre classifiche. Sul podio maschile Ramorino, Faranda e Rosiello; podio femminile con Rivera, Caviglia e Bergaglio. Vi hanno partecipato gli avisini Floriano Peruccio (13mo), Alessandro Manassero (34mo) e Simona Illengo (11ma donna). Al Grand Prix Città di Novara terzo posto per Silvio Gambetta (vittoria a Matteo Raimondi) e secondo femminile per Loredana Ferrara. Alla maratonina di Crema troviamo Diego Scabbio 46mo (1h18’28”) ed Elisa Stefani 49ma (terza donna – 1’18’40”). A Robbio il Cross Open di Valpometto. Come sovente accade con le gare Fidal in Lombardia abbiamo faticato non poco a venire in possesso di dati ufficiali; è stato possibile grazie alla collaborazione dell’Atletica Robbiese. Nella gara femminile+over60 Maria Rita Torino dell’Avis 12ma assoluta, 7ma donna e seconda Juniores. Ottimo livello con vittoria della genovese Giuliana Caiti; quinto posto per Simona Viola, recente vincitrice alla mezza maratona di Pietra Marazzi. Nella gara maschile 36mo Andrea Zanello di Odalengo Piccolo tesserato per la società ciglianese. Primo Gabriele Fantasia della Biotekna Marcon. AICS – LE SOCIETA’, GLI ATLETI, I NUMERI – Nel pdf qui a fianco pubblichiamo le classifiche finali del campionato provinciale riformattate da noi suddividendole per squadre (ordine alfabetico), quindi i rispettivi atleti prima in ordine di punteggio acquisito, poi in ordine di prove corse. In questo secondo caso, essendo 26 il numero di prove massime cumulabili, occorre sommare anche le prove “abbattute”, che compaiono come caselle di colore rosso. Brevemente riassunte, ci raccontano che al campionato provinciale AICS 2012 han preso parte 232 concorrenti in possesso di tessera (197 uomini + 35 donne). La fa da padrona l’Atletica Novese con 71 atleti (60+11) che meritatamente può fregiarsi del titolo di prima società della provincia; non bisogna dimenticare che a Novi si battono su più fronti e che in questo numero non compaiono tutti gli iscritti con solo tesseramento Fidal. A seguire l’AVIS Casale con 47 (40+7). Nel suo piccolo, la società giallorossa, immersa in una realtà casalese che in questo settore è molto al di sotto, sotto vari profili, degli altri centri di riferimento provinciali, ha compiuto un ulteriore piccolo miracolo crescendo di 11 unità (9+2) rispetto al 2011. Quindi Solvay Solexis 43 (32+11), SAI Frecce Bianche 32 (30+2), Ovadese 8 (5+3) ed altrettanti Polisportiva Alessandria (7+1). Le squadre che seguono hanno schierato solo concorrenti a livello maschile: Trinese 8, G.S. Lonardo 5, Dopolavoro Ferroviario AL 4, Made of ASD 2. Un solo atleta per Pro Loco Mirabello, Michelin, Borgo Ovada e Serravallese. LA STAGIONE DI TRINESE E AVIS CASALE – Iniziamo dagli azzurri trinesi, molto più facili da… trattare. Il loro potenziale organizzativo non è venuto meno ancora una volta, anche se ci attendono ancora due appuntamenti di buona fattura, domenica prossima e al Cross di Natale. Nel conto va pure inserita la gara di Camino. Al primo anno in questo circuito, nessuno degli atleti azzurri ha corso con particolari ambizioni. Tuttavia Claudio Buso ha disputato un buon campionato terminando 36mo e settimo di “categoria E” correndo solo 16 prove in cui ha raggranellato 542 punti. Nella sua società lo seguono Gianni Casula (202 punti in 9 gare), Marzio Molinari (129 in 14) e Girolamo Lo Piccolo (78 in 9). Sul terzo gradino del podio è salito Claudio Costa alla notturna di Casale; Michele Fracassi, il gioiellino di casa, secondo a Camino ma, al momento, non pare intenzionato a far troppo sul serio. Scherziamoci su. Il classico “è nato prima l’uovo o la gallina?” a Trino si traduce con “ha corso prima Mussio o Casula?”