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  • 19 dicembre 2012
  • Trino

Da Lucca e Volpiano per il cross di Trino

No, non abbiamo sbagliato la foto di copertina. La grande assente della stagione, la campionessa tortonese Elehanna Silvani, ha gentilmente accettato, con la sua famiglia, di affiancarci negli auguri a tutto il mondo podistico (vedere soprattutto l’ultimo scatto in galleria fotografica). Con i genitori ecco Azzurra, l’ottima ragione di questa assenza ai vertici delle classifiche 2012 e per invitare tutti quanti a guardare con ottimismo al futuro più prossimo. E che il nome scelto porti buono alla neo-mamma, che ci auguriamo di rivedere in gara in tempi brevi, magari già a marzo a Fubine e poi nella nostra città. Intanto, al cross di Trino arrivano da Cuneo, Asti, Torino, Lucca, e si ripetono due dei protagonisti di novembre. Chiudiamo il cerchio sulle gare organizzate quest’anno in zona con una breve analisi su Valenza e Trino. L’ultimissima dell’anno solare ci arriva in questo momento dal Perù, per cui… I 3.000 DI FRANCESCO TORINO – La distanza richiama la pista, ma qui parliamo d’altezza (sul livello del mare). Francesco Torino ci aggiorna con una foto (che inseriamo subito in “galleria”) sulla ferrea disciplina d’allenamento che sta seguendo presso la Missione peruviana di Pallasca. Laggiù è iniziata l’estate, ma a tale altitudine ci sono poche regole e tante incognite. Al suo ritorno, la prossima “nostra” estate, valuteremo i risultati. Intanto, “giriamo” i suoi auguri natalizi a tutti i colleghi podisti. IL CROSS DI TRINO – A volte ritornano, anche a distanza di pochi giorni e si impongono al Cross di Natale alla Partecipanza. Lui è Paolo Gallo (G.S. Orecchiella Garfagnana), vincitore della “Trino che corre” venti giorni fa e quarto alla maratonina 2011. L’Orecchiella è un parco naturale nel territorio lucchese della Garfagnana; al parco trinese è giunto da predestinato. Lei Federica Scidà (R.T. Volpiano, compagna di squadra della Straneo), seconda all’half marathon lo scorso mese. Come da tradizione, bosco imbiancato e temperatura sotto zero. Non si smentiscono (in bene) gli organizzatori che anche stavolta riescono in poche ore ad adattare il tracciato riducendo al minimo i rischi senza far perdere fascino alla gara. Niente salita alla costa ma circuito pianeggiante nei pressi della Crocetta. Nel bosco neve morbida; solo qualche tratto ghiacciato nei vialoni dove la neve è stata schiacciata dai trattori del parco. D’altro canto, il cross è difficoltà. La distanza da percorrere risulta al fine di 6,6 km. Tante le assenze locali (casalese compreso) ma annotiamo un livello decisamente buono e una forte presenza da cuneese, astigiano e torinese. Gallo vince in 23’ netti e alle sue spalle, sul lungo rettilineo, la fila degli inseguitori. Andrea Bertola (CUS Torino) a 15” e Gianni Ravarino (primo dei “nostri”) a 22” salgono sul podio. I valenzani Alex Zulian e Paolo Bertaia chiudono rispettivamente quarto e settimo. Il primo casalese è l’avisino Emanuele Di Maio, 14mo. La Scidà si impone in 26’16”; quindi Anna Ceoloni (CUS Torino 27’46”) e Antonella Rabbia (Brancaleone Asti) 28’30”. Peccato che solo l’età escluda dalla classifica ufficiale Fidal tanti giovani runners, dei quali la maggior parte dell’Alba Mondo, che solitamente gareggiano in pista e sono in preparazione invernale. Sono loro il vero spettacolo di oggi e hanno un posto prenotato “in prima fila” per le gare del futuro. Una curiosità. Tra gli atleti piazzati anche Andrea Bordin, nipote del più famoso Gelindo, secondo di categoria dietro a Zulian. Due scatti inerenti il cross trinese in galleria fotografica (foto F.P.). A onor di cronaca va citato che l’Olimpia Biella, solitamente ben rappresentata, quest’anno aveva la festa sociale in concomitanza e l’ha segnalato. La classifica completa, in pdf, ufficiosa, va interpretata secondo i colori. L’ordine d’arrivo è quello completo di tutti i partecipanti, “non competitivi” compresi. Trattandosi di gara Fidal, che esclude dalla graduatoria anche gli atleti in età di giovanile (sotto i 23 anni) e quelli di società affiliate solo ad EPS (come AVIS Casale), in giallo abbiamo evidenziato tutti coloro che non rientreranno nella graduatoria ufficiale. Data l’età del secondo, se ne deduce che Ravarino e Zulian occuperanno i due scalini bassi del podio, guadagnando una posizione. DI TUTTO UN PO’ – Le ultime cronache dell’anno ci raccontano di Silvio Gambetta e Loredana Ferrara quarti nella staffetta mista 2x5000 di Arenzano in 38’40”. Ci piace segnalare l’esordio …di penna del nostro Silvio con un gradevole e sincero pezzo su Gianni Ravarino nello spazio web de Il Leone e la Gazzella. E’ la ciliegina sulla torta di una stagione che, a detta di molti, è stata decisamente positiva per il bravo atleta vignalese. Se l’abbiamo sempre apprezzato come runner, ora stiamo piacevolmente scoprendone altri lati; e probabilmente ha appena iniziato a stupirci. Spazio al grande trail invernale con la celeberrima “Via Lattea” del Sestriere. L’ha fatta da padrone il Team Salomon