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  • 07 agosto 2013
  • Casale Monferrato

Ad Albertone e Di Pietro il sabato porta buono

E’ sempre una gran “bella e impossibile” gara, gestita egregiamente in condizioni tutt’altro che facili. Per cui partiamo dall’unico neo. L’idea di premiare l’abbattimento del record di Edmil Albertone sarebbe, anche in sua assenza, un correre contro il suo “fantasma”; un disincentivo per molti top runners, e nella maxi canicola, poi. Rimane fuori dal concetto Maurizio Di Pietro che, come leggeremo più avanti, nella stessa giornata ha conquistato l’argento ai World Masters Games di Torino. Ed eccoci alla frazione di Gabiano. Grande rammarico (si richiede un minuto di silenzio) per la scomparsa dai tracciati di Paolo Secco; ogni qual volta gli presentano un microfono si leva un coro all’unisono: “L’abbiamo perso”. Atipico il correre di sabato pomeriggio in piena estate; i trailers non vanno per il sottile, si sa. Pesa un po’ a tutti l’assenza forzata di Paolo Bertaia; a presto, guerriero. Fabio Menino fotografa e non suda. Come direbbe Mel Brooks: “E’ bello fare il manager”. Ma lui giura che presto farà qualcosa di... speciale. Si attendono notizie. Edmil Albertone si presenta al via ed è un assolo. Terzo successo consecutivo, di quasi quattro minuti (51’15”) sopra il suo tempo 2011 (in quell’occasione Bertaia gli soffiava sul c…). La Brancaleone piazza i suoi; secondo Michele Panza (53’44”) e terzo Cesare Chiabrera (54’39”), che rimonta ben sette posizioni. Con quel suo passo da ballerino sornione sembra non andare avanti, ma poi… Quindi Roberto Giordano ed Alessandro Rivella. Tra il coraggio agostico e l’incoscienza corre un sottilissimo filo. E qui ci si riferisce alla presenza di quel “Caronte” o come vogliono chiamare questo ritorno dell’anticiclone africano. Mannaggia,se “rompe”... Non consola pensare che sul Monte Rosa possano anche passarsela peggio. C’è un “passaggio”, nel video qui pubblicato, particolarmente esaustivo. Notare il transitare al Col d’la Fin, il punto più alto, al km 9,800, di Roberto Giordano (numero 66), non certo un esordiente. Nonostante abbia corso con buon senso, seguendo le regole base, non vede neppure le frecce grandi a terra e deve essere indirizzato nella giusta direzione da un addetto al percorso. E’ dura, ragazzi… “Beati gli ultimi”. Anche se è meglio specificare “le ultime”. Infatti, le due “scope” del Kitambo là hanno chiuso la gara e a Cantavenna hanno centrato i posti più alti del podio. Seconda affermazione (la prima fu nel 2011), qui, per Alessandra Pagliano (Salomon Agisko) di Cella Monte, in 1h03’50”, davanti alla sangermanese Elena Patrucco (Sanfront - 1h05’45”) e alla biellese Tiziana Borri (Gaglianico 74 - 1h07’28”). Seguono Rosanna Lobosco ed Elisa Cornaglia. Tutte in gara con la testa ben sulle spalle, correndo l’indispensabile e camminando quando necessario. “Chi va (il giusto) piano…” è il secondo detto che trova riscontro. Elizabet Garçia, invece, è al suo primo trail; lo affronta “sparata”, come fosse una gara su strada, e viene colta da prevedibile malore al km 9. Gli addetti ci dicono (lo si scrive con riserva) che addirittura non si sarebbe dissetata ai punti acqua. Fortunatamente in loco sono attrezzati per queste evenienze. Il dott. Mario Tribocco, medico di gara (nonchè sindaco del Comune di Gabiano), per tutta la gara fa su e giù, in lungo e in largo, a bordo del suo scooter, collegato via radio. Le tante strade che tagliano il tracciato sono utilissime per raggiungere qualsiasi parte in brevissimo tempo. I collegamenti radioamatoriali con tutti gli incroci e i ciclisti al seguito fanno il resto. Elizabet stramazza a terra nei pressi di Case Birri, in un fondo valle. Scatta l’emergenza e, mentre il medico la raggiunge da un lato il direttore di gara, Enzo Brusasca, scende dal versante opposto. Lei non ricorda più il suo nome ed è in stato confusionale. Il tempo di prestare il primo soccorso e la ragazza viene portata su al traguardo già più lucida, con tanto spavento suo e di tutti i presenti. Per precauzione l’ambulanza di servizio l’accompagnerà al Pronto Soccorso, per