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Stato di agitazione in Comune

«Votato da 28 dipendenti su 205, ma dialogheremo»

Le parole del sindaco Federico Riboldi

L’indizione dello stato di agitazione dei dipendenti del Comune - rappresentati dalle Rsu e dalle tre sigle sindacali provinciali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl - a fronte delle «gravi carenze di personale» e alla posizione giudicata insoddisfacente da parte dell’Amministrazione comunale («Le risposte sono sempre state elusive e poco soddisfacenti rispetto alla problematica stringente della necessità di assumere personale nell’ente»), giunge la presa di posizione del sindaco Federico Riboldi: «È stata votata solo da 28 dei 205 dipendenti del Comune. Questo non significa che non ne terremo conto, anzi, ci confronteremo con loro certi di proseguire nel dialogo che in questi anni ha caratterizzato il nostro mandato. Sarà sicuramente un dialogo costruttivo, che si fonderà sulla consapevolezza di essere in un momento di particolare crisi, dove tutti noi che viviamo nel pubblico abbiamo una responsabilità maggiore, ovvero essere a servizio dei tanti concittadini che stanno soffrendo, in questo momento di crisi, perché hanno attività in proprio o lavorano in aziende del territorio, in difficoltà».
E sulla situazione degli uffici comunali aggiunge: «Sono quotidianamente impegnati in una serie di attività che garantiscono servizi fondamentali per la città e i cittadini. Questo non vuol dire che non si possano introdurre migliorie che potrebbero rendere ancora più funzionali alcuni servizi, in particolare a livello tecnologico/informatico dove il Comune che abbiamo ereditato era sicuramente non al passo con i tempi e grazie alla suite introdotta nelle scorse settimane ha fatto un notevole passo in avanti».


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Barbara Corino

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