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  • 30 giugno 2026
  • Casale Monferrato

L'annuncio

Casale piange Dirce Gusmano Pretti, voce viva della Shoah

Il ricordo di Daria Carmi

Dirce Gusmano Pretti. Figlia di Giuseppina Gusmano e Felice Pretti

La Comunità ebraica di Casale Monferrato ha annunciato la scomparsa di Dirce Gusmano, figlia dei “Giusti tra le Nazioni” Giuseppina Gusmano e Felice Pretti, che nell’autunno del 1943 accolsero nella loro casa i bambini dell’orfanotrofio ebraico di Torino sfollati a Casale. In una nota la presidente della Comunità ebraica monferrina, Daria Carmi si esprime così: «Con grandissima tristezza apprendo che ci ha lasciati Dirce Gusmano. È una tristezza prima di tutto personale: avrei voluto andarla a trovare e incontrarla ancora una volta, salutarla, ricevere quel sorriso dolce che aveva sempre sulle labbra e quello sguardo di assoluta empatia che la abitava.

Ed è una tristezza profondamente umana, perché il mondo perde una piccola ma enormemente preziosa donna: oggi perdiamo un anticorpo alla cattiveria dell’uomo contro l’uomo. Perché Dirce è essa stessa un anticorpo al male. Era lei, figlia di Giuseppina Gusmano e Felice Pretti, riconosciuti Giusti fra le Nazioni dallo Yad Vashem nel 2000 per aver nascosto in casa, nel settembre del 1943, i bambini dell’orfanotrofio ebraico di Torino sfollati a Casale, prima nel complesso ebraico, suoi compagni di gioco e poi nascosti a casa sua in Salita Sant’Anna. In quei giorni Dirce non fu una spettatrice: fu una piccola complice silenziosa, capace a dieci anni di custodire un segreto da cui dipendevano sedici vite. Da quel seme è nato tutto il resto. Negli anni è diventata la voce viva di quella vicenda — nelle scuole, davanti ai ragazzi, nel docu-film “L’ora del tempo sognato”, nel libro nato dal suo racconto, nelle mille occasioni di memoria cui ha partecipato sempre intensamente. Raccontava con una generosità rara, senza trattenere nulla, perché sapeva che la sua memoria privata apparteneva ormai a tutti.

Si dice spesso che la cultura sia un anticorpo ai mali dell’uomo, che la comprensione sia un anticorpo all’odio fra le persone, che l’empatia sia un anticorpo alla violenza. Dirce incarnava tutto questo. Lei si è fatta anticorpo al pregiudizio, al razzismo, alla distanza fra umani. Ha vissuto sempre nell’impegno pubblico di onorare il suo privato, di fare della propria storia un insegnamento per la Storia. Oggi perdiamo lei, ma non il suo insegnamento. Ognuno di noi, e io per prima, terrà ben vicino al cuore, alla mente e nei muscoli il suo insegnamento e quello dei suoi genitori — così come lei ha sempre tenuto nel cuore nonna Nella, nonno Dario, il mio papà e tutta la mia famiglia. Tra le tante occasioni di impegno nella memoria ho conosciuto sua nipote quando ha partecipato al progetto “Memorie di Famiglia”: aveva imparato esattamente ciò che c’era da imparare. È la prova più bella che il testimone è passato di mano.

Mi stringo con affetto a tutta la famiglia, alla sorella, alle figlie, ai tanti nipoti, in un abbraccio che è di tutta la mia famiglia alla loro. Porgo le mie condoglianze come Daria a nome mio e di tutta la mia famiglia, e come Presidente della Comunità Ebraica di Casale Monferrato, portando il saluto di tutti i nostri iscritti, e in particolare di Adriana Ottolenghi e di Claudia Debenedetti». Dodici anni fa, la storia di Dirce fu protagonista anche di un progetto scolastico realizzato dalla Scuola Secondaria di Primo Grado Andrea Trevigi, “I cassetti della Memoria”, realizzato con l’artista Max Ramezzana. Gli allievi dell’istituto casalese andarono al Quirinale per il concorso “I giovani ricordano la Shoah”.


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