Su Facebook: Amici del Ruchè, quelli di Penango e un vescovo cileno
di Claudio Galletto
Una visita su Facebook riserva, ogni giorno di più, sorprese e novità anche i piccoli paesi. Ci sono nuovi gruppi che si formano e raccolgono adesioni, i gruppi più “anziani” che vedono aumentare i propri “amici” ma ci sono anche parenti lontani e sconosciuti e notizie curiose in cui imbattersi.
Proprio su Facebook digitando, in questi ultimi giorni, il nome di Penango è comparsa, oltre al gruppo di “Quelli che almeno una volta nella loro vita sono stati a Penango” (il più numeroso della zona con i suoi 404 “amici”), la scheda riguardante la biografia di un personaggio religioso tra i più importanti al mondo, la cui storia è indissolubilmente legata al paese dove sorgeva un frequentato Istituto Salesiano.
L’attuale arcivescovo di Concepciòn, in Cile, non soltanto è un italiano (mons. Ricardo Ezzati Andrello, nativo di Campiglia dei Berici, nel vicentino) ma, prima di trasferirsi in Cile a soli 17 anni trascorse un’infanzia monferrina a Penango dove si dedicò agli studi nella struttura salesiana oggi scomparsa.
Oggi Ezzati Andrello è diventato uno dei cinque visitatori inviati dal Vaticano a controllo della Congregazione dei Legionari di Cristo nel mondo (l’arcivescovo cileno si occupa nella fatti specie del Sudamerica) ed è presente sul social network più diffuso al mondo ricordando la vita trascorsa nel paese monferrino.
Facebook prolifera non solo di personaggi ma di molti gruppi di amici che hanno per oggetto soprattutto lo sport, l’enogastronomia, le tradizioni da promuovere o semplicemente l’attaccamento al proprio paese.
Per i vini locali il primato degli iscritti spetta agli “Amici del Ruchè”, che raccoglie 359 iscrizioni superando la Bottega del Vino di Moncalvo (346). Ma si trovano anche gruppi sul “Bue Grasso di Moncalvo”, sull’“Olio Extravergine di Oliva di Moncalvo” e sulla frazione Patro la quale rivendica un’attenzione particolare verso la curiosità dei “subjet” utilizzando una citazione di Buronzo nella quale si legge che “Moncalvo dall’alto del colle gli tende la mano come fa il padre al figlio minore che nei campi lo accompagna.” Sono tanti i giovani che scorrazzano cercando gruppi da proporre agli amici o fondando nuovi temi di comunicazione sociale attraverso il web.
Ciò che colpisce è il fatto di vedere primeggiare tra gli iscritti sempre gli stessi volti che, anziché la piazza reale, scelgono sempre più spesso quella virtuale per dialogare, scrivere commenti, lanciare slogan, attese e auspici.
Come capita con i fans del Comitato Palio di Moncalvo che raduna “chi vorrebbe che Moncalvo vincesse il quinto Palio”. La speranza è però che a settembre gli iscritti siano presenti a tifare per Moncalvo. Presenti - s’intende - sulla piazza vera prima che su quella virtuale.