Politica: bavaglino allo SDI dai compagni di coalizione in Consiglio comunale
di Massimiliano Francia
Bavaglino al capogruppo dello Sdi – lunedì scorso, 1° ottobre, in Consiglio comunale - che avrebbe voluto leggere un documento politico scomodo per la maggioranza ufficialmente allo scopo di giustificare la propria assenza durante il Consiglio comunale precedente, ma in realtà per porre una volta di più una serie di questioni politiche irrisolte.
Riunione fiume dei capigruppo prima dell'inizio dei lavori per stabilire appunto che la discussione sul documento in questione non era opportuna.
Poi il colpo di scena con la presidente del Consiglio comunale Mariuccia Merlo che autorizza ugualmente la discussione a fronte dell'annuncio del consigliere Giuseppe Iurato che lo Sdi avrebbe abbandonato i lavori.
Equilibrismi, insomma, per tenere insieme una maggioranza evidentemente in crisi, dove i rapporti sono ormai incrinati, con il nascente Partito Democratico che pare avere avvicinato settori importanti dei due principali partiti di maggioranza ma che, forse, ha anche creato fibrillazioni in partiti come lo Sdi appunto, che avevano trovato nel rapporto stretto con la Margherita una funzione e un ruolo che proprio la nascita del PD rischia di marginalizzare.
Fatto sta che giovedì in Consiglio comunale lo Sdi si è visto negare, in prima battuta, la possibilità di spiegare le ragioni della propria assenza proprio dai colleghi della coalizione.
Decisione assunta dopo una interminabile conferenza dei capigruppo – dicevamo - nella quale, pare, i partiti di opposizione erano favorevoli alla discussione mentre da RC, Ds e Margherita è venuto lo stop ai colleghi socialisti.
Una decisione gravissima, ha sottolineato Marco Botta, An: «Qui si impedisce la comunicazione. Non crediate che chiudendo la bocca a una forza politica si risolvano i problemi».
Il documento dello SDI iniziava con il ribadire la fiducia al sindaco e riproponeva questioni già note, perplessità e dissensi più volte al centro di prese di posizione pubbliche.
Si spiega l'assenza dei due consiglieri con la partecipazione a «una importante riunione politica per la Costituente Socialista» e si evidenzia che la maggioranza può contare su 19 consiglieri. Insomma: perché visto che anche altri erano assenti puntare il dito proprio contro lo SDI?
Ma si parla anche di «polemiche con alcune componenti della coalizione» e nel ricordare l'appartenenza alla coalizione ribadisce «disagio» a causa del mancato ascolto su temi ritenuti fondamentali: la difesa dell'Asl 21, le questioni delle società pubbliche, dello sviluppo dei quartieri, la riorganizzazazione della macchina comunale, la diminuzione del numero degli assessori.
«La censura non è riuscita», ha calcato la mano Beppe Filiberti (Lega Nord) «e le parole del consigliere Iurato sono macigni che pesano sull'operato dell'amministrazioe in questi anni, visto che si tratta di punti prioritari del vostro programma elettorale. La spaccatura è profonda».
Ma la frase più insidiosa del documento è parsa quella relativa alle aziende, dove si accenna cioè alla «valutazione nelle nostre aziende dei costi amministrativi e delle spettanze del personale».
«Cosa vuol dire esattamente? Cosa c'è dietro», ha chiesto Marco Botta, An, rigirando il dito nella piaga.
Una frase che per ragioni opposte ha fatto letteralmente infuriare Marco Almirante, Casale per l'Europa, che ha accusato lo Sdi di essere irresponsabile, e di usare espressioni «terroristiche» in un momento delicato in cui c'è una «Procura che sta acquisendo documentazione. Decenza avrebbe voluto che non si facesse questa dichiarazione. Cosa volete? Se siete così in disaccordo dite chiaramente che la maggioranza può fare a meno dei socialisti, dire al vostro assessore di dimettersi, invece di usare frasi intimidatorie, pesanti».
Indispettito anche Beppe Bruno, Rifondazione Comunista: «Le coalizioni non durano tutta la vita», ha detto lasciando intendere che Rifondazione non è disposta a restare in maggioranza a qualunque condizione, arrivando a parlare di «sindrome di Stoccolma» per il fatto che si era dato spazio a chi in fondo - dall'interno - avrebbe attaccato e messo in difficoltà la maggioranza.
Una frecciatina alla presidente Merlo che ha subito rintuzzato: «Siamo in democrazia, era doveroso aprire il dibattito!», posizione, questa, apprezzata dalla minoranza, ma anche da Davide Sandalo, Ds, che ha sottolineato le ragioni dell'assenza, non politica, e le questioni politiche poste dallo Sdi, su cui – ha detto- serve un approfondimento.
«Un intervento da pompiere», ha scherzato Nicola Sirchia, «ma i temi sollevati dallo Sdi sono gli stessi che da anni poniamo come minoranza. Cosa dobbiamo dire: benvenuti amici dello Sdi... Certo che per la città il quadro è preoccupante».
E anche Alberto Baviera ha chiesto responsabilità alle forze di maggioranza per trasformare un momento critico in una occasione di crescita.
Ora la palla passa nelle mani del sindaco a cui più forze politiche hanno chiesto uno sforzo di mediazione.
E a alla provocazione di Rifondazione («Ci sono altre forze disponibili....») Baviera risponde: «Niente maggioranze diverse da quelle che hanno vinto le elezioni».