Costosa, impattante e non risolutiva. La variante di Moncalvo non piace al Comune che ha ribadito la propria contrarietà la scorsa settimana in un incontro avvenuto in Regione con l’assessore ai Lavori Pubblici Daniele Borioli e con i funzionari del settore. A prendervi parte il sindaco Roberto Mombellardo e il vice Aldo Fara che hanno visionato il progetto preliminare preparato dalla Regione per la realizzazione di un nuovo tratto dell’ex statale Asti-Casale in grado di tagliare completamente l’abitato mediante un tunnel che dovrebbe bucare la collina di Moncalvo prima dell’ingresso in corso XXV Aprile (provenendo da Asti) per poi uscire all’altezza della curva della Sorba su un rilevato di terra che fa scendere gradualmente la strada dopo Valle San Giovanni, in direzione di Casale.
Il nuovo progetto
L’idea è stata maturata negli ultimi anni durante i quali sembra essere tramontato il progetto della bretella di fondovalle, sostituita da due varianti nei punti più pericolosi dell’attuale tracciato ovvero Calliano e Moncalvo. «Abbiamo sottolineato che la variante di Moncalvo avrebbe un impatto terribile sul paesaggio della zona oltre a non essere utile e a sottrarre all’area industriale di Moncalvo una buona porzione di superficie. Noi riteniamo che la strada di fondovalle, così come era stata modificata in accordo con i Comuni e le Province nel 2003 sia la soluzione ottimale; in ogni caso abbiamo sottolineato che la nostra contrarietà non deve influire sulla variante di Calliano e che al momento è ancora necessario concentrarsi sul proseguimento della tangenziale tra Portacomaro e Castell’Alfero, zona senza dubbio di maggior traffico e che necessita quindi al più presto del nuovo tracciato».
La nuova strada, con lo spostamento del tratto da Castelletto Merli a Moncalvo permetteva infatti di avere un’uscita comoda anche per il centro di Moncalvo oltre a deviare il traffico pesante, in particolare della Fassa-Bortolo di località Gessi, dalle provinciali che transitano a Borgo San Giuseppe e Stazione, direttamente sul nuovo tracciato.
Proposta non risolutiva
L’Amministrazione di Moncalvo non è però l’unica a tirare nuovamente in ballo la strada di fondovalle tra Castell’Alfero e Serralunga di Crea. Luigi Porrato, già consigliere provinciale callianese negli anni della stesura dell’ultima bozza del fondovalle ed ora impegnato ad Asti con i progetti relativi all’Unesco e all’Enolandia, interviene sull’argomento esprimendo un’opinione concorde con Moncalvo: «Il tracciato studiato per la strada di fondovalle era riuscito a superare anche i più piccoli problemi grazie ad alcune variazioni che lo rendevano a basso impatto ambientale e allo stesso tempo risolutivo in quanto comodo alle aziende del territorio e capace di eliminare i problemi e pericoli di viabilità su tutto il tratto. Le singole varianti invece non sono risolutive, sono molto costose e dannose al paesaggio proprio in un momento delicato in cui si discute la candidatura di questi luoghi a diventare sito Unesco». Opinioni che aprono la strada ad un impasse: a Calliano sono infatti avviati, i lavori di ampliamento della curva del Cristo, grazie al superamento dell’opposizione di molti abitanti della zona che temevano l’aumento della velocità nel tratto e quindi dei pericoli. Ma l’opera sta per essere realizzata perché dalla Regione è giunta la promessa della variante di Calliano che porterà il traffico pesante su una nuova bretella che taglierà l’abitato callianese. E se la variante verrà eseguita, il progetto della strada di fondovalle potrebbe tramontare definitivamente.
Un complesso residenziale
Intanto si segnala il via libera al progetto di costruzione di un nuovo complesso residenziale di Moncalvo. Dopo il parere favorevole che il consiglio comunale (nonostante alcuni voti contrari) ha espresso l’estate scorsa, la Commissione Edilizia di Moncalvo ha rilasciato durante l’ultima seduta il permesso di costruire per due corpi immobiliari a destinazione residenziale che sorgeranno in via Abele Truffa, sul terreno che sovrasta le ville edificate negli scorsi anni lungo via Goria, tra le scuole e il poliambulatorio. A realizzare le diverse unità abitative distinte in due blocchi sarà la società Iniziative Immobiliari s.r.l. di Asti che, dopo una prima bocciatura del Piano esecutivo convenzionato (Pecli) discusso in consiglio comunale, aveva apportato alcune modifiche al progetto (che prevedeva inizialmente la costruzione di un unico fabbricato), impugnando nel frattempo la delibera davanti al TAR del Piemonte. La votazione contraria era stata motivata con la vicinanza dell’immobile alle antiche mura cittadine del Fosso e con la mancata integrazione nel contesto paesaggistico dell’area a ovest della collina aleramica. La struttura, in base a quanto riferito in consiglio, si presenterà su due corpi a due piani e si sviluppa in una lunghezza lineare di 56 metri, occupando una cubatura di 2.640 metri e un’altezza fuori terra di 8,5 metri. «Le regole vigenti del PRGC risultano così rispettate – aveva commentato il sindaco Roberto Mombellardo – quindi la valutazione che ne consegue resta comunque soggettiva».