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Premio Ambientalista dell’Anno 2015 “Luisa Minazzi” - intervista a Dimitri Russo

Trasparenza, legalità, partecipazione. E’ questo il mantra che ha ispirato Dimitri Russo nell’affrontare una sfida durissima: candidarsi lo scorso anno a sindaco di Castel Volturno, nel casertano, dopo un commissariamento per infiltrazioni camorristiche durato quasi due anni. E se il primo obiettivo – essere eletto – è stato centrato, non sono mancati anche altri positivi risultati per questo motivatissimo sindaco e per la sua squadra. La strada resta in salita perché Castel Volturno, con i suoi 20mila abitanti e 30mila immigrati, è una terra bella ma martoriata, con problematiche complesse, sia ambientali che sociali. Ma Dimitri è un “sindaco coraggio”, che chiede allo Stato ed alla Regione Campania di fare una scommessa: puntare sulla sua città come motore di sviluppo dell'intera provincia di Caserta. Per saperne di più su Dimitri, leggi la nostra intervista. Qual è stata la molla che ti ha spinto ad entrare attivamente in politica ed a candidarti come sindaco della tua città? La molla è partita fin dalla nascita quando i miei genitori, comunisti e attivisti nel vecchio PCI, mi hanno dato un nome che evocasse il “mito” della Russia. Mio padre è stato assessore negli anni settanta, mia sorella consigliere comunale negli anni novanta e io stesso sono stato consigliere comunale dal 2005 al 2010. Sempre a sinistra, sempre nello stesso partito. La candidatura a sindaco è il risultato, quindi, di un impegno politico decennale. Ho fatto il classico percorso nel circolo locale, dall'affissione dei manifesti, al girare con le trombe sull'auto per annunciare i comizi. Le battaglie da consigliere comunale su alcune questioni delicate (PUC, Centro Commerciale aperto dalla camorra, denunce dei dipendenti fannulloni) mi hanno fatto conoscere su tutto il territorio, grazie anche e soprattutto alla diffusione dei social network come luogo virtuale di dibattito politico. C'è qualche persona che ha ispirato o influenzato in modo particolare il tuo pensiero? Certo, l'ex Sindaco Mario Luise (anni '70 e '90), un riferimento assoluto, una sorta di “padre politico”. Ancora oggi resta il miglior sindaco che abbia mai avuto questo comune e penso questa provincia. Ancora oggi mi dà consigli e mi è vicino. Come hai costituito la tua squadra e quali principi ispirano il vostro operato amministrativo? Ho annunciato la Giunta prima del voto, mai successo in questo paese. La coalizione e i candidati sono stati scelti lontani dai tavoli politici, sia locali che provinciali. Ho preferito scegliere persone capaci e non i soliti “portatori di voti”. Ho rifiutato ogni candidato che potesse essere espressione di poteri imprenditoriali o minimamente vicini alle precedenti amministrazioni sciolte per infiltrazione camorristiche. Una squadra anzitutto di giovanissimi amici fidati e compagni di lotte condivise, il cui principio che ispira il nostro operato amministrativo è senza dubbio la ricerca della trasparenza degli atti, della legalità e della partecipazione dei cittadini alle scelte collettive. Principi scontati, ma non nella storia di questo paese. Quali sono i primi provvedimenti che hai adottato a tutela della legalità e dell'ambiente? Una campagna promozionale massiccia sulla raccolta differenziata, il contrasto allo sversamento illegale dei rifiuti e una barriera ad ogni condizionamento imprenditoriale. Aver rimosso i cancelli che chiudevano il lungomare è stato, oltre che un dovere, soprattutto un messaggio forte per far capire a tutti che non esistono categorie privilegiate e “rendite di posizioni”. Durante questo primo anno di mandato c'è stato un momento in cui ti sei sentito incompreso ed hai temuto di non farcela? Sinceramente ogni giorno mi viene lo sconforto perché oggi i sindaci, su tutti il sottoscritto, non hanno risorse umane e finanziarie per cambiare le cose. Sono spesso imbrigliato nella burocrazia, nei procedimenti, nelle emergenze. Castel Volturno, con un dissesto di 57 milioni di euro da ripianare, personale sottodimensionato del 50%, una percentuale di incasso totale delle imposte al di sotto del 20%, la presenza di oltre diecimila immigrati clandestini, un territorio immenso ed incontrollato e una quantità abnorme di case e terreni abbandonati e fatiscenti, è un comune impossibile da amministrare con efficienza senza un aiuto del governo nazionale e, soprattutto, quello regionale. Inoltre c'è un continuo “scaricare il barile” da parte dei dipendenti che non hanno capito l'occasione storica per questo paese. Come è stato accolto il tuo operato amministrativo e politico dalla cittadinanza? All'inizio benissimo, perché c'era ancora l'entusiasmo del risultato elettorale e le aspettative erano ovviamente alte. Dopo più di un anno, con la difficoltà di incidere sul territorio con la realizzazione di opere pubbliche e l''erogazione di servizi, anche essenziali, i malumori e le critiche stanno aumentando. E' fisiologico, ma presenterò il conto dei risultati alla fine del mandato. Il momento più emozionante vissuto sinora come Sindaco? Quando, ancora oggi, i bambini mi salutano o mi chiedono un “selfie” con l'entusiasmo e l'affetto come se fossi un eroe. Durante la campagna elettorale abbiamo puntato ad un elettorato giovanile e invece abbiamo “colpito” anche bambini e giovani non ancora maggiorenni. Come Sindaco che cosa vorresti chiedere a chi ci governa? Di puntare su Castel Volturno come motore di sviluppo dell'intera provincia di Caserta. Nonostante il degrado diffuso e l'inquinamento delle acque, il mio paese ha delle potenzialità uniche in Italia per essere un posto meraviglioso. Quali sono i prossimi obiettivi della tua Giunta? L'approvazione del PUC, l'aumento della differenziata e un progetto continuo e duraturo di decoro urbano che coinvolga tutti i cittadini e tutti gli imprenditori. Un sogno che vorresti vedere realizzato per la tua città e la tua terra? Un mare balneabile, la pineta usufruibile da tutti, strade e terreni sempre puliti. * * * I candidati al Premio Luisa Minazzi - Ambientalista dell’anno 2015 sono otto. Oltre a Dimitri Russo, Eric Barbizzi, Le mamme volanti, Alberto Grossi, Anna Marson, , Elena Carmagnani, Sergio Costa e il team di avvocati dei Beagle. Il Premio è promosso da Legambiente e dal mensile “La Nuova Ecologia” insieme al Comitato organizzatore di cui fanno parte diverse associazioni di Casale Monferrato. Il vincitore verrà scelto dal pubblico, ma il vero obiettivo è portare in evidenza le storie di quanti s’impegnano nella società civile, nel mondo dell’impresa e nella pubblica amministrazione a favore dell’ambiente, del prossimo e della legalità. I candidati sono proposti dalla Giuria preliminare, passati al vaglio del Comitato organizzatore e sottoposti al voto popolare. Il riconoscimento è puramente simbolico, consiste infatti in una targa e in un abbonamento a “La Nuova Ecologia”. La cerimonia di premiazione si terrà a dicembre a Casale Monferrato. Come votare Per l’edizione 2015 è possibile votare fino al 15 novembre via e-mail scrivendo all'indirizzo ambientalista2015@lanuovaecologia.it indicando il proprio nome, cognome, età e indirizzo più il nome del candidato prescelto.

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Barbara Marini

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