Valle Ghenza, proteste e disagi per le frane della Mandoletta
di p.l.r.
Mandoletta: il perdurante blocco della circolazione prodotto dalle frane sta esasperando amministratori pubblici, imprenditori, operatori commerciali, produttori vitivinicoli. Un’intera area collinare che fa capo alla Valle Ghenza è messa in ginocchio da questa situazione che non si sblocca.
Graziella Micco Montafia, sindaco di Rosignano, a Vendemmia in Arte ha lanciato l’appello - l’ennesimo - a favore di un pronto intervento. «Abbiamo troppe frane - ha detto - e questo penalizza fortemente l’economia dell’intera zona. Si fa presto a parlare di crisi, che c’è ed è anche grave, ma se oltre a questa congiuntura dobbiamo anche fare i conti con una viabilità da terzo mondo allora è inutile fare progetti. Così facendo l’economia è davvero in ginocchio e, per chi vive producendo vino, vengono vanificati anni di lavoro».
Carla Freddi, sindaco di Cella Monte, rincara la dose: «E’ un danno enorme per tutta la Valle Ghenza, un tempo tutto veniva ripristinato con della ghiaia, adesso, invece, non è più così, la collina è bloccata». L’attacco di imprenditori, operatori commerciali, titolari di agriturismi, Cantina Sociale, e ristoranti è rivolto alla Provincia. Dicono Elena e Giovanni Rava dell’azienda vitivinicola La Casaccia di Cella Monte: «E’ ovvio che i disagi ci sono; i clienti, per poterci raggiungere, debbono percorrere strade alternative, alcune strette, e i tempi si allungano. A volte sono costretto a scendere a valle ad attendere i clienti per facilitare loro il compito. La strada deve essere ripristinata al più presto».
Ma la Provincia, cosa fa? «Non abbiamo risorse per fronteggiare un intervento di questa portata - dice il presidente Paolo Filippi - abbiamo chiesto un finanziamento alla Regione per poter fronteggiare la problematica. Fino a quando non si sbloccherà, purtroppo non si potrà fare niente».
L’attesa, dunque, sarà molto lunga e, l’inverno quasi alle porte, non deporrà certo a favore di chi, e sono davvero tanti, si servono della Valle Ghenza per poter raggiungere i paesi. Per raggiungere Cella Monte e Sala si devono percorrere strade alternative allungando i tempi.
Neglia anni Novanta la strada rimase chiusa tanti mesi dopo l’abitato di Pozzo Sant’Evasio e, per far circolare i veicoli, fu realizzata una pericolosa strettoia a senso alternato. Poi, nell’inverno del 2008, altra lunga interruzione: la strada fu riaperta nel settembre del 2010 dopo una frana di ben 120 metri i cui lavori di sistemazione richiesero una spesa di 800 mila euro per realizzare tre muri in cemento armato poggianti su pali di grande diametro e tiranti in acciaio, le necessarie opere di drenaggio e la completa ricostruzione del corpo stradale. Ma non è finita. Nel marzo di quest’anno, in soli due giorni, la strada della Mandoletta è stata nuovamente colpita da tre frane e, per questo, è ancora chiusa.
«La situazione - dicono i residenti della Valle Ghenza - non è più sostenibile: negli anni Cinquanta e Sessanta passavano sulla strada ogni quarto d’ora e anche di notte pesanti camion che portavano la marna calcarea ai cementifici ma la Mandoletta reggeva eccome! Non c’è più manutenzione, sono stati spesi milioni di euro per ripristinare tratti franati ma, con quei soldi, si sarebbero potuti realizzare interventi tampone mirati a salvaguardare la strada per molti decenni. Colline monferrine patrimonio dell’Unesco? Ma, con questa strada, chi potrà assegnarci questo marchio?».