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Cittadinanza onoraria alla partigiana Enrica Core

Dalla parte giusta. È il titolo del libro pubblicato da Enrica Morbello Core, casalese che recentemente lo ha presentato durante un incontro pubblico a Condove, Valsusa Comune dove – insieme a Prato del Rio – era stata partigiana. E proprio il sindaco di Condove Barbara Debernardi ha assegnato alla partigiana casalese nel corso di una recente cerimonia la cittadinanza onoraria. Enrica Core, nome di battaglia Fasulin, recentemente aveva anche incontrato gli studenti del Liceo Scientifico di Bussoleno, una chiacchierata di tre ore durante la quale ha rivissuto insieme ai giovani studenti, alcun momenti della sua esperienza. Ricordi raccolti nel suo libro dal quale emerge il ruolo delle donne nella Resistenza, donne che furono chiamate a una maturazione repentina, che si trovarono ad affrontare rastrellamenti, a nascondersi coi compagni laceri, a vederli cadere e ricomporne i corpi straziati. La Core veniva da una famiglia antifascista, e per amore di un uomo e della libertà scelse di diventare partigiana, collaborò a rischio della vita con il CLN della Moncenisio. Impiegata, nel suo ufficio redigeva le pagine della Gioventù valsusina, foglio clandestino, nascondeva i fucili per i partigiani. In un momento particolarmente difficile, quasi rassegnata all'idea che il marito fosse morto, Enrica arrivò persino a meditare il suicidio, e in altra occasione restò nascosta per tre giorni per sfuggire a una retata dei tedeschi con solo una mela e un pezzo di pane. Altro momento difficile quando fu scambiata per una spia e solo grazie all'intervento di un anziano partigiano riuscì a spiegare chi fosse veramente. E poi l'immediato dopoguerra, affrontato con fatica e tenacia, fino a giorni nostri per testimoniare la volontà di creare un mondo migliore, volontà mai venuta meno.

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Barbara Marini

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