Anche quest’anno siamo riusciti ad essere qui” Lino Bongiovanni, direttore organizzativo di Vignaledanza, ha salutato così venerdì 6 il pubblico presente alla serata inaugurale del 34° Festival della Danza. Ha rivolto un ringraziamento alla Regione per aver contribuito a rendere possibile l’arduo realizzo di questa edizione, “resa precaria dai tagli alle sovvenzioni economiche e messa a forte rischio dalle difficoltà logistiche create dal cantiere in atto in Palazzo Callori”.
Sul palco di Piazza del Popolo, anche il sindaco di Vignale, Tina Corona: “Ce l’abbiamo fatta con il contributo di tutti, enti, istituzioni, che hanno collaborato e che ringrazio”. Al suo fianco erano il vice-presidente della Regione, Ugo Cavallera; il prefetto di Alessandria, Giuseppe Amelio; il procuratore della repubblica di Alessandria, Michele Di Lecce; il sindaco di Casale Giorgio De Mezzi. Un grazie corale a Gian Mesturino e Germana Erba, per aver lavorato con tenacia al realizzo di questa difficoltosa edizione. Il pubblico c’è, anche se non da serata inaugurale: colpa pure del forte temporale che ha imperversato in zona fino alle 20,30; all’inizio sono in maggioranza giovani stagisti; poi le presenze superano quota trecento; l’onore è salvo e anche quest’anno Vignaledanza può iniziare.
Ma protagonista assoluto del Festival è la Danza, e lo spettacolo di apertura, ‘Esquisse’ della Compagnia ‘Cie Igokat’ si è presentato da subito con il carattere deciso di un lavoro di notevole spessore: intessuto di inconsuete gestualità, un caleidoscopio di danza moderna stilizzata, elegante, flessuosamente geometrica, innovativa e insieme rispettosamente irriverente verso i classici di cui a tratti si fa parodia.
Ritmi inusuali, esecuzione sincopata dei passi, movimenti flessuosi: le coreografie, tutte firmate Igor Piovano e Kathryn Bradney, entrambe in scena accanto Julie Lamby, Pasquale Alberico e Giuliano Cardone brillano di novità nei gesti, nei passi, negli spazi, in uno stile audace, estroso. Stupisce l’intelligente costruzione degli schemi di danza che appaiono come smontati e ricostruiti da una mente giovane, senza memoria del vecchiume del passato: una vera piacevole novità. Gli eccezionali arrangiamenti musicali, oltre che apparire, nota per nota, insostituibili supporti per l’originalità di ogni singolo passo, sono di per sé molto gradevoli all’ascolto.
Applausi entusiasti a molte singole esecuzioni, un battimani prolungato e un ampio apprezzamento del pubblico al saluto finale e fiori da parte di mini-danzatrici . Fantastico, Vignaledanza, nonostante tutto è iniziato, non alla grande, ma bene, anche quest’anno. Un’anticipazione: nel presentare ‘Esquisse’, Lino Bongiovanni ha annunciato che proprio a Igor Piovano, coreografo e danzatore della Compagnia Igokat, nato professionalmente al Teatro Nuovo di Torino, sarà destinato il Premio Vignaledanza 2012, che verrà consegnato all’artista, nella Serata di gala di mercoledì 11.
Seduto fra il pubblico, uno spettatore d’eccezione: Roberto Bettega, uomo ‘simbolo’ del calcio juventino, attualmente opinionista sportivo, da pochi mesi neo residente vignalese.
Gli chiediamo un parere sullo spettacolo degli Igokat appena terminato: “L’ho trovato molto coinvolgente e piacevole. Non so nulla di danza, ma mi è parsa evidente nei danzatori una notevole preparazione tecnica; e si sono esibiti con entusiasmo e passione che sono sempre armi vincenti nello sport, ma anche nello spettacolo’’. Che ne pensa di Vignaledanza? “Fantastico, certo quest’anno è un momento difficile per tutti, ma è un’iniziativa che è un vanto del Monferrato, deve proseguire a tutti costi.”
Musical da camera
Secondo appuntamento del festival è stato sabato 7 luglio, con la Compagnia ‘Naturalis Labor’ di Vicenza, che ha presentato ‘Que reste- t- il de nos amours?’ musical da camera per sette innamorati e un musicista’ , con la fisarmonica dal vivo di Sergio Marchesini: un romanticissimo spettacolo di danza poetica, e insieme ironica, applaudito a lungo da un pubblico di circa centocinquanta persone.
Pitture di flamenco
Nella terza serata di questo fine settimana non-stop d’inizio Festival, sul palco di Piazza del Popolo si sono esibiti gli strepitosi danzatori della Compagnia FlamenQueVive, con ‘Pinturas’, un travolgente insieme di flamenco per raccontare in sette coreografie le impressioni dell’arte di Picasso, dal ‘Periodo Blu’, interpretato con un baile profondo, vibrante e intimo; a ‘Guernica’, ‘raccontato’ da Claudio Javarone con un un tripudio di virtuosismi di zapateados mirabilmente eseguiti Ottima l’interpretazione delle tre danzatrici, M. José Soto, Gianna Raccagni e Valentina Perrone nei panni delle tre donne della vita del pittore.
A far da coreografia ad ogni passionale e struggete ‘baile’, uno scorrere di immagini dei quadri di Picasso proiettate, a ritmo di flamenco, sullo schermo del fondale: splendida idea realizzata in modo impeccabile e piacevolissimo, rarissimo esempio di connubio perfettamente riuscito di danza e immagini. Una marea di applausi da un pubblico non numeroso ma entusiasta e mai sazio di repliche finali, che i quattro virtuosi del FlamenQueVive concedono con generosità.