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  • 17 gennaio 2013
  • Casale Monferrato

Torna l'Aleramica al Castello dal 19 gennaio al 3 febbraio

In sala Guala di palazzo Sangiorgio in tarda mattinata di martedì è stata presentata dall’assessore Augusto Pizzamiglio e dalla curatrice Silvia Martinotti la mostra ‘L’Aleramica 1973-1977 Una stagione dell’arte a Casale’, ideatore Camillo Francia. Si terrà al Castello del Monferrato, Manica lunga, dal 19 gennaio al 3 febbraio; orario festivi e prefestivi 10-12,30/15-18, inaugurazione sabato 19 gennaio ore 18. Vedrà le opere di Luigi Bagna, Aldo Ferrarino, Andrea di Palma, Enrico e Mario Bargero, Giuseppe Campese, Giuseppe Kruspa Mazzoleni, Gabriele Serrafero e Sergio Trabellio. Ha ricordato Silvia Martinotti: “L’Aleramica nacque il 14 aprile del 1973 in via Balbo 35 affollata di amici entusiasti, con la mostra di Da Milano, Menzio, Paulucci. C’era anche una seconda sala ove si potevano esporre ed ammirare opere di artisti casalesi, lasciate in permanenza espositiva”. Molte le citazioni della Martinotti, che troveremo anche nel catalogo che sta impaginando Camillo Francia: “Penso a Gino Mazzoli, con la sua casa affacciata sul piccolo giardino, a Vittorio Accornero de Testa che conservava la bella dimora del Bivio, per le sue soste autunnali, a Nino Campese che lasciò ai suoi figli la stessa passione per l’arte, più avanti, a Enrico Colombotto Rosso, che scelse di farsi il suo studio, poi dimora stabile a Camino, il paese dove trascorreva i suoi fine settimana anche un altro pittore, Ugo Martinotti che viveva a Casale ma tornava a Camino forse richiamato dalla voce degli avi di Pontestura, e poi un personaggio di spicco, il medico, lo storico, il ricercatore, l’artista Gabriele Serrafero, nella bella dimora di famiglia. Vera terra di artisti, visto che ospita, a Castel San Pietro, una caratteristica frazione di Camino, anche Camillo Francia, infaticabile animatore, oltre che artista, di numerose iniziative culturali. A un passo da Camino, nel sobborgo di Isolengo, lavora un altro artista di pregio, che si muove tra la campagna e la città di Milano, Guido Villa, con le sue composizioni magmatiche e cromaticamente eleganti. In un paese della piana, dove lo raggiunsi la prima volta per intervistarlo, ‘lungo la strada di sole e di pioppi”, alla ricerca della “sua casa di paese,… la casa dell’artista’, lavorava lo scultore Luigi Bagna che divenne subito uno di noi quando fondammo l’Aleramica. Era amico di un altro artista, anche lui tra i fondatori, Andrea Di Palma, presenza assidua di tutte le manifestazioni. Poi c’era un personaggio che coniugava la passione pittorica a quella letteraria. Uomo problematico, sacerdote polemico, capace di aggregare tanti giovani nel nome della cultura, Aldo Ferrarino. Con lui si accompagnava spesso un giovane e promettente grafico, artista anche lui, ma soprattutto appassionato cultore di cose d’arte, che subito aderì, con entusiasmo, al nostro sodalizio: Giuseppe Mazzoleni....’’

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Silvia Sassone

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