Una centralina che cattura pollini collocata sul tetto dell’ospedale fornisce utili dati agli allergologi
Forse in pochi sanno che sul tetto dell’ospedale Santo Spirito è in funzione una centralina che attira i pollini e ne misura la concentrazione e la natura. Niente a che spartire con le macchine sofisticate dei grandi laboratori.
Il “cattura pollini” è di una semplicità estrema, quasi naïf, un rullo cui si appiccicano tutte le spore presenti nell’aria. «E fa benissimo il suo lavoro - spiega il dottor Ezio Piccolini, specialista in Allergologia e primario di Pneumologia – Crea settimanalmente una mappatura dei pollini di cui si può anche richiedere copia in reparto». L’ultimo bollettino evidenzia assenza di emergenze ma alta concentrazione di plantaginaceae (erbe acquatiche, con fiori a spiga) e aumento di fagacee, appartenenti alla famiglia dei faggi. Infatti la primavera e l’estate non portano solo il fastidioso proliferare degli insetti ma possono provocare reazioni anche gravi in chi è allergico ai pollini. Le responsabili, spiega il primario, sono le graminacee, le parietarie e la più recente “erba ambrosia” diffusa nelle campagne dopo essere stata importata circa dieci anni fa dal Nordamerica dagli aerei e che produce crisi fortissime. Questa erbaccia produce pollini da agosto a settembre e si aggiunge al problema della stagione 2013 che la visto la fioritura in ritardo per il freddo e le allergie spostate in avanti, a giugno. Esse si manifestano con crisi asmatiche e riniti. I sintomi sono difficoltà respiratorie, sibilo, starnuti, naso chiuso. «In base alla quantità di polline nell’aria prepariamo le terapie che risultano così specifiche e mirate – continua Piccolini - Per la cura ci sono i bronco dilatatori in spray a base di cortisone e poi gli antistaminici.
È importante comunque che i farmaci vengano assunti per tutta la durata della fioritura e della pollinazione, cioè almeno per tre mesi». Per le diagnosi c’è il “Prick test”, le prove allergiche cutanee che si fanno negli ambulatori di Pneumologia. Qui il primario non rinuncia ad essere polemico: «Noi siamo perfettamente attrezzati per eseguire i test. È bene che le persone lo sappiano. Spesso invece ricorrono a strutture private o ospedali di grandi città come Pavia o Genova dove vengono eseguite anche prove inutili e superflue. Esempio tipico sono quelle sulle intolleranze alimentari, inattendibili e in ogni caso solo un business per chi le fa». Altre allergie possono derivare dal pelo dei cani e dei gatti e dagli acari e polveri di casa.