. Ma sconsigliamo di citarlo in loco… ne va dell’incolumità. Per quanto riguarda invece i giallorossi casalesi son quasi impossibili paragoni con le classifiche degli anni passati in virtù di minori abbattimenti, più categorie e, non ultimo, avversari di un certo spessore che si sono divisi su più fronti. Stando ad un paragone con se stessi, non è un mistero che Peruccio, Chivetto e Chiabrera quel risultato l’abbiano perseguito fin dalla prima prova, preso atto delle nuove regole. I tre, poi, non han disdegnato anche gare più qualificanti, anche all’estero e in quota. E pure Magagna ha sorpreso un po’ tutti. La quantità di gare corse è stata notevole. La “tenuta” va solo a loro merito; cosa della quale, ad un certo punto della stagione, anche chi scrive ammette di aver dubitato. Hanno naturalmente superato la soglia delle 26 prove; chi non si aspettava quel risultato era invece Manassero, sia perché si ipotizzava che Scabbio avrebbe corso più prove (vedere le altre classifiche; lo troviamo ovunque ben piazzato, ma Diego, pur con la sua forza, non ha a cuore più di tanto i campionati) sia per le precarie condizioni in cui si è presentato a inizio stagione. Forse perché inatteso è stato un titolo particolarmente gradito. Nella cascina tra Camagna e Vignale la festa è stata doppia, per l’argento della consorte, Simona Illengo. Divisa in sole due categorie, la A femminile sarebbe quella su cui più pesano i “se” e i “ma” (leggi: Caviglia-Ottria-Contardi); fatto ne è che non solo Simona ha più di ogni altro timbrato il cartellino, ma in “casa Avis”, e non solo a parere nostro, è l’atleta che più si è migliorata in questa stagione. Il perché lo saprà lei, ma il “motore” le è girato bene, soprattutto da Valmadonna in avanti, quando in tanti le hanno detto “credici”. L’unica che ha vinto pur non andando oltre le 19 gare è Maria Rita Torino. Volutamente non la inseriamo tra i protagonisti perché sappiamo che lei stessa non vi ambisce e poi perché ha diritto ad essere considerata in quella categoria che qui non è contemplata: i giovani (questa diciottenne per la Fidal sarebbe juniores – solo dopo i 23 anni si entra nel “mucchio”). Non è in alcun modo, per ora, rapportabile a chi sta almeno intorno ai 30 anni ed è nel pieno della maturità agonistica, cosa che, a differenza di altri sport, qui si protrae ai 40 e oltre. Una sua grande qualità è il correre soprattutto contro se stessa, per migliorarsi, senza curarsi dei risultati e delle posizioni altrui. E qui avrebbe da insegnare a tanti “top runners”… L’Avis ha dovuto fare a meno di un certo Canepa (militare) e recentemente di Francesco Torino, in Perù. Taverna ha corso poche prove e solo a fine stagione sono spuntati volti nuovi, tra i quali Emanuele Di Maio e Simone Patrucco (quest’ultimo già negli “enta”). Uno dei più quotati, Edoardo Momo, ne ha corse, ma non in veste competitiva. Nei risultati femminili si è quindi in parte compensato ciò che è venuto a mancare in campo maschile dove, a livello provinciale, il solo Mattia Grosso si propone come un possibile protagonista del prossimo futuro. Sorvoliamo, invece, su coloro che han dovuto fare i conti con problemi fisici più o meno gravi che ne han compromesso la stagione. Capita regolarmente in tutte le squadre. Piangersi addosso non serve; invitiamo a guardare avanti con ottimismo, che il vento può cambiare. Alessandro Manassero insegna.

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Re Tartufo

Re Tartufo
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!