gli accertamenti di rito, da dove verrà poi dimessa. Sull’ultimo inserto del giornale, per ragioni di spazio, si è rimossa (ma ora la si recupera) questa frase-pensiero in merito al “fai da te” di troppi atleti, senza avere un preparatore alle spalle: “… La maggior parte degli infortuni, tra i podisti locali, rientra in tale logica (leggi: ieri ho gareggiato su strada, oggi mi corro una maratona, domani una mezza o un trail così... perchè mi va, anche se non mi sono preparato e documentato); più ricorrente di quanto non si creda.” Non sono casi a parte e vale per tutti. Ogni disciplina va conosciuta a fondo prima di essere affrontata con agonismo. In tutto sono stati tre gli atleti costretti al ritiro. A loro è dedicata uno scatto (con simpatia e augurio, non con ironia) in galleria fotografica. Oltre alla Garçia anche Fabrizio Colella e, caso vuole, pure il “nostro” Fausto Deandrea che, qui di seguito, ci racconta la sua esperienza nei particolari. Abbiamo ritenuto giusto esporre anche le ragioni del direttore di gara, Enzo Brusasca, appena dopo. VISTA “DA DENTRO”(1): CANTAVENNA TRAIL – (di Fausto Deandrea) - Un gioco primitivo, nell’era della psp interattiva, della wii e di chissà quali altre diavolerie tecnologiche, mi frulla nella mente, quello di focalizzare la prima cosa che mi balena in mente con un fatto, un nome o tutto ciò che solletica la mia fantasia. Cantavenna: Mariulon! Il ricordo è vivido e al tempo stesso velato dal tempo trascorso, quel misto di sogno e realtà che i ricordi da pre adolescente creano. Da Mario, a Cantavenna di Gabiano sulle colline della Val Cerrina, è un ristorante che definirei storico della cucina tipica piemontese e immagino che il primo titolare fosse un uomo corpulento nella tradizione dei cuochi “di peso”, da qui il vezzeggiativo-superlativo Mariulon, un luogo dove oltre che gustare cibi della tradizione si può e si deve vivere la collina e i suoi panorami. Ecco che appare ai miei occhi un’immagine di me dodicenne o forse meno. Sono all’interno di questo ristorante, perso in una vetrata o su una terrazza con vista sulla piana casalese dove sua maestà il Po scorre lento, languido, pare fermo! Una visione e chissà se è frutto della mia fantasia o di una esperienza vissuta realmente in quel ristorante. Ma oggi non si parla né di cibo né di panorami, ma di follia! Quella degli organizzatori, non me ne vogliano, a proporre una gara così dura ad un orario impossibile e quella di noi podisti a prendervi parte! Nel ventennio mussoliniano si sarebbe parlato di prova di ardimento, ma in piazza Martiri della Libertà, di camerata neanche l’ombra, solo uomini e donne in svolazzini e canotta armati di sana incoscienza, quella che ci vuole per affrontare 11 km, con 600 mt di dislivello positivo (tradotto: salite tremende), alle 5:30 del pomeriggio, nella calura afosa agostana! La gara? Mi sarebbe piaciuto dire: Dura, durissima; i commenti di chi l’ha già corsa, dall’emigrato Claudio a SimoneSpud, dicono che qui le colline sono diverse da quelle che calpesto tutti i giorni, più ripide, più “cattive” se corse a tutto vapore e forse anche a velocità di crociera. Purtroppo però la mia corsa dura solo tre chilometri, giusto il tempo di mettersi in moto, fatico sia in discesa che sul piano e appena la strada sale (di poco) cedo di schianto, proprio dove di solito cambio passo! Il motivo di questa defaillance non me la so dare, la voglia di gareggiare nei giorni precedenti era tanta, gli allenamenti mi davano delle buone sensazioni, ma la testa oggi non ha funzionato, un corto circuito improvviso, di quelli che spengono ogni velleità di portare l’asticella un po’ più in su. Fortunatamente in questa occasione ad aspettarmi sulla finish line solo un roboante silenzio, mia moglie Arianna è al lavoro e solo grazie a Sandra, mia suocera, ho potuto esser qui, visto che si è offerta di trascorrere il pomeriggio con Leonardo. Ormai conosce i miei turni e i miei ritmi di lavoro, attività domestiche e sportive, così non serve chiedere, sa quando essere d’aiuto, a volte approfitto della sua disponibilità non senza qualche senso di colpa, ma so che posso contare su