Articolo »

  • 15 marzo 2012
  • Casale Monferrato

Amianto a Casale, il tema di Valeria D'Andrea, studentessa di Ragioneria del Leardi

Quando un colpo di tosse genera un’ansia, un’apprensione, un’angoscia che va al di là della semplice influenza stagionale, quando un dolore intercostale ti toglie il sonno, quando la vita pare un macigno sulla schiena che diventa sempre più pesante, sempre più insopportabile in grado di toglierti la voglia di vivere. Questo accade a Casale Monferrato. Una cittadina che ha perso, perde e perderà ancora per molto tempo i suoi abitanti; persone innocenti con solo una “colpa”, quella di aver vissuto a Casale, di aver respirato questo “polverino” che come un subdolo verme si deposita nei polmoni e sta li, in silenzio, come a non voler creare disturbo, ma quando si sveglia ... è troppo tardi. Mesotelioma. Una parola che solo sentirla fa venire i brividi, una morte bianca da cui solo pochi riescono a sfuggire. Ma tutto questo perché? Perché degli “uomini” si sono dovuti spingere così tanto in là? E’ semplice: la voglia irrefrenabile di arricchirsi sempre di più anche se questo può comportare la morte e la distruzione di famiglie intere. La fabbrica di Casale, Eternit, è stata aperta nel 1906 e pareva essere la “fortuna” di questa città. Dava lavoro a molti operai che lavoravano per guadagnarsi di che vivere ignari che si stavano disegnando il possibile finale della loro esistenza. Persone comuni che credevano di aver capito come “sbarcare il lunario” lavorando onestamente all’Eternit, ma anche persone che nulla c’entravano con la fabbrica che in questi anni si sono trasformate in 3000 lapidi sparse in quello e in quell’altro cimitero su cui noi non possiamo far altro che piangere. L’Eternit è stata chiusa nel 1987 ma le polveri sottili di amianto continuano ad aleggiare per le strade, ad entrare nelle nostre case e a turbarci il sonno. La nostra Costituzione parla del lavoro come un diritto/dovere. Tutti noi abbiamo il diritto ad avere i mezzi necessari per vivere e per mantenere le nostre famiglie ma allo stesso tempo abbiamo il dovere di portare sviluppo economico all’interno della nostra società. In Italia stiamo assistendo a una crisi di dimensioni epocali che rende difficile la possibilità per noi giovani di trovare un lavoro stabile, di costruirci una vita serena. Anche in questo caso tutto ciò è stato determinato dalla smania di potere di pochi individui che si sono arricchiti sulla pelle dei lavoratori. Altre situazioni sdegnose sono quelle che si verificano ancora oggi in molti Paesi asiatici ed africani dove il lavoro non è considerato un diritto, dove i lavoratori sono solo bestie che vengono usate con l’unico scopo di far arricchire gente già ricca, dove donne e bambini vengono sfruttati, dove i sindacati sono vietati e ciò determina la morte di tutti i diritti inviolabili degli individui. Credo che tutti noi giovani abbiamo il diritto o meglio il dovere di batterci per rivendicare i diritti dei lavoratori, per migliorare le condizioni in cui molti sono costretti a stare per evitare che una strage come quella che affligge Casale si possa verificare altrove distruggendo la vita di molti di molti innocenti.

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Barbara Corino

Barbara Corino
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!