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Il tecnomasio dell’ingegner Calcia

Una piacevole sorpresa ha accolto l’ingegnere Carletto Calcia durante una sua visita a San Salvatore Monferrato, suo paese natale. La famiglia Rizzo- Petralia che attualmente vive nella casa che fu la dimora dei Calcia ha organizzato un incontro a sorpresa tra l’ingegnere e le autorità del paese sia per festeggiare i 90 anni, splendidamente portati, sia per introdurre il suo libro appena pubblicato: Il “mio” Tecnomasio. Presenti il Sindaco Corrado Tagliabue e il Presidente dell’Associazione culturale Tantasa’ Enrico Beccaria. L’Ingegner Calcia ha vissuto nel paese della Torre fino al 1951quando, dopo la laurea al Politecnico di Torino, ottiene l’assunzione al TIBB, il Tecnomasio Italiano Brown Boveri con sede a Milano, come ingegnere presso la sala prove. Da quel primo incarico in prova ha inizio una carriera pluridecennale che lo porta ad avere funzioni, dapprima tecniche poi commerciali e gestionali sempre più importanti e di responsabilità. Il Tecnomasio è stato un protagonista della storia industriale italiana per la costruzione di macchine elettriche e per la sua partecipazione allo sviluppo della trazione elettrica. Nel 1988 la società è confluita nell’azienda svedese Asea dando vita all’ABB. Proprio da un’idea della dirigenza italiana dell’ABB nasce il progetto di un libro per celebrare la storia e il valore del Tecnomasio, la scelta dell’autore cade sull’ingegner Calcia, memoria storica dell’azienda che accetta con entusiasmo rispolverando le sue doti letterarie degli studi classici. “Il mio Tecnomasio” si pone a metà strada tra un saggio tecnico e una piacevole autobiografia, ma il possessivo non tragga in inganno non si tratta delle vicende di un singolo, ma di una storia corale che vede molti protagonisti, innanzitutto l’azienda, ma anche tanti colleghi, collaboratori e amici dell’autore che con lui hanno condiviso molti successi, tante sfide e anche alcune delusioni. Il volume si sviluppa a partire dall’attesa assunzione del giovane neo laureato Carletto Calcia al TIBB fino al 1988. Attraverso le vicende e la carriera dell’ingegnere si vive mezzo secolo di innovazioni tecnologiche, un excursus attraverso i cambiamenti sociali e tecnici dell’Italia del dopoguerra. Si impara a conoscere l’azienda, i suoi protagonisti, le “invenzioni”, il tutto scritto con una prosa fluente e nonostante i termini tecnici, divulgativa anche per i non addetti ai lavori. Particolarmente interessanti, spesso anche divertenti, i racconti dei viaggi all’estero per risolvere piccole e grandi emergenze, mai mettendosi sotto i riflettori, ma insistendo sull’importanza della collaborazione e del lavoro di squadra. Proprio su questo punto l’autore, durante la lunga chiacchierata per raccontare il suo libro, vuole porre l’accento. Tiene a precisare che spera di essere riuscito a trasmettere il senso di appartenenza che caratterizzava i dipendenti del Tecnomasio, indipendentemente dalle funzioni svolte, tutti si sentivano parte di una squadra pronti a lavorare per raggiungere un obiettivo comune. Nonostante l’epoca di ambientazione non sia attuale e come ribadisce il dottor Calcia potrebbe far sorridere le nuove generazioni, ma è proprio dal passato che si prendono gli spunti di riflessioni per affrontare le nuove sfide tecnologiche del presente per imparare a sfruttare la tecnologia, ma non a farsi sostituire da essa, solo conservando il lato umano un’azienda può crescere e consolidarsi. Una lettura indicata a tutti, ma particolarmente consigliata agli studenti dei licei tecnologici o ai giovani universitari che troveranno nel capitolo 13 dei “grani di saggezza” propedeutici alle loro attività future.

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Silvia Sassone

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