Articolo »
A Casale Monferrato
Me.dea con le donne afghane: presidio e cuori alle finestre
In piazza Mazzini tutti i sabati, dalle 17,30 alle 18,30, fino al 30 ottobre, sarà presente un presidio di donne
Me.dea - l’associazione di promozione sociale attiva dal 2010 nel contrasto alla violenza di genere - si stringe attorno alle amiche afghane e, insieme a tante donne della società civile del territorio con cui opera, leva un grido di preoccupazione e rabbia. La situazione del paese precipitata velocemente, rischia di cancellare le conquiste ottenute con tanta fatica e in una situazione politica, economica e sociale proibitiva per le donne negli ultimi 20 anni. Me.dea si è unita a “Donne Insieme” di Casale Monferrato (collettivo di donne impegnate nelle questioni femminili e civili), e insieme hanno dato vita «a una catena a sostegno di tutte le sorelle in sofferenza e pericolo».
Venerdì scorso, 20 agosto, una quindicina di donne è scesa in strada a Casale organizzando un flash mob in piazza Castello. Con striscioni e cartelli le attiviste hanno rivendicato la libertà per le donne afghane, chiedendo il rispetto dei principi fondamentali e ponendo l’attenzione su alcuni punti fondamentali:
Corridoi umanitari - Le donne fanno rete per l’accoglienza.
Istruzione, protezione, libertà - Negli ultimi vent’anni le donne e bambine afghane hanno ricevuto un’istruzione. Ora il futuro che è stato promesso loro è vicino a svanire.
Lavoro, formazione e partecipazione politica - «Sono i nostri diritti - dicono - Non cancellate le Donne».
Coperti i capelli, scoperti i volti, forti le voci
L’appello all’Occidente si è alzato forte affinché non resti a guardare ma predisponga corridoi umanitari per accogliere profughi e profughe, come già richiesto da molte organizzazioni umanitarie e dalla rete nazionale dei centri antiviolenza italiani.
«Me.dea, insieme a tutta la rete D.i.Re, è pronta a fare la sua parte - sottolinea Francesca Brancato, vice presidente di Me.dea nonchè consigliera della rete D.i.Re. - Assicureremo alle donne afghane che giungeranno in Italia il sostegno che offriamo ogni giorno nei nostri centri, perché questo è il momento di agire, ma è necessario che il governo supporti il reperimento di risorse per far fronte a questa drammatica emergenza umana.
Una raccolta fondi
I centri antiviolenza hanno anche deciso di supportare la raccolta fondi lanciata da Cisda, un’associazione che dal 1999 lavora con impegno in Afghanistan e lotta per la libertà, la cura e la speranza di donne e bambine.
Per non far calare il silenzio su una situazione ad alto rischio, ogni settimana, tutti i sabati, fino al 30 ottobre si terrà un presidio a Casale, dalla 17,30 alle 18,30 in piazza Mazzini.
«La catena di donne non si ferma - annuncia Bruna Casati di “Donne Insieme” - Chiediamo che l’Italia e l’Europa agiscano subito per portare soccorso a donne, bambine, attiviste afghane, oggetto di rastrellamenti, violenze, stupri, schiavitù sessuale e interdizione alle loro attività lavorative».
Iniziativa a Giarole
Un’altra iniziativa è nata spontaneamente a Giarole, su iniziativa di alcune donne del paese, sostenitrici di Me.dea.
«Abbiamo pensato a un gesto semplice, ma carico di significato per sentirci unite alle donne che vediamo in queste ore nelle terribili immagini che giungono dalla tv, non senza provare rabbia e vergogna - dichiarano le promotrici - Invitiamo tutti gli abitanti di Giarole, dei paesi limitrofi e del resto della provincia a esporre un cuore fuori dalle loro finestre, come urlo di richiamo ai signori della guerra, dramma che causa eterne sofferenze e impedisce il progredire dei popoli».
Piccoli e grandi gesti per non lasciare che la cultura misogina dei talebani riprenda il sopravvento e riduca in schiavitù fisica, morale, intellettuale le donne di oggi e di domani.
Profili monferrini
Questa settimana su "Il Monferrato"







