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Domenica 5 settembre a Sala
Riparte "Camminare il Monferrato" con il trovante granitico sulla Strada della Collia
Dopo la pausa estiva riprende la rassegna delle passeggiate
Ai nastri di partenza l’iniziativa “Camminare il Monferrato” che vede Sala Monferrato quale prima destinazione delle camminate, con il sentiero 740, denominato “Sala, tra Santi e Vigne”, che si seguirà nel pomeriggio di domenica 5 settembre. Il paese monferrino, come da tradizione, apre la stagione autunnale della nota iniziativa di trekking. L’edizione 2021 prevede una variante che, grazie dal contributo del geologo Paolo Sassone, condurrà alla Coglia (o Collia), trovante granitico di oltre due metri cubici che campeggia da milioni di anni nelle colline di Sala Monferrato e ne conferisce il toponimo.
La Strada della Collia infatti è stata così denominata nei secoli per la presenza di questo masso di granito che i contadini han sempre considerato una specie di termine, e spesso mal sopportato perché ritenuto un ingombro, in quanto sottraeva spazio ai vigneti. Sembra che in passato la sua dimensione fosse oltre il doppio dell’attuale, forse demolita per ricavare spazio e materiale lapideo. Si è sempre detto e raccontato che nella nostra zona ci fosse il mare che, sino al Pliocene ha visto ricoperte di acque le valli e come testimoniano numerosi resti fossili ritrovati nei depositi di spiagge tropicali mioceniche della Pietra da Cantoni.
Possiamo tentare una spiegazione scientifica, che peraltro è in fase di approfondimento con una prossima tesi di laurea da parte dell’Università di Torino, su proposta del geologo Paolo Sassone assessore a Sala Monferrato, che da anni conosce il “sasso misterioso” e ne ha ipotizzato il possibile significato paleogeografico e geologico. «In questa zona meridionale di Sala, a confine con Ottiglio, - spiega Sassone - affiorano i termini oligocenici della Formazione di Ranzano, essi sono composti sia da materiali fini di sedimentazione di scarpata continentale (sabbie e argille) che da materiali lapidei grossolani di ambienti di accumulo di depositi detritici, provenienti dalle catene appenniniche in fase di sollevamento ed erosione nella fase orogenetica oligocenica, databile a circa 35-40 milioni di anni fa. Questi materiali, a seguito della compressione e del sollevamento appenninico venivano ad accumularsi sull’orlo del bacino ligure piemontese e spesso creavano impressionanti frane sottomarine. Spesso questi depositi sono caratterizzati da diaspri e pietre verdi che costituiscono i fondali di crosta oceanica che si trovava esumata (scoperta) e poi coinvolta negli accavallamenti tettonici a seguito dei movimenti delle placche africana e europea.
Trovare un granito di questo volume e tipo, in questi depositi, è una grossa anomalia perché i settori di affioramento di graniti in Appennino sono davvero pochi. É possibile considerarlo pertanto un marker (indicatore) della provenienza se lo si confronta con gli affioramenti di graniti appenninici oggi noti. L’ipotesi che viene posta è quella che la nostra Coglia arrivi dal disfacimento di un piccolo massiccio cristallino oggi affiorante nella zona di Valosio (AL), oppure addirittura arrivi da affioramenti dei graniti dell’Appennino savonese, unico altro punto ove essi affiorano; oppure da altri settori sconosciuti». La nostra Coglia quindi sarà alessandrina o sarà ligure? «Nel primo caso - risponde Paolo Sassone - la frana sottomarina che l’ha coinvolta e trasportata le avrebbe fatto fare un percorso di almeno 72 km in linea d’aria per arrivare a Sala. Una bella scivolata…e nel secondo caso ancora di più!».
Attendiamo che il mistero possa essere svelato nel corso di prossimi studi, che vedranno impegnata sul masso misterioso una tesista dell’Universita degli Studi di Torino, grazie alla disponibilità della prof.ssa Simona Ferrando di Fubine Monferrato che ha risposto all’invito del geologo Sassone, che eseguirà un raffronto petrografico sui vari graniti appenninici e monferrini per avere la possibilità di trovare delle similitudini o correlazioni che spieghino da dove arriva la Coglia e che percorso può avere subito durante l’orogenesi appenninica. Non è un mistero invece che le camminate proseguiranno ogni domenica pomeriggio di settembre e ottobre con un calendario definito. Dopo Sala sarà la volta di Ozzano (12), Cereseto (19), Villamiroglio (26), Camagna (3 ottobre), Gabiano (10), Vignale (17), Coniolo (24) e a novembre Murisengo il 14 e il 21.
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