I giovani volti puliti di Libera per dire «no!» alle mafie
di Luciana Corino
Eleonora, Jacopo, Michele, Davide, Elisa, giovani casalesi, studenti, volti puliti, in comune un ideale: la protesta contro le mafia e le morti degli innocenti per mano dei criminali organizzati. Ieri, sin dalle prime ore della mattino in piazza Mazzini a Casale, i ragazzi sono stati impegnati ad allestire il presidio “Nomi nel vento” voluto dall’Associazione “Libera” per la “giornata dell’amore e dell’impegno”. È stata la continuazione locale, in concomitanza ad altre piazze italiane, della mobilitazione nazionale di sabato 16 marzo a Firenze. La manifestazione è stata realizzata in economia, con il materiale e i mezzi a disposizione ma con tanto entusiasmo e desiderio di mandare alla popolazione messaggi incisivi.
Così su numerose sagome del Consorzio “Casale c’è” prestate dai commercianti sono stati affissi dei bigliettini con i nomi dei novecento morti ammazzati dalla mafia. «Sono le vittime a partire dalla fine dell’ottocento e quindi ogni nome racchiude un pezzo della storia di Italia» ha spiegato Davide, dando inizio alla manifestazione nel pomeriggio.
Ma la giornata ricorre sempre il 21 marzo, primo giorno di primavera perché, nella data che segna il rinnovamento della natura, vuole essere anche un richiamo di “Libera”, alla rinascita e alla speranza. Intenso dal punto di vista emotivo il coivolgimento dei partecipanti, purtroppo in numero sempre minore di quanto questi significativi eventi meriterebbero. Sulle gradinate erano disponibili per approfondimenti le biografie di alcuni “caduti” di mafia, da don Dino Puglisi, parroco palermitano, a Giuseppe Fava, padre di Claudio deputato di SEL, dal giudice Rosario Livatino, a Graziella Campagna, commessa di lavanderia, da Giancarlo Ciani, giornalista, a Barbara Rizzo, una mamma massacrata con i figli Salvatore e Giuseppe Asta che stava portando a scuola, nell’attentato al giudice Palermo. La manifestazione prevedeva la lettura dei nomi delle vittime tramite gli altoparlanti del centro «per aprirsi alla città e coinvolgere tutti i cittadini» ma un problema tecnico ha fatto saltare la diffusione.