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La Antos di Ozzano distrutta da un rogo: i danni sono ingentissimi, tre intossicati

Sono ingentissimi i danni provocati dal violento incendio che nella notte tra domenica e lunedì ha distrutto l’azienda «Antos» di proprietà di Giulio Mortara, alla cascina Prota Bassa a Ozzano. Le fiamme sono divampate poco dopo la mezzanotte di domenica in una parte dell’edificio occupata dai laboratori della ditta che si occupa della produzione e lavorazione di miele e di prodotti cosmetici. È stato lo stesso proprietario ad accorgersi del rogo. «Ho sentito uno strano crepitio e ho visto una luce particolare che saliva verso l’alto - racconta Mortara - Il rogo si è allargato con una rapidità incredibile e ha avvolto sia i locali adibiti a laboratorio che la zona espositiva e di vendita al pubblico». Le fiamme hanno trovato terreno favorevole nell’arredo e nella struttura lignea degli interni, propagandosi in pochi istanti e distruggendo tutto quanto. Mortara ha lanciato l’allarme telefonando ai Vigili del Fuoco che hanno inviato sul posto quattro squadre dal distaccamento di Casale e dalla centrale di Alessandria. «Forse c’è stato un cortocircuito dell’impianto elettrico in qualche angolo del laboratorio - aggiunge - Peraltro eravamo fermi da venerdì. Di certo è che i danni sono enormi. Non si tratta solo del materiale bruciato nell’incendio, ma anche delle commesse che non riusciamo a consegnare. Avevamo della merce in partenza per il Giappone, una commessa da 140mila euro andata completamente distrutta. E non è l’unica anche se le altre erano di importo inferiore. Ora diventa difficile anche mantenere gli impegni assunti con i vari clienti». I danni - anche se la stima è ancora in corso - ammonterebbero a diverse centinaia di migliaia di euro, in parte assicurati; le fiamme hanno interessato complessivamente una superficie di circa mille metri quadrati. I Vigili del Fuoco sono riusciti a tagliare l’incendio prima che si propagasse anche all’abitazione, che ha riportato danni alle finestre e all’intonaco. Le strutture portanti, secondo i primi accertamenti, sarebbero ancora integre. Purtroppo nonostante il prodigarsi dei pompieri, che hanno lavorato per circa 14 ore, rientrando solo nel primo pomeriggio di lunedì, non è stato possibile salvare i reparti di produzione. Stupore e sconcerto sul volto dei dipendenti che ieri mattina si sono presentati sul posto di lavoro per riprendere l’attività. Nell’azienda lavorano oltre a Giulio Mortara, la moglie Lucia Arnaldi, i figli, alcuni famigliari e tre dipendenti. Mortara e i figli sono rimasti intossicati dal fumo sprigionatosi nell’incendio e hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso. «L’incendio è partito sicuramente dall’interno anche se le cause non sono state ancora accertate - spiega Roberto Pascoli, responsabile della sezione di p.g. del comando provinciale del Vigili del Fuoco di Alessandria, il quale ieri mattina ha effettuato un sopralluogo - Tuttavia si presume che l’origine sia dovuta ad un fatto accidentale; non ci sono elementi che facciano pensare a un’origine dolosa». FOTO. L'intervento dei Vigili, i danni, nell'ultima immagine il proprietario Giulio Mortara (f. Furlan)