Carnifast (molto ben “radicato” in Casale); tra gli atleti monferrini, con altri tesseramenti, 70mo il frassinetese Beniamino Chiereghin, 140mo Enzo Brusasca di Cantavenna e 536ma (68ma donna) la valenzana Ilaria Zavanone. LE GARE 2012 DI TRINO E VALENZA – In questa seconda parte parliamo del meglio a livello organizzativo. In alcuni casi grandi numeri, in altri meno, ma sempre un’efficienza che non si discute. Per Trino riprendiamo il filo che nel paragrafo precedente potrebbe essere sembrato lasciato a metà. Se escludiamo la memorabile giornata di novembre, dove la cittadina basso-vercellese era “adottata” da un concorso valenzano (il “10 Comuni”), è incredibile come si faccia sentire il richiamo su gente che abita a oltre cento miglia e in zona molto meno. Chi scrive una risposta, sinceramente, non ce l’ha. Un “addetto ai lavori”, non di queste parti, all’appuntamento novembrino ci ha esposto il suo pensiero, secondo cui la provincia alessandrina, per tutta una serie di ragioni, non avrebbe un rapporto idilliaco con le competizioni a sola egida del massimo ente podistico nazionale. Ci sarebbe molta più propensione ad un rapporto preferenziale con gli EPS (non a caso a Trino sovente si appoggiano anche alla UISP e, talora, anche all’AICS, e l’utenza cresce). Poi i confini politici sarebbero così radicati nella testa di molti da far sembrare lontanissimi luoghi che in realtà sono appena al di là del cartello di provincia. Non andiamo oltre perché il concetto di provincia di questi tempi porta anche al di fuori dello sport. Dunque prendiamo atto di un’opinione come un’altra. I numeri sono comunque dalla parte della società azzurra. L’essere riusciti a superare quota mille a novembre nonostante non fosse più campionato italiano UISP, e pure lì con un’affluenza da tutto il Piemonte e oltre, ha stupito tutti, noi per primi. Valenza non si scopre oggi; è una potenza organizzativa e un ricettacolo di sponsors. E quando questi ultimi si fanno desiderare, specialmente coi venti di crisi economica, gli stessi organizzatori non esitano ad autotassarsi per assicurare un trattamento adeguato a chi partecipa alle gare. Tutte le prove di questa zona rientravano nel circuito del “Trofeo dei 10 Comuni”. Tra Alborella e Gelsi non sapremmo scegliere la gara più bella. La prima valorizza centro storico e Parco del Po, la seconda l’incantevole vallata chiusa da Villa Rosa. L’Arborella ha aumentato di quasi 40 unità gli iscritti in un anno mentre i Gelsi hanno registrato un pareggio (260) “spaccato” con il 2011. I “non competitivi” sono poi sempre una quota altissima. Sommare quindi le gare giovanili. L’attenzione, almeno da parte nostra, era però incentrata soprattutto su Pecetto di Valenza, con la coraggiosissima novità della “tre giorni”. Sono 230 le presenze ufficiali in quel weekend e non è ammissibile un paragone con la gara unica di un anno addietro. Caso mai ci eravamo posti la domanda se la formula dei tre giorni consecutivi fosse più o meno valida di quella acquese che proponeva tre gare disposte su tre settimane (lì 116 iscritti in tutto). Già i numeri parlano chiaro. Da parte nostra riteniamo che i Free Runners abbiamo agito al meglio in un contesto che avrebbe scoraggiato tanti. Avendo assistito a tutte le gare consideriamo la formula promossa a pieni voti, ponderando anche la nota preclusione di tanti podisti verso la giornata del sabato. Ma la concentrazione ha dato un senso alla manifestazione. Saranno naturalmente gli stessi organizzatori, in base ai pro e ai contro, a valutare se ripetere l’esperienza. UN AUGURIO E UN ADDIO – Chiude l’anno e i nostri auguri al mondo podistico sono riassunti in quell’ultima foto di galleria. Ci scusiamo con chi può essere eventualmente rimasto deluso dal fatto che non abbiamo preso posizioni su argomenti molto dibattuti in provincia, dai quali solo un anno fa ci saremmo fatti coinvolgere. Non si tratta di “buonismo” ma dell’aver preso atto, dalle impressioni raccolte sul campo direttamente dalla voce degli unici protagonisti (gli atleti, siano essi top runners o tapascioni), che troppe parole sulla loro pelle, seppure con le migliori intenzioni, molte volte vengono intese dagli stessi come una gratuita ingerenza. Per cui, per un 2013 ancora più costruttivo, l’unica ricetta che ci sentiamo di passare a chi organizza e a chi ci mette del proprio sudore è composta da tre elementi: buon senso, buon senso e, non ultimo, buon senso. Con un pizzico di malinconia, il “me mai dicente giornalista” ma solo goffo interprete di orme lasciate da scarpette in corsa, cita per l’ultima volta uno dei suoi pochi miti, il Francesco d’Emilia, appreso in questi giorni del suo “addio” ai concerti e alle canzoni che ci hanno accompagnato per una vita. Per cui ci si permette di posare sotto l’albero di ogni podista una delle sue più belle frasi, affinchè ciascuno la trasformi in parte di sé, pur cambiandone a piacere i verbi. “Ognuno vada dove vuole andare, ognuno invecchi come gli pare, ma non raccontare a me cosè la libertà”.

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