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L'appello

Sergio Ganora: «Non scordatevi della Repubblica Centrafricana»

La testimonianza di una volontaria raccontata dal casalese

La Repubblica Centrafricana è uno dei paesi più poveri al mondo, dimenticato dalle grandi potenze e dalla comunicazione globale, dove la sicurezza delle persone è messa quotidianamente a rischio.

Dal 2015, per sei anni, mi sono recato in missione in questo Paese come volontario, poi ho avuto un’interruzione dapprima dovuta al Covid e poi, quest’anno, a causa di un grave infortunio.

Rimango comunque continuamente aggiornato ricevendo notizie da vari informatori istituzionali e da amici volontari, e posso perciò portare la testimonianza di una missionaria italiana con cui ho operato e portato avanti alcuni progetti.

Ambedue siamo amici di padre Federico Trinchero, missionario carmelitano, per molti anni a Bimbo di Bangui, con il quale siamo stati anche in visita ai Pigmei i quali, a causa dell’incessante deforestazione da parte delle multinazionali occidentali, rischiano di essere condotti all’estinzione, di fronte alla quale sono impotenti. Se così sarà, perderemo un patrimonio di inestimabile valore; qui dovrebbe intervenire l’Unesco.

Ecco cosa dice Monica della sua esperienza da un decennio nella Repubblica Centrafricana, con grande serenità ed entusiasmo.

«È uno Stato africano tra i più instabili politicamente, conta circa 5 milioni di abitanti, di cui il 50% sono bambini e ragazzi sino a 15 anni. La superficie è due volte quella dell’Italia, l’aspettativa di vita non arriva ai 45 anni. La sicurezza nei villaggi è molto precaria, e lo sono anche le condizioni igienico-sanitarie a causa dei pochi accessi all’acqua potabile. Tutto questo ha delle ricadute sulla popolazione, soprattutto i bambini e i giovani. La malaria rimane la malattia più diffusa e pericolosa, che provoca ancora decine e decine di vittime, soprattutto nei bambini sotto i cinque anni, per la mancanza di presidi ospedalieri e di accesso ai farmaci». Nel 2020 «mi è morto un bambino di due anni tra le braccia, non è servita la corsa verso la capitale Bangui, per fare i 250 km con un Toyota ci sono volute più di 6 ore, a più di metà strada il bambino è spirato, quando una semplice pastiglia l’avrebbe salvato; tale ricordo è rimasto indelebile e mi ha lasciato il segno. Il Centrafrica vanta il triste primato tra tutti i paesi d’Africa, di mortalità neonatale e infantile; così pure la malnutrizione acuta, che è oltre la soglia di emergenza, soprattutto nei bambini».

Un grande obbiettivo dell’Associazione Medica “Madre Teresa Odv” di cui Monica fa parte è stato raggiunto: è stato scavato un pozzo su di un terreno ove verrà costruito il dispensario farmaceutico. Per l’inizio del mese di luglio, inoltre, i volontari prevedono di avviare il cantiere per la costruzione del nuovo edificio che sarà adibito ad ambulatorio e farmacia. I lavori dello scavo e l’installazione della pompa sono stati affidati alla Congregazione delle Suore della Provvidenza, con la quale l’associazione collabora da anni. Facciamo quindi un appello a tutti i volontari italiani che vorranno andare per aiutare nella missione e conoscere questo bel Paese, ricco di contraddizioni ma capace di regalare grandi emozioni: a tutte le persone interessate a vivere un’esperienza che cambierà la loro vita, abbiamo bisogno di voi!

Tra gli interventi già finanziati dall’associazione ci sono anche la costruzione di latrine per la scuola di Bambari e l’edificazione di una scuola materna nel villaggio di Nzila, borse di studio per sostenere alcuni studenti, progetti di microcredito per le donne.

“Madre Teresa Odv” propone anche viaggi di lavoro e conoscenza della missione, per vivere un’esperienza che rimarrà scolpita per sempre nel proprio cuore.

Per contattare l’Associazione Medica Madre Teresa Odv si può telefonare al numero 349-0765546 o scrivere all’indirizzo di posta elettronica “a.medicamadreteresa@alice.it”. Per versamenti IBAN IT22G0306961482100000005595.


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Mauro Bardella

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