di lei! E senza di lei la corsa non sarebbe un’attività pseudo agonistica, ma una parentesi occasionale. Così Cantavenna ha avuto la meglio, ma è già alle spalle; ora in tutta fretta si riposiziona la barra a tutta dritta verso gli obiettivi autunnali. Ad maiora dalla Munfrà Valley. VISTA “DA DENTRO”(2): CANTAVENNA TRAIL – (di Enzo Brusasca – direttore di gara) - Purtroppo motivi organizzativi ci impongono certi orari. So cosa significa correre nelle condizioni climatiche di sabato; domenica ho bonificato il percorso dalle 9,30 alle 11,30 ed il caldo era veramente insopportabile. Gli atleti hanno tutta la mia comprensione. Spero di riaverli tutti tra i partenti la prossima edizione. Per quanto riguarda l’atleta che è stata soccorsa, mi sento di dire che ha avuto una condotta di gara un po' “scellerata”, forse poco abituata a gare con forti dislivelli; al contrario della Pagliano che, con una condotta più costante, le era a ridosso al momento del ritiro. Mi è stato anche confermato che fino al ristoro dell'ottavo chilometro la stessa atleta non si è mai fermata a bere. WORLD MASTERS GAMES DI TORINO – Sabato è subito boom con l’argento (e qui si parla di mondiale) di Maurizio Di Pietro sui 3.000 siepi MM40, con 10’58”. Oro al venezuelano Jose Greg Yanes-Quijada (10’23”) e bronzo ad Alberto Dondana (11’36”). Per onestà di cronaca, erano solo loro tre a giocarsela in quella categoria. Alla gara di Maurizio sono dedicati i primi quattro scatti in fotogallery. Domenica, poi, è stata la volta dell’orgoglio monferrino. Ivo Masserano, da Camagna, quarto nei 10.000 (53’25” - otto iscritti) MM75. Sabato dovrebbe correre la mezza maratona. Nella stessa gara, due casalesi tesserati Atletica Pavese. Alberto Spina (39’16” – 53 iscritti) 12mo MM45 nonché Laura Scarrone (59’25” – 18 iscritte) 13ma MF 45. Grazie a Fausto ed L&G per il prezioso supporto. ACCADDE NEL PERIODO – (by Owens) – 30 luglio. UISP a Belforte Monferrato. 1 Corrado Ramorino 2 Diego Picollo 3 Achille Faranda + 1 Susanna Scaramucci 2 Cristina Bavazzano 3 Lara Tortarolo. 31 luglio. A Semiana (PV – km 6,5) 1 Antonio Curcio 2 Silvio Gambetta 3 Simone Dell’Acqua 4 Herbert Mascolo 5 Stefano Contardi + 1 Joanna Drelicharz 2 Loredana Ferrara 3 Simona Viola. AICS a Cascinagrossa (km 6) 1 Gianluca Catalano 2 Hicham Dhimi 3 Simone Canepa 4 Roberto Brioschi 5 Massimiliano Cantarelli + 1 Lucia Natalicchio 2 Maria Rita Torino 3 Anna Maria Galbani 4 Simona Illengo. 1 agosto a Boffalora sul Ticino (MI – km 5,8) 1 Stefano Casagrande 2 Maurizio Brassini 3 Dereje Rabattoni 4 Amos Bianchi 5 Silvio Gambetta. UISP a Cassinelle. 1 Corrado Ramorino 2 Achille Faranda 3 Andrea Ermellino + 1 Patrizia Mutti 2 Susanna Scaramucci 3 Giovanna Mazzucco. 2 agosto. Elizabet Garçia si impone a Borgomanero (NO). UISP a Costa d’Ovada. 1 Corrado Ramorino 2 Achille Faranda 3 Diego Picollo + 1 Silvia Bolognesi 2 Cristina Bavazzano 3 Susanna Scaramucci. 3 agosto. AICS Cantavenna Trail – vedi cronaca, video e foto. 4 agosto. A Godiasco (PV) trail di 25 km con vittoria di Silvio Gambetta. Seguono Lorenzo Guarnaschelli e Andrea Rebeschi. Nella stessa località, si impone pure Loredana Ferrara nella corsa in montagna di 6,5 km, su Simona Viola e Anna Maria Galbani. UISP a Trisobbio. 1 Giacomo Canale 2 Hicham Dhimi 3 Mattia Grosso + 1 Susanna Scaramucci 2 Silvia Bollea 3 Rosanna Massari. Ordini d’arrivo completi delle gare AICS e UISP alessandrine nei rispettivi “quaderni” pdf. BUONE FERIE – Mai come quest’anno le ferie sono benvenute. A Casale e dintorni stop netto per un buon mese. Si torna a pubblicare l’ultima settimana d’agosto, quando saranno “all’orizzonte” tre gare attesissime: Frassineto Po (1 settembre), StraTrino (6 settembre) e Balzola (15 settembre); tra loro, il celeberrimo “Giro del Morto” (8 settembre). Tante e belle gare, nel frattempo, nel centro-sud provinciale. Così, per gioco, diamo un voto alto a Sottovalle d’Arquata e Castellazzo Bormida (il “Chicco per l’Africa”). Ci starebbe anche Basaluzzo, in verità (a patto che liberino i DJ assordatleti solo dopo la premiazione). La gara di S.Agata Fossili (campionato AICS) del 22 agosto è stata annullata.