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  • 30 novembre 2011
  • Casale Monferrato

Nel 1861 il Teatro di piazza Castello diventa Municipale

Celebrando i 150 anni dell'unità d'Italia non possiamo dimenticare una ricorrenza storica per noi Casalesi collegata in qualche modo con quella nazionale per il suo significato civile e sociale. Proprio nel 1861 diventava "municipale" quello splendido gioiello che è il nostro Teatro di piazza Castello:la Società dei Cavalieri,travagliata da difficoltà interne e soprattutto economiche,donava il teatro al comune di Casale con rogito indicante i beni ceduti ma anche gli obblighi di migliorie. Sorto sul vecchio locale secentesco,in legno,del Trincotto (di questo gioco del Trincotto,una specie di pallacorda,mi è caro un disegno,anonimo,lasciatomi da Idro Grignolio),il teatro è costruito alla fine del Settecento quando finalmente i Savoia cedono alle ripetute istanze dei Cavalieri per una decorosa costruzione in muratura. L'organismo architettonico progettato da Agostino Vitoli e definito genericamente neoclassico,presenta in realtà un proprio stile,nel volume dilatato in lunghezza e nella netta semplificazione degli elementi classico - romani. L'interno poi è un capolavoro di armonico incontro tra ordine e leggera festosità decorativa:effetti settecenteschi non pesanti nè sfarzosi convivono con particolari tipicamente neoclassici,con le geometrie nette di raccordo. "L'arte è un sogno fatto in presenza della ragione": la definizione diffusa nel secondo Settecento dal Bettinelli (desunta dagli scritti del gesuita Tommaso Ceva) si addice particolarmente al ritmo suggestivo e ordinato del Teatro. Un ritmo che trova rispondenza anche nella sua ubicazione: posto al lato opposto in diagonale rispetto alla Santa Caterina,crea un triangolo armonico tra la musicalità "mozartiana" della chiesa barocca,la struttura rude ed essenziale del Castello e la linea netta e pur modulata del Municipale stesso. Nella piazza si incontrano così storia ed arte della nostra città. Ed è storicamente significativo che proprio nel 1861 il Teatro sia ufficialmente consacrato come centro culturale cittadino,rispondendo agli interessi di un pubblico vasto ed eterogeneo. Interessi che vanno da rappresentazioni più raffinate di letteratura e musica a spettacoli più popolari: è eloquente il fatto che poco dopo,nel 1865,sia nata qui la maschera caricaturale di Gipin! In veste di "Municipale" viene inaugurato nella primavera del 1861 con la "Lucrezia Borgia" di Donizetti,compositore di grande richiamo,che vede affluire - gli appassionati della lirica persino a piedi dai paesi circostanti. Il melodramma costituiva nell'Ottocento un efficace trait-d'union tra Nord e Sud,tra i diversi ceti sociali. Oggi,oltre agli spettacoli di danza,dramma e musica,il Municipale si è aperto a incontri culturali di vario genere,anche tecnico-scientifico,rispecchiando ancora esigenze ed interessi della società contemporanea.

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Silvia Sassone

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