«Ma quale sviluppo del nostro territorio senza strade a posto?»
di Marina Maffei
«Si può parlare di turismo, sviluppo del territorio, rilancio dell’economia locale, se le infrastrutture primarie sono in condizioni tali da rendere difficoltoso, o comunque fortemente disagevole, l’accesso ad un comune?» Se lo chiede, ormai da anni, il sindaco di Camino Giorgio Rondano che ha assistito – nonostante le richieste, le raccolte firme, le promesse – all’inevitabile peggioramento della strada provinciale 7. Non una delle tante stradine secondarie che attraversano il territorio, ma la principale via di collegamento tra Camino e Trino, tra la collina e la pianura, tra il Monferrato ed il bacino vercellese, torinese e lombardo. La storia è vecchia: già nel 2009 un tratto della SP 7 aveva ceduto a causa di uno smottamento, era stato transennato e, da allora, la circolazione è limitata ad una sola corsia. «Per di più - commenta amaro il sindaco - hanno inserito un cartello ammonitore, con su scritto “Frana in movimento”, che suona come una presa in giro». Nel tempo, la situazione generale della provinciale è peggiorata perché un altro tratto di strada è stato parzialmente transennato per un cedimento del versante, un muretto di contenimento è crollato, mentre le buche e gli abbassamenti del sedime stradale non si contano più.
«La circolazione è malsicura - afferma Rondano - e questo è un pesante disincentivo per chi deve raggiungere Camino. Non dimentichiamo che qui, negli anni, si sono insediate diverse attività economiche, la maggior parte delle quali vocate, finora con successo, al turismo. Se però a Camino riesco ad arrivare solo con estrema fatica, percorrendo una strada disagevole e indecorosa, è ovvio che potrei non tornare più, andando da un’altra parte dove posso giungere con meno rischi e meno fatica». Non è un caso se all’epoca della chiusura totale della strada, in quattro e quattr’otto una raccolta firme promossa da Rosa e Luigi Desana, titolari della Butega e del Ristorante del Peso, aveva raggiunto oltre 500 adesioni.
«Negli anni - prosegue Rondano - le rassicurazioni sull’imminenza dei lavori si sono sprecate, ma aldilà di alcuni interventi urgentissimi per ripristinare la viabilità minima, altro non è stato fatto». I lavori di consolidamento della SP 7 non sono infatti ancora partiti. «Eppure, con un’ordinanza commissariale della Regione Piemonte del 30 maggio 2012 la situazione sembrava essersi finalmente smossa - continua Rondano - L’ordinanza, che variava il Piano generale di ricostruzione necessario a superare i danni nei comuni piemontesi conseguenti agli eventi meteo del marzo 2011, prevedeva lo stanziamento di un importo urgente di 600mila euro per la sistemazione delle frane sulla SP7 nel tratto dal km 16+900 – 18+000. Non so se questi soldi sono fermi per motivi burocratici o altro. La Regione aveva considerato questi interventi di somma urgenza: mi domando perché la Provincia non ha fatto ancora nulla dopo due anni. Forse di Camino nessuno si ricorda perché lontani dal centro del potere provinciale?».
«In questi ultimi anni come Comune abbiamo affrontato gravi emergenze legate alla viabilità. Le frane ed i problemi alle strade comunali purtroppo non si contano, ma ovunque siamo intervenuti con celerità, facendo sacrifici e adoperandoci per risolvere i problemi. Ad esempio da lunedì è chiusa la strada comunale che collega Camino a Zizano dove stiamo posando sistemi di drenaggio del fronte collinare atti ad evitare nuovi dissesti» conclude il primo cittadino caminese. «È sintomatico che dove la responsabilità degli interventi non è in capo al Comune le cose invece stagnino. Aspetto ora un segno di attenzione: vorrei che la Provincia, da me costantemente contattata, dia riscontro all’amministrazione comunale ed alla comunità caminese di come intende procedere nell’immediato».