Qualora ce ne fosse bisogno, l’ennesima prova che due gare in due giorni non convengono a nessuno. A Sant’Agata, inserita pochi giorni or sono in calendario, 74 iscritti. A Frassineto 66. Sommando, avremmo una cifra da gara decente. I tesserati AICS sono logicamente meno, il chè significa che la classifica ha avuto movimenti significativi solo per le donne, che girano su numeri più bassi, e per la gara a squadre.
Se Novese e Avis non si sono mossì granchè dalla propria zona, il maggior numero dei “fine ferie” novesi potrebbe aver dato la svolta al campionato per società, tanto più che domenica si corre a Gavi. Condizionale obbligato perché la prossima classifica è prevista dopo questa gara, ma due conti si tirano in fretta.
Una curiosità. Sono state gare “parallele”, entrambi di 6 km e 200 metri.
SANT’AGATA FOSSILI – 36ma prova – mercoledì 24 agosto – Gambetta e Bergaglio. Dietro, il vuoto. Un dejà-vu che offre l’unica sorpresa nei soli 38 secondi che dividono il giovane Mattia Grosso, che sfoggia grandi prestazioni sul dislivello, dal “nostro” Silvio (23’34”). Terzo, in 24’54, un Paolo Dalia che solo pochi giorni or sono ci aveva dichiarato che Mattia è la sua bestia nera, quest’anno.
Ilaria transita al traguardo in 28’16” contro i 29’44” di Susanna Scaramucci e i 30’09” di Daniela Bertocchi.
Già, la Bertocchi. Nell’ultimo intervento ci era rimasto “nella penna” (ma chi ha sfogliato il giornale in cartaceo l’avrà letto) che, con la Borciani dichiaratamente senza velleità di vittoria per scelta, la favorita nella B, per risultati e gare da correre, è proprio la “ragazza del ‘56” novese, che va come una ragazzina. Applauso, please. Lo merita tutto. Con 6 punti, dovrebbe balzare al comando di 2 sulla Borciani e ancora quattro gare piene, di buono.
Come lo merita la vignalese Loredana Ferrara, giunta quarta. Non fosse stato per la sua partecipazione, l’Avis avrebbe segnato il quinto “zero” in presenze di gara in questo campionato. Anche se, come vedremo, a lei avrebbe portato vantaggio la gara del giorno successivo.
FRASSINETO PO – 37ma prova – giovedì 25 agosto – Manco a farlo apposta distanza identica, “spaccata”, ma tutta in piano, anzi, in… sabbia. A parte l’inizio, in paese, il tracciato si svolge in gran parte in golena di Po che è sempre molto sabbiosa, anche nei boschi, per i sedimenti che il fiume deposita durante le normali piene, quando esce dall’alveo.
Gli organizzatori, poi, sono ragazzi che amano correre, soprattutto nel cross, e non si vedono mai sui circuiti di questo campionato (e perche no, poi? Malavasi è già sulle loro tracce…).
Qui grande presenza Avis, anche se inferiore di 7 o 8 unità ai novesi del giorno prima, dei quali ben tre, Grosso, Zarrillo e Tiengo, irriducibili, si presentano al via e… alla spaghettata. Tra i giallorossi qualcuno non è ancora tornato, tra cui Alessandro Manassero. Strano destino, il suo. A Camagna, paese natìo, era fermo per infortunio. A Frassineto, di cui ha bei ricordi di gioventù, è assente per ferie in corso.
Pronostico rispettato anche qui ma spunti interessanti. Con Albertone impeccabile, notiamo come Di Pietro, a dispetto dell’età (lui stesso ne pone l’accento), continui a gestirsi molto bene. I soli 25 secondi da Edmil (che ha fatto segnare 21 netti), su un fondo perfetto per le caratteristiche del trinese, già dicono molto, ma sono i 56 secondi inferti a Mattia Grosso che parlano a favore di un “sapersi gestire” che non ci stancheremo di sottolineare.
Pur con le scorie delle ferie da smaltire, Canepa e Spinoglio (quest’ultimo ha provato ad intimorire gli avversari – e i compagni – con la folta chioma rasata quasi a zero) sono andati di loro solito, senza strafare, ma quel tanto che basta per non scoppiare e giocarsi i rispettivi podi di categoria nell’ultimo mese. Da “registrare il motore” di Peruccio e Bertaglia mentre Max Chivetto ha finalmente indossato la maglia Avis. Col giallorosso addosso dimostra dieci anni di meno ed ha corso anche una bella gara, forse anche stimolato dagli amici che ha in questo paese. Esordio con maglia e tessera Avis per l’italo-uruguaiano Daniel Polla.
Punto dolente la gara femminile. Vince Anna Maria Galbani (27’54”), che centra il gradino più alto del podio che già fu suo all’EcoCorsa. Lombarda in terra quasi lombarda, dati i trascorsi ambrosiani di Frassineto. Quindi un’astigiana, Simona Piano (28’05”) e l’avisina Luisa Doro (49’20”). La valenzana, prima AICS, migliora la classifica di un punto agganciando la Borciani al secondo posto.
