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  • 11 dicembre 2007
  • Casale Monferrato

In ricordo di Mazzoli

Sabato 15 dicembre alle ore 17 si apre a Palazzo Sannazzaro a Casale, nell'ambito di "Vent'anni di Ravasenga - 1987/2007 arte e poesia tra la gente", la mostra dedicata al grande pittore casalese Gino Mazzoli, scomparso nel 1974. Le opere esposte sono state messe a disposizione dalla figlia Mirella e rappresentano il meglio delle tele conservate dalla famiglia in questi anni in cui il nome di Mazzoli, dopo la mostra retrospettiva che il Comune di Casale realizzò ad un anno di distanza della sua morte, è stato progressivamente dimenticato. Gino Mazzoli nasce a Casale Monferrato il 13 aprile 1900 da Rodolfo Mazzoli, artigiano del marmo, proveniente da Colazza dell'Alto Vergante (dove esiste ancora la vecchia casa "Mazzola"), e da Adele Pallavicini, dei marchesi Pallavicini di Ghemme. A 11 anni si ammala di nefrite e trascorre il tempo disegnando su grandi fogli di carta figurine tratte dalle scatole dei fiammiferi. Nella bottega del padre è scoperto dallo scultore Morera e avviato al biennio di scultura dell'Accademia Albertina. Passa poi alla sezione di pittura, dove tra i compagni ha Alberto Cafassi e Dellepiane. I maestri, Giacomo Grosso e Cesare Ferro lo licenziano col massimo riconoscimento del "Gran Premio di Medaglia d'Oro". Tiene nel 1924 la prima mostra di quaranta dipinti nel ridotto del Teatro Quirino di Ro­ma alla presenza del Giacomo Grosso con ampi servizi sulla stampa romana. L'anno dopo ottiene una menzione onorevole alla mostra del ritratto femminile di Villa Reale di Monza. Ha studio a Casale e a Roma. Sono gli anni in cui esegue i ritratti di Vittorio Emanuele III e della regina Elena, di Mussolini, di Costanzo Ciano e di molte personalità dell'aristocrazia romana e di artisti con­temporanei. Segue un periodo di viaggi in diverse località della Francia, dove orga­nizza mostre. Poi si reca in Spagna, a Madrid, per il ritratto del generalissimo Franco e quello del torero Armendariz. Nel 1946 sposa la sua modella, Angela Mariyni di Zeme Lomellina, che aveva conosciuto quindici anni prima, ad una festa di carneva­le, travestita da spagnola. Sarà la sua grande musa ispiratrice e gli darà una figlia, Mirella. Nel 1954 muore la madre Adele, il padre era morto nel 1936. Nel 1957 riapre lo studio a Roma, al pian terreno con grande giardino, frequentato da Cinico Angelini, Romano Mussolini e Gioacchino Forzano. Conosce il conte Milesi, un suo ammiratore che diverrà poi suo nipote, sposando la figlia della sorella Rosina Mazzoli. Nel frattempo esegue i ritratti dei cardinali Micara, Testa, Cicognani e poco dopo viene convocato alla Santa Sede per ritrarre Papa Giovanni XXIII che posa per lui e si congratula per la riuscita dell'opera. Nel 1958 vince la Medaglia d'Oro all'Esposizione d'arte figurativa, tenuta nel Palazzo Esposizioni di via Nazionale. È attratto dai colli romani e dalle feste popolari, in particolare a Genzano. Nel 1969 muore la moglie, l'indimenticabile "Tilde" di tanti ritratti. Da allora sentirà crescere attorno a sé il vuoto. Vive ormai a Casale, attorniato da molti allievi provenienti da tutto il Piemonte. Alla Casa di Riposo cerca sen­sazioni sul crepuscolo della vita. È il suo testamento figurativo. Alla fine di giugno del 1974 la figlia Mirella, tornando a casa dalla spesa, trova il padre riverso per terra, con la faccia sanguinante. È trasportato a Novara dove viene operato al cervello dal prof. Geuna. Vivrà ancora quindici giorni. Riposa accanto alla mo­glie nel cimitero di Casale. Il nome di Gino Mazzoli compare in molte pubblicazioni e sue opere si trovano presso il Senato Italiano, al Ministero degli Esteri, a Pa­lazzo Chigi, al Ministero della Marina, all'Università degli Studi di Roma e nel­le stanze del Vaticano. I suoi quadri so­no collocati presso Musei Civili e Nazio­nali e presso Gallerie Estere e collezionisti privati. La mostra a Palazzo Sannazzaro resterà aperta fino al 6 gennaio (orari: feriali 16/19 - sabato e festivi 10/12.30; 15/19). Nell'ambito dell'esposizione, venerdì 21 dicembre alle ore 21, il Circolo Ravasenga presenta una serata culturale in ricordo di Gabriele Serrafero curata dal dr. Umberto Rossi. FOTO- Mirella Mazzoli all'inaugurazione della mostra accanto a un quadro che la raffigura bambina con la madre (f. Angelino)

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Renato Luparia

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