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Trino, impiegato ricattato per la frase goliardica sui muri della stazione

È finito in manette con l’accusa di estorsione G.A., 19 anni, rumeno, mentre due suoi connazionali - C.M., 23 anni G.M., 20 anni - sono stati denunciati in concorso per lo stesso reato. La vittima è un quarantacinquenne impiegato di Trino, al quale i tre rumeni hanno estorto 8.500 euro tra denaro e preziosi. La vicenda - assurda, ma tristemente reale - risale a circa un anno fa ed ha avuto il suo epilogo solo la settimana scorsa. Siamo alla stazione ferroviaria di Trino, quando l'impiegato si accinge a scrivere sul muro una frase goliardica: «Viva la f...» ma viene subito notato dal rumeno poi arrestato che, qualificandosi per agente di polizia, intima all’uomo le gravissime responsabilità di quel gesto e, facendo capire che sulla vicenda potrebbe chiudere un occhio, chiede all’autore della scritta 20 euro. Il fatto sembrerebbe risolversi ma qualche tempo dopo i due si incontrano al mercatino di Casale e il rumeno approfitta della circostanza per mettere in atto il suo raggiro, spiegando al trinese che ha fatto di tutto per mettere a tacere la vicenda, ma per questo servono altri 250 euro. È dopo questa seconda richiesta di denaro che entrano in gioco i due complici del rumeno - un uomo e una donna - che studiano bene la loro vittima (automobile e luogo di residenza) e fanno in modo di incontrarlo in altre occasioni. E quando l'impiegato fa presente di non avere più liquidità i tre malviventi aguzzano l’ingegno e spiegano che andrebbero bene anche dei gioielli, pagati attraverso carta di credito. Qualche settimana fa l’ennesima richiesta: «La tua pratica è andata in mano ad un poliziotto cattivo e se non mi dai subito 650 euro per te finisce male...», dice uno dei rumeni, qualificatosi ancora una volta come esponente delle forze dell’ordine. Stavolta però l’italiano i soldi non li ha, lo stipendio deve ancora arrivare e allora compra altri gioielli con la promessa di altri euro al momento dell’arrivo di liquidità: i soldi avrebbero dovuto essere 2500 euro, due giorni dopo, il 26 luglio. Ma il trinese nicchia: viene minacciato, ripromette il denaro ma, salutati gli estorsori, si precipita dai Carabinieri ed all’appuntamento per la consegna del denaro, due giorni dopo a Trino, ci sono anche i militari dell’Arma che arrestano il rumeno in flagranza di reato con le accuse di estorsione aggravata da violenze e minacce psicologiche e dal grave danno patrimoniale, nonchè per sostituzione di persona. Nelle successive perquisizioni sono stati trovati gli altri gioielli. L’impiegato, che era entrato in una spirale d’angoscia, ha così potuto tirare un sospiro di sollievo. Infatti, G.M. - residente in un paese del Monferrato - è stato tradotto in carcere a Vercelli, mentre i due complici, entrambi residenti in provincia di Pavia, sono stati denunciati a piede libero per le stesse ipotesi di reato.

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Samuele Mezzano

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