Casalesi che “picchiano la testa contro i muri” nel ricordare che, a Pomaro, la Galbani fu preceduta da “Chicca Torino” (oggi in ferie) e che, senza la caduta, anche la Ferrara (che ha già corso ieri) sul colle pomarese se la sarebbe giocata con la lombarda.
Gli organizzatori. Ritorniamo a loro. Alla prima esperienza se la sono cavata benissimo. Sono anche atleti, come sottilineato, che trovi anche come testimonial in manifestazioni sportive di impegno sociale. Qui, un bell’impasto con Pro Loco, Comune, Protezione Civile, avrebbero meritato almeno il doppio degli iscritti. Purtroppo l’estate è quel che è (massacrante, da coraggiosi), la data non era differibile perché la festa del paese cade in un periodo in cui molti sono ancora in ferie. Questa corsa, l’anno possimo, s’ha da rifare.
TERRAZZA PANORAMICA – Immaginiamoci affacciati ai finestroni del bel palazzo antico che dà sulla piazza e vediamoli sfilare all’arrivo, uno a uno.
Albertone, se fa sul serio, è in questo momento inarrivabile quasi per tutti gli altri atleti della provincia. L’insidia di questa frase sta nel “quasi”, che non è un voler tanto celare dei nomi, quanto nei programmi di preparazione che potrebbero svolgere da qui all’autunno, in vista di impegni ben precisi, quel paio di big alessandrini che non corrono per far ranking (medaglia e podio, podio e medaglia, oggi qui, domani là) ma con mentalità professionale, con obiettivi ben precisi.
Non conosciamo abbastanza Edmil, per cui alla prima occasione sentiremo la sua opinione. E’ il suo anno e di, conseguenza, ha gli occhi puntati addosso. Gli occhi cui si fa riferimento non sono di ipotetici avversari “avvelenati” (gareggia corretto e dialoga con tutti) ma dei giovani che si affacciano in questi anni alla ribalta del podismo fuori pista.
Dalla nostra terrazza ne vediamo tre in particolare sfilare nell’ ordine: Mattia Grosso, Francesco Torino e Simone Canepa (tutti classe ’90, grande annata). Hanno caratteristiche molto diverse tra loro ma tutti la possibilità di un buon futuro sportivo. Ci vorrebbe una pagina per ognuno.
Oggi ci soffermiamo sull’unico non avisino, Mattia Grosso, perché è il più adatto, avendo notevoli caratteristiche del possibile futuro big, a rappresentare tutta una generazione.
Mattia sta raccogliendo discretamente, per la sua età, ma è avviato, come la maggior parte, sulla linea del “corri, corri, corri” e della “legge numerica dei podi”. Non si sa se è una lacuna delle nostre società o di una moda mentale che ci auguriamo finisca in fretta, ma soli pochi si affidano ad un preparatore serio e capace. Forse a Tortona, se non andiamo errati, c’è una politica societaria ben ipostata in questa direzione.
Chi sa un minimo di tale argomento, conosce il punto d’arrivo di questa strada. Ti fai oltre cento gare l’anno, vai magari su nei ranking (Mister L&G sorride, sa che le sue premesse sono più importanti dei numeri) ma quello sei e quello rimani. Ti giochi tutte le possibilità di migliorarti nel nome del “tanto, tutto e subito”. Se si leggono regolarmente gli ordini d’arrivo sembrano fotocopie. Tanti pronostici li azzecchi una settimana prima. Ma non ci piace vincere facile.
Proprio a Frassineto ci si complimentava con i genitori di Mattia ma ci si augurava che al più presto questo ragazzo sia ben “gestito” da un bravo preparatore, personale se non societario, perché il talento è giusto sia coltivato e portato alla massima espressione anziché lasciarlo alla mercè del vivere alla giornata.
Finora ci siamo limitati ad indicare Di Pietro, ma se ne avremo l’occasione e la conoscenza porremo l’accento anche su prestazioni di altri atleti oggi al vertice dei quali, nelle prossime gare, l’avvicinamento programmato ad un impegno preciso e importante può far apparire una precisa scelta in altre gare come un forfait o una debacle.
PROSSIMO TURNO – Domenica si torna a correre di mattina e su distanze oltre i 10 km (era ora). In quel di Gavi, in casa Bergaglio. Solo per stavolta… Obbligo darle i favori del pronostico al femminile e vietato ai liguri rovinare la festa (c’è una contemporaneità a Varazze, non dovrebbero….). A Silvio Gambetta quello assoluto (ma lui è imprevedibile, quindi non diamo per certa la sua presenza).
E’ probabile sia la gara che decreterà, sebbene non per la matematica, l’addio al primo posto a squadre per i casalesi.