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  • 31 agosto 2026
  • Alessandria

Presentazione e inaugurazione

La mostra "Nebbie, storie, memorie" alla Fondazione Cral

"Non è solo l'inaugurazione di una mostra o percorso espositivo ma una vera finestra sulla memoria e identità della nostra comunità". Le parole del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria Paolo Arrobbio hanno aperto stamattina la mostra "Nebbie, storie, memorie" ispirata al romanzo autobiografico di Umberto Eco "La misteriosa fiamma della regina Loana" nel decennale della scomparsa del grande autore alessandrino.

Non solo una mostra, ma un viaggio 'analogico', tra fotografia, libri e musica, che ha come 'fil rouge' i luoghi e le suggestioni de "La misteriosa fiamma della regina Loana", certamente il romanzo più autobiografico di Umberto Eco.

Nel decennale della scomparsa dell'intellettuale alessandrino più illustre, celebrato in tutto il mondo, la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria presenta il progetto 'Nebbie, storie, memorie. Lo sguardo sul Monferrato di Fabio Menino Hofmann e le suggestioni di Umberto Eco', a cura di Stefano Salis, giornalista del Sole 24 Ore, da un’idea di Pietro Mercogliano.

La mostra, allestita dal 31 agosto all’8 novembre 2026 nella suggestiva cornice di Palatium Vetus, ha per soggetto una ampia selezione di oltre 40 fotografie di Fabio Menino Hofmann che hanno come tema narrativo i luoghi del Monferrato, la nebbia, la campagna e i casali del territorio ed esplorano e richiamano quel territorio natale dal quale, per tutta la vita, Umberto Eco si sentì attratto e in debito.

Insieme alle fotografie, gli echi e le memorie dello scrittore verranno sobriamente evocate dalle citazioni e da alcuni oggetti che richiamano il suo romanzo più direttamente legato alle origini alessandrine: "La misteriosa fiamma della regina Loana", nemmeno troppo nascostamente il suo romanzo più autobiografico, denso di una fantasmagoria che accende la memoria viva del passato attraverso l’amore per la musica, i libri e le storie raccontate.

“Ricordare un grande intellettuale e romanziere di fama mondiale come Umberto Eco, evocando le sue radici alessandrine e uno dei suoi libri più amati, e più legati al nostro territorio, è per la nostra Fondazione un piacere e un onore. Lo facciamo attraverso lo sguardo di un artista, il fotografo Fabio Menino Hofmann, le cui opere sono caratterizzate da una straordinaria eleganza e raffinatezza. La sua capacità di 'raccontare' il Monferrato con scatti analogici di grande intensità evocativa ben si coniuga con le atmosfere dei romanzi di Eco: il risultato finale è eccellente, e sono certo che saranno tanti i visitatori, alessandrini e non, in grado di apprezzare la qualità di questa mostra/percorso”.

Paolo Arrobbio, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria: "Il Monferrato è, nell’universo di Umberto Eco, insieme geografia reale e territorio della memoria: il luogo delle origini e degli affetti, ma anche uno spazio continuamente trasformato dalla letteratura. Lo ritroviamo nelle storie e negli intrecci linguistici di Baudolino, tra Alessandria e il Monferrato, negli echi dell’assedio di Casale, nel suono di una tromba sulle colline e nello sguardo scettico di Casaubon, protagonista del Pendolo di Foucault. E ancora nella soffitta di Yambo, ne La misteriosa fiamma della regina Loana, tra libri, dischi, immagini e oggetti attraverso i quali il passato torna a farsi presente. In questo paesaggio la nebbia assume quasi la funzione di una soglia: confonde i contorni del reale e permette di attraversare il ricordo per entrare nella narrazione. Le fotografie di Fabio Menino Hofmann restituiscono con particolare sensibilità questa dimensione. E la scelta dell’analogico aggiunge un’ulteriore consonanza: fermare un istante sulla pellicola significa sottrarlo al tempo e renderlo nuovamente disponibile alla memoria, facendo rivivere nel presente ciò che sembrava perduto"

Stefano Eco, presidente della Fondazione Umberto Eco: "I numeri e luoghi per contenerli stanno sottraendo spazio vitale ai sentimenti e alle insicurezze umane. In un contesto siffatto, una semplice nebbia può essere da stimolo per ritrovare contatto con l’ignoto tramite la pratica dell’immaginazione. Nel Monferrato ricerco le atmosfere vissute da ragazzo a Serralunga di Crea, paese dei miei nonni paterni. Amo i silenzi dell’autunno inoltrato, quando la campagna si concede il meritato riposo, con le sole campane delle chiesette sui crinali che riportano l’immaginazione alla realtà quotidiana. La fotografia analogica favorisce l’ innato piacere dell’attesa ed è proprio nell’attesa che a volte si può ritrovare sé stessi".

