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Svizzera: ancora una beffa per le vittime dell’amianto

È stato archiviato il procedimento promosso in Svizzera da alcuni parenti di vittime dell’amianto contro i fratelli Thomas e Stephan Schmidheiny, gli imprenditori cui ha fatto capo, per molti anni, anche lo stabilimento Eternit di via Oggero. Il Tribunale Federale ha respinto il ricorso dei parenti degli operai che avevano lavorato nello stabilimento di Niederurnen, nel Canton Glarona, lo stesso da cui ha preso le mosse l’indagine della Procura di Torino. Almeno un centinaio, secondo l’Associazione Esposti Amianto elvetica, le persone decedute dopo avere lavorato negli stabilimenti della Eternit. Il Tribunale di Losanna che ha sede a Losanna, secondo le notizie delle agenzie di stampa, ha decretato che i fatti, risalenti agli anni Sessanta-Novanta, sono prescritti. La produzione a Niederurnen era cessata nel 1994 e il primo grado di giudizio era arrivato a compimento due anni fa, nel 2006. Gli avvocati dei parenti delle vittime, che puntavano su una incriminazione per omicidio colposo, avevano sottolineato che all’epoca gli operai non erano stati debitamente informati dei rischi e che i controlli medici erano carenti. Argomentazioni che però non sono state accolte dai magistrati elvetici. A quanto pare una delle motivazioni risiederebbe nel fatto che secondo il Tribunale Federale non è ragionevole chiedere all’autore di un atto eventualmente punibile di difendersi molti anni dopo, quando non dispone più dei mezzi di prova «È una brutta notizia», commenta Bruno Pesce, coordinatore del Comitato vertenza amianto, «una sentenza che calpesta ulteriormente le vittime, le fa morire due volte. È una situazione insopportabile». I tempi per la prescrizione, spiega Pesce, in Svizzera scattano assurdamente dalla esposizione al rischio. quindi dal primo giorno di lavoro. E da quel momento si dovrebbe pertanto chiedere l’interruzione dei termini. È chiaro che per una malattia come il mesotelioma, che ha una incubazione media di 20-30 anni, quando ci si accorge di essere malati il reato è già prescritto. «In Europa sottolinea Pesce alla Svizzera fa da contraltare la Francia, dove sono un migliaio le cause civili vinte in situazioni analoghe in quanto l’amianto era stato considerato dalla Corte Suprema una causa inexcusable, ingiustificabile, imperdonabile». In Italia i termini della prescrizione scattano da quando viene diagnosticata la malattia o dalla data della morte. Intanto gli Ultras del Cinghiale Club - con la Junior calcio, il Comune di Casale e l’Associazione esposti amianto - promuovono sabato e domenica al campo “Bianchi” un torneo di calcetto contro l’amianto e in ricordo delle vittime della polvere assassina.

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Barbara Marini

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