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L’arte delle buone pratiche: conclusa la prima edizione del festival delle virtù civiche

Si è chiusa martedì sera, con la proiezione di “Devil comes to Koko” di Alfie Nze, mediometraggio che nel 2017 ha partecipato anche alla prestigiosa rassegna “Cinemambiente”, la prima edizione del “Festival della Virtù Civica”, che dal 23 novembre al 5 dicembre ha messo Casale Monferrato al centro di un fittissimo programma di eventi.

“Devil comes to Koko” - Il diavolo arriva a Koko - è la storia di un’ossessione, quella di Alfie, regista teatrale nigeriano, nel nostro Paese dagli anni ‘90, per lo scandalo dei rifiuti tossici scaricati illegalmente trent’anni prima da un imprenditore italiano a Koko, un villaggio sul Delta del Niger. Una storia emblematica (coprodotta da Fabrica del Gruppo Benetton), che rispecchia perfettamente quei temi di tutela dell’ambiente, legalità, giustizia, sviluppo sostenibile, che hanno percorso l’intero Festival.

Dal 23 novembre fino a martedì Casale ha accolto oltre trenta ospiti fra docenti universitari, rappresentanti di enti locali e associazioni, imprenditori, professionisti, giornalisti, artisti e comuni cittadini, individuati per la loro attenzione all’ambiente e al prossimo. Attraverso tavole rotonde, presentazioni di libri, laboratori, convegni e dibattiti, ci si è confrontati sulla virtù civica: valore che ha contraddistinto l’impegno nella vita e nel lavoro di Luisa Minazzi, direttrice didattica, ambientalista ed amministratrice comunale, morta di mesotelioma nel 2010, a 58 anni, ed alla cui memoria è dedicato il Festival della Virtù Civica, nato da una idea del Comitato organizzatore del Premio “Luisa Minazzi - Ambientalista dell’anno” che raggruppa numerose realtà del territorio casalese.

La cerimonia conclusiva del Premio, promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia, si è tenuta venerdì scorso in una affollata sala consiliare del Municipio di Casale, ed ha costituito il momento centrale di tutta la manifestazione. Il Premio Ambientalista dell’Anno è andato a don Marco Ricci, il sacerdote di Ercolano in prima linea nella difesa della salute e dell’ambiente nella Terra dei Fuochi, che ha ottenuto 629 preferenze sul totale delle 3.061 giunte da tutta Italia durante gli ultimi due mesi alla Segreteria organizzativa.

 «Con il Festival - raccontano gli esponenti del Comitato organizzatore - abbiamo voluto iniziare una ricerca intorno all’Italia che sceglie di donare alla collettività una parte, spesso nemmeno troppo piccola, del proprio tempo e delle proprie competenze per accorciare la filiera del cambiamento e incidere, tramite l’azione diretta, nella realtà. Siamo partiti da un’esperienza importante, quella del Premio “Luisa Minazzi - Ambientalista dell’anno” che porta da sei anni a Casale, insieme al nostro Comitato organizzatore, i protagonisti di un’Italia coraggiosa, generosa e lungimirante che s’impegna nei territori, all’interno delle imprese e delle istituzioni il più delle volte lontano dai riflettori. Il Festival ha cercato di ampliarne il messaggio e rappresentare un punto d’incontro, confronto ed elaborazione sulle diverse opportunità di partecipazione, sulle politiche per la sussidiarietà, sulla formazione necessaria in questo campo».

Oltre a don Marco Ricci, erano candidati al Premio “Luisa Minazzi - Ambientalista dell’Anno” 2017, Antonello Brunetti di Castelnuovo Scrivia che ha coordinato la mobilitazione contro il Terzo Valico; Isabella Conti il sindaco anticemento di San Lazzaro di Savena in provincia di Bologna; Cristina Gerardis impegnata come avvocato dello Stato contro lo smaltimento illecito di rifiuti nella discarica di Bussi (Pe); il Gruppo Cooperativo GOEL, gruppo di imprese etiche operanti in Calabria, rappresentato per l’occasione da Fratel Stefano Caria; il giornalista del programma di RaiTre “I dieci comandamenti” Domenico Iannacone (che nell’inchiesta “Il Danno” aveva intervistato tra gli altri proprio don Ricci); la mamma green blogger Linda Maggiori; il Manzella Quartet, un gruppo di musicisti che utilizza materiali di riciclo.

Ciascuno dei candidati ha avuto modo di raccontarsi al pubblico, studenti compresi, nel corso degli appuntamenti che hanno cadenziato il Festival, offrendo un’idea di Italia che s’impegna a tutela della legalità, pratica esperienze d’impresa sociale e sostenibile, condivide con coerenza e in maniera originale e coinvolgente i valori dell’ambientalismo.

«Con il Festival - concludono Marco Fratoddi, Vittorio Giordano e Gian Paolo Minazzi per il Comitato organizzatore - abbiamo voluto lanciare un messaggio di rigenerazione, per portare in evidenza l’Italia su cui si può contare per darle più forza, facilitarne il compito, sostenere quel cambiamento verso la sostenibilità che la società reale sta esprimendo con largo anticipo».

Un invito che l’amministrazione comunale casalese ha fatto suo inserendo il “Festival della Virtù Civica” nel dossier di candidatura della Città a Capitale della Cultura Italiana 2020.

Il “Festival della Virtù Civica” è stato ideato e curato dal Comitato organizzatore del Premio “Luisa Minazzi - Ambientalista dell’anno” con il sostegno della Città di Casale Monferrato e dell’Ente di gestione delle aree protette del Po vercellese-alessandrino. Maggior sostenitore è Weleda (sponsor storico del Premio Luisa Minazzi).

 


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Luisella Braghero

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