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In attesa della “mozione Molinari”

Deposito nazionale scorie: audizione di Sogin in Commissione congiunta

Le osservazioni del parlamentare Lino Pettazzi

In attesa che la “mozione Molinari”, in materia di deposito nazionale di rifiuti nucleari, venga discussa in Parlamento. Nel pomeriggio di mercoledì, il presidente e l’amministratore delegato di Sogin sono stati ascoltati in Commissione congiunta Ambiente (VIII) e Attività Produttive (X) della Camera. Proprio in quest’ultima Commissione siede anche l’on. Lino Pettazzi, deputato della Lega e sindaco di Fubine, uno dei sei Comuni della provincia che la Carta Nazionale ritiene idoneo. Tutte le forze politiche parlamentari, con l’esclusione del Movimento 5 stelle, hanno contestato duramente i criteri utilizzati per redigere la Cnapi.

Nel suo intervento, Pettazzi si è espresso chiaramente: «Ho fatto notare che per 10 anni, dal 2010 al 2020, ovvero lungo tutto il tempo impiegato per individuare le 67 aree idonee per il deposito, mai sono stati coinvolti i Comuni, le Province e le Regioni: questo è un dato che non può essere visto positivamente in quanto proprio gli enti locali saranno i primi a subire l’impatto del deposito. Riguardo le sei aree individuate in Provincia, una delle quali sul territorio di Fubine, ho fatto notare alcuni elementi: in quell’area le falde acquifere sono quasi superficiali, vi sono produzioni agricole tipiche, nei paraggi sono localizzate attività commerciali, ma soprattutto il fatto che siamo in zona Unesco. Il nostro è un territorio fortemente vocato al turismo, tema su cui si stanno investendo forze e risorse da decenni».

A causa del tempo limitato e di alcuni problemi di collegamento, le Commissioni hanno fissato un secondo incontro per la prossima settimana. Alla luce, però, di questo primo faccia-a-faccia, Pettazzi commenta amaramente: «L’impressione che ho avuto è che Sogin, nel redigere la Carta Nazionale, si sia appoggiata a cartografie datate, non attuali e che, quindi, non fotografano la situazione reale. Si tratterebbe di una circostanza davvero surreale che, dunque, avvalorerebbe le nostre tesi e le nostre richieste di approfondimenti tecnici e scientifici».

Politicamente, però, emerge anche un altro dato ed è relativo alla (parrebbe irremovibile) posizione del Movimento 5 stelle, poco incline a sottoscrivere la posizione leghista: «Per i 5 stelle non bisogna contestare i criteri utilizzati da Sogin, ma piuttosto bisogna concentrarsi nel dare le corrette informazioni alla gente, comprese le opportunità che offre la presenza del deposito nazionale. Per la Lega e per il nostro territorio posso dire che è una posizione assolutamente inaccettabile e dalla quale non esitiamo a smarcarci convinti che si debba proseguire nel solco tracciato dalla “mozione Molinari”».


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