Fabio Menino Hofmann: “È un omaggio ed un’evocazione dei luoghi di Eco, un modo per sentirci più vicini al sentimento geografico ed esistenziale della letteratura, che le foto di Menino e le citazioni di Eco consentono di poter fare”.

Stefano Salis - La misteriosa fiamma della regina Loana

"La misteriosa fiamma della regina Loana" (Bompiani, 2004) è il romanzo che la critica spesso definisce "il più autobiografico" tra quelli scritti da Umberto Eco. Un romanzo dominato dalla nebbia (figurata e geografica), proprio come raccontano le foto di Menino Hofmann.

È nella nebbia, infatti, che si risveglia Giambattista Bodoni, detto Yambo, dopo un incidente che gli ha fatto perdere la memoria. Il protagonista, per recuperare sé stesso, torna nella casa di campagna dove ha conservato i libri letti da ragazzo, i quaderni di scuola, i dischi che ascoltava allora.

Così, in un immenso solaio tra Langhe e Monferrato, Yambo rivive la storia della propria generazione un recupero, seppur lento, porta i suoi frutti, ma si arresta di fronte a due vuoti ancora nebbiosi, le tracce di un’esperienza forse atroce vissuta negli anni della Resistenza e l’immagine di una ragazza amata a sedici anni, elementi che potrebbero permettere nuovamente al buio e all’oblio di impossessarsi della mente di Yambo, stavolta per sempre.

L'opera è evocata attraverso un sobrio allestimento di libri, albi e oggetti d’epoca direttamente ispirati dal romanzo e in costante dialogo con fotografie paesaggistiche del fotografo Fabio Menino Hofmann, torinese di nascita, monferrino di adozione e fotografo di professione, vincitore del 1° premio nella categoria «Fotografia analogica - paesaggio», alla 21ma edizione degli International Photography Awards di Los Angeles, in California (Usa).

Lo scatto premiato è stato pubblicato nel IPA Annual Book of Photography e parteciperà alla selezione per l’IPA Best of Show Exhibition di New York City.

L'artista della fotografia analogica immortala paesaggi monferrini: monumenti, vegetazione, abitazioni sullo sfondo tra evanescenti nebbie autunnali attraversate dai primi raggi del sole che conferiscono al paesaggio una particolare atmosfera ovattata.

L'esposizione presenta e raccoglie straordinari paesaggi che richiamano l'ambientazione del romanzo, una perfetta metafora visuale delle nebbie dei ricordi presenti nel romanzo incarnate nelle nebbie del Monferrato in cui esso si ambienta.

L’affinità tra i due autori è data anche dalla scelta convinta dell’analogico. Nel caso del fotografo non ricorrendo mai al digitale e ai suoi effetti, proprio per sottolineare una dimensione di autenticità meravigliosa della natura catturata dallo sguardo umano, nel caso dello scrittore grazie al meccanismo di recupero della memoria garantito da oggetti e reperti fattuali: dalle umili sigarette ai dischi, dagli utensili di casa ai libri, ovviamente la parte più importante della cosiddetta “memoria vegetale” a cui Eco aveva dedicato saggi importanti.

Nel percorso espositivo le fotografie dialogano con stralci del libro e oggetti, articolandosi in un unicum che serva a evocare le atmosfere del libro e del territorio.

Un approccio narrativo-immersivo, capace di coinvolgere profondamente il visitatore trasportandolo all'interno della storia, è aiutato da didascalie descrittive, pannelli e citazioni, e l’esperienza del visitatore è accompagnata dalla musica in filo diffusione con l'obbiettivo di creare un'esperienza sonora intensa e suggestiva attraverso il grande tributo di Gianluigi Trovesi & Gianni Coscia (quest'ultimo amico di lunga data di Umberto Eco), autori dell'album "La misteriosa musica della Regina Loana".

Il romanzo ispira Trovesi e Coscia nel loro personale viaggio nostalgico ed esplorativo, facendo riferimento alla musica menzionata nel romanzo e associandosi liberamente ai suoi temi filosofici.

I brani composti dagli autori sono stati associati alla musica di Louis Armstrong, Glenn Miller e George Formby, e una parafrasi Janáček. L'album rappresenta un’immersione nella musica da film mantenendo sempre presente il loro dedicatario.

Un'esposizione suggestiva nel suo genere, capace di offrire un'opportunità unica per esplorare il ricordo culturale e territoriale di Umberto Eco. Il visitatore ha l’opportunità di completare l'opera secondo la propria interpretazione. L'obbiettivo dell'esposizione è creare un percorso finalizzato a commemorare un personaggio alessandrino che ha reso la cultura quale elemento permanente di crescita e attrattività per il nostro territorio.


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