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Accorpamento tra Asl e Aso: prosegue l'iter in Consiglio regionale

Ravetti: «La cooperazione tra le due aziende è sempre stata debole»

«Sull’opportunità di un accorpamento tra Asl e Aso di Alessandria è stato approvato ieri dal Consiglio regionale un atto di indirizzo, firmato da tutti i capigruppo di maggioranza e dal M5S, in cui chiediamo alla Giunta di presentare una proposta di deliberazione che vada in questa direzione» lo dichiara il vicepresidente del gruppo Pd in Consiglio Domenico Ravetti.

«I tentativi compiuti negli anni per mettere in rete tutti i presidi sanitari alessandrini con l’obiettivo di razionalizzare, qualificare e potenziare l’offerta non hanno prodotto risultati soddisfacenti -  spiega Ravetti - La cooperazione tra Asl e Aso è sempre stata debole. A parlare sono i dati prodotti dalle Aziende stesse sui risultati di esercizio del primo semestre 2017: la Asl di Alessandria ha un deficit di 11,4 milioni di euro, recuperabile, è vero, ma è la peggiore performance tra le Asl di Piemonte 2; stesso discorso per l’Aso, che perde 6,4 milioni. Inoltre abbiamo la maglia nera sulla mobilità passiva, numeri impressionanti prodotto della politica del passato che dicono che per diverse patologie gli alessandrini vanno a curarsi altrove».

«Siamo arrivati ad un punto in cui la discussione sulla creazione di un’unica azienda non è più procrastinabile - prosegue Ravetti - Una decisione poco utile per la politica ma molto utile per gli interessi dei cittadini. Accorpare non significa ridurre le strutture e le prestazioni, non lo faremo, ma al contrario migliorarne l’offerta. E non ci saranno neppure tagli alle risorse: la futura azienda unica avrà infatti a disposizione la somma delle risorse del fondo sanitario regionale assegnato alle attuali aziende. Quindi anche sui contratti tutti possono dormire sonni tranquilli».

«Il nostro obiettivo è garantire l’integrazione in rete di tutti i presidi ospedalieri - conclude il consigliere Ravetti – e di questi con il territorio, per una presa in carico omogenea dei pazienti per le post-acuzie e per favorire un’offerta di assistenza territoriale integrata con l’assistenza socio-assistenziale. Ripeto, il solo interesse è la salute dei cittadini, vogliamo rafforzare i servizi della sanità pubblica, non indebolirli. Possiamo e dobbiamo migliorare ciò che abbiamo ora a disposizione. Sono dispiaciuto per le posizioni di una parte della destra; non le giudico, ma sanno tanto di poco elegante campagna elettorale».