A Cuccaro Michel Platini ha ritirato il "Premio Nils Liedholm 2013"
di amb
Mercoledì pomeriggio a Cuccaro Michel Platini ha ritirato il “Premio Nils Liedholm”, riconoscimento che ogni autunno viene assegnato a uno sportivo che si sia distinto non solo per i risultati vincenti, ma anche per avere operato con stile, eleganza, correttezza e lealtà, qualità che sempre hanno contraddistinto la vita, calcistica e non, del “Barone”.
La motivazione che spiega la scelta di Platini recita così: “Per le immense capacità tecniche e calcistiche dimostrate prima sul campo, per le straordinarie doti di leadership ed intelligenza unite alle competenze comunicative, con le quali ha saputo far seguire ad una luminosissima carriera sportiva una altrettanto importante esperienza come dirigente nel mondo del calcio a livello europeo e mondiale”. Dopo Carlo Ancelotti (vincitore dell’edizione 2011) e Vicente del Bosque (2012), il premio è andato dunque ad un altro “grandissimo” signore del calcio. A Villa Boemia, dove si è svolto l’evento, erano in tanti ad accogliere Platini, tra cui anche Franco Baresi e Umberto Gandini in rappresentanza del Milan, Giuseppe Marotta, attuale a.d. della Juventus, Maurizio Turone e Roberto Scarnecchia, interpreti della Roma di Liedholm.
Ad aprire la terza edizione del Premio Liedholm è stato il sindaco di Cuccaro, Fabio Bellinaso, che ha ringraziato quanti hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa e soprattutto Carlo Liedholm e i suoi figli che ospitano l’evento nella Villa che fu di Nils.
Federico Buffa ha introdotto sul palco Platini, con una puntuale biografia del protagonista, un avvincente racconto che ha sorpreso piacevolemnte lo stesso “Roi Michel”.
Dopo aver ricevuto il Premio, Platini è stato affiancato da Alberto Cerruti, editorialista della Gazzetta dello Sport e grande sostenitore del prestigioso riconoscimento; dal giornalista sportivo Gigi Garanzini e da Buffa di Sky che hanno condotto un’intervista al premiato estrapolando divertenti aneddoti della sua carriera di calciatore e qualche commento sull’attualità e sul suo ruolo di presidente UEFA. «Il calcio è il più bel gioco del mondo, unico sport globale – ha detto il francese - Vi sono anche problemi come il doping, il razzismo negli stadi ed è nostro compito cercare di risolverli, aiutare il mondo ad essere migliore e non possimo sopportare queste cose. Certo il calcio è cambiato perché sono arrivati tanti soldi e quelli che amano i soldi, gli agenti: il calciatore è un prodotto che deve viaggiare e “rendere”».