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Emergenza

Coronavirus: un farmaco riduce lo stato infiammatorio

Dovrebbe essere prescrivibile da oggi, venerdì 20 marzo, a discrezione del medico curante, la terapia per ridurre la reazione infiammatoria da Coronavirus, mediante Idrossiclorochina.

Dovrebbe essere prescrivibile da oggi, venerdì 20 marzo, a discrezione del medico curante, la terapia per ridurre la reazione infiammatoria da Coronavirus, mediante Idrossiclorochina. I pazienti febbrili, che inducano a presumere, in modo empirico e in base ai dati epidemiologici, di trovarsi davanti a infezione da Covid-19, potranno contare sulla nuova terapia al domicilio e/o presso le Rsa e Ra. L’indicazione è fornita dal Distretto Asl Alessandria-Asti, per gestire il più possibile il trattamento al domicilio, evitando il sovraccarico di ospedaliero e rendendo più autonoma la Medicina Generale.

«Sintomi febbrili e difficoltà respiratoria di media entità, spesso, si riescono a gestire al domicilio - spiega Roberto Stura Direttore del Distretto Asl Alessandria-Valenza - l’Idrossiclorochina è un immunomodulante, rientrante nella categoria dei farmici antireumatici, in grado di ridurre la reazione infiammatoria a livello polmonare». Finora è stata utilizzata in ambito ospedaliero, mentre le prescrizioni territoriali, così come previsto dalla scheda tecnica, sono possibili solo per il trattamento dell’artrite reumatoide. «Da un confronto con gli infettivologi», prosegue Stura, «è emerso che questo farmaco potrebbe dare beneficio anche ai pazienti che riportino infezione polmonare da Coronavirus». Dov’è possibile reperire il farmaco? «L’auspicio è che possa venir prescritto dal medico di base, passando attraverso i Servizi di Cure Domiciliari».

La Gazzetta Ufficiale prevede che la somministrazione, di questo e altri farmaci, venga effettuata in presenza di dati certi e non per la profilassi. In altre parole, parlando di CoVID-19, il trattamento sarebbe possibile previo l’esito positivo del tampone. «Sul territorio, tuttavia - precisa Stura -l’unica possibilità di diagnosi, attualmente possibile, è quella derivante dal quadro sintomatologico. L’intento, dunque, tenuto conto della fase epidemiologica presente, sarebbe di garantire questo trattamento anche ai pazienti sintomatici e, da diversi giorni, febbrili, presso i rispettivi domicili. Altro, sul territorio, non si può fare».


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