La performance al castello sulla strage dell'amianto - In media center il video
di Carlo Biorci
Pacifica “invasione” del Castello mercoledì mattina dei 700 studenti dell’Istituto Superiore Statale “Leardi” che si sono sdraiati a terra uno accanto all’altro (e successivamente rialzatisi in segno di rinascita e speranza) nel cortile del forte gonzaghesco per dare un’idea di quante persone (circa 1600 quelle note nella sola Casale, attraverso gli elenchi diffusi dall’inchiesta condotta dal magistrato torinese Raffaele Guariniello, con il successivo svolgimento del maxiprocesso in corso a Torino) siano morte per mesotelioma e asbestosi. La realizzazione della performance, che ha destato l’interesse dei media con la presenza di troupes pronte a documentare l’evento con riprese ed interviste, è il culmine di un progetto nato a Palazzo Leardi grazie all’iniziativa del professor Mauro Bonelli che negli scorsi mesi aveva accompagnato a Torino la classe 4ªB Grafico Pubblicitario (analogamente si era recata anche la 4ªB Geometri) a seguire un’udienza del maxiprocesso Eternit. Le vittime per amianto sono quelle causate dalla fibra killer dell’ex stabilimento Eternit a Casale, città duramente colpita in seguito all’esposizione dei manufatti prodotti per ottant’anni nella fabbrica del Ronzone. Inizialmente, i ragazzi, vestiti di nero (segno del lutto), si sono distesi a terra. Dopo la morte è prevalso il segno della speranza e della rinascita. Alzatisi da terra e spogliatisi del segno della fine, gli studenti hanno indossato magliette variopinte, rappresentanti tutti i colori della vita. Il gesto è stato poi ripetuto per accentuare il momento di partecipazione e solidarietà. Presenti anche i rappresentanti dell’Associazione Famigliari Vittime Amianto (guidati dalla presidente Romana Blasotti Pavesi) con lo striscione utilizzato in tante manifestazioni e tante bandiere tricolori con la scritta “Eternit: Giustizia!”. Il Comune di Casale era rappresentato dal vicesindaco Beppe Filiberti e dal consigliere comunale Maria Merlo.
Con la consapevolezza che la capitale del Monferrato sia più che mai attenta nel consolidare la fase del cambiamento, passando da centro del disastro e del dolore a quello della rinascita e della bonifica, la scelta del forte gonzaghesco è dunque diventato il luogo simbolico della battaglia contro l’amianto, all’interno di una guerra che ha mietuto e che, purtroppo, continua a mietere vittime innocenti. Ma la speranza e la voglia di lottare e di giustizia devono e vogliono prevalere sulla rassegnazione alla morte. Così, il momento clou della performance dei ragazzi e delle ragazze dei corsi Commerciale, Geometri, Turistico e Grafico Pubblicitario del “Leardi” è stato, come detto, quando tutti insieme si sono per due volte alzati in segno di rinascita e speranza con una serie di evoluzioni e movimenti negli spazi aperti del Castello. La performance è stata documentata grazie ad una serie di riprese e di fotografie scattate dall’alto, ulteriore testimonianza per Casale che a testa alta continua a lottare per non dimenticare e chiedere giustizia. In ordine di tempo, la pacifica invasione del Castello delle “truppe” degli studenti dei corsi Commerciale, Geometra, Turistico e Grafico Pubblicitario, è stato l’ultimo dei numerosi momenti che stanno contraddistinguendo l’opera di sensibilizzazione in prima linea del “Leardi” sulle vittime della fibra killer prodotta dalla fabbrica della morte: la rimozione del polverino dal cortile interno di Palazzo Leardi, le lezioni svolte nell’àmbito delle ore di Protezione Civile (materia svolta con tanto di voto in pagella, unico caso in Italia), le udienze seguite al maxiprocesso Eternit di Torino dalla classe 4ªB Geometri e, come detto, dalla 4ªB Grafico Pubblicitario e la giornata di studio svoltasi a metà maggio nell’aula magna “Natal Palli” della prestigiosa istituzione scolastica casalese con la presenza dei medici Paolo Tofanini, Angelo Mancini, di Romana Blasotti Pavesi, Bruno Pesce (coordinatore Comitato Vertenza Amianto) e dell’ex allieva Federica Iviglia, impegnata nella diffusione e conoscenza della vicenda Eternit da parte dei giovani, e al concorso “Guglielmo Cavalli”, con premiazione svoltasi la scorsa settimana.