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Con il Controllo del Vicinato i borghi collinari sono più sicuri

Giunto in Piemonte nel 2013, ha avuto come sua prima adesione monferrina quella del Comune di Casorzo. E da qui si è ampliato nel Moncalvese e via via nel Casalese e nella Valcerrina fino a comprendere, ad oggi, in zona, una ventina di comuni. Per far fronte alla spinosa questione della sicurezza nei borghi collinari alcune comunità hanno sposato il progetto del Controllo del Vicinato che, attraverso la sua espansione, si propone di aumentare l’efficacia della rete anti-malavitosa basando la sua attività su un ritorno all’osservazione e alla solidarietà fra i cittadini. In questo periodo nel quale l’argomento sicurezza è assai sentito anche in Monferrato, in particolar modo relativamente a furti e truffe a domicilio, l’associazione Controllo del Vicinato compie un suo bilancio puntando ad un progetto ambizioso: arrivare a includere le tante comunità situate nella vasta area che parte dall’hinterland torinese attraversa le colline astigiane e della Valcerrina per arrivare all’intero Monferrato e creare un cordone “de-criminalizzato”. I mezzi per prevenire gli atti di criminalità? Quello essenziale è l’osservazione da parte degli stessi abitanti che comunicano prontamente alle forze dell’ordine gli eventuali pericoli o sospetti che potenzialmente si potrebbero trasformare in atti malavitosi. L’ottica è quella del «guardare fuori dal cortile, senza fare ronde o prendere iniziative dirette ma semplicemente mediante un controllo diretto e la pronta segnalazione». Una misura ssemplice «che oggi consente alle comunità di tornare a quel senso di solidarietà locale un po’ perduto», commenta il responsabile regionale Massimo Iaretti. Altri strumenti per comunicare sono quelli delle moderne tecnologie di comunicazione telefonica come what’s app. «Ma con regole molto strette - spiega Iaretti - in quanto abbiamo visto come in rete possano moltiplicarsi messaggi non veritieri come le recenti catene degli ‘zingari in valle’ che ha fatto rapidamente il giro del Piemonte e ancora oggi non si sa da chi sia nata. Inoltre chi inserisce messaggi non inerenti viene cancellato». Qual è l’attuale geografia del Controllo del Vicinato in Monferrato? L’area moncalvese, dopo l’adesione di Casorzo ha ricevuto l’assenso al progetto da parte di Ponzano e Scurzolengo, paesi che sono già “marchiati” con i cartelli che annunciano il più attento monitoraggio da parte degli abitanti. Iaretti enuncia gli altri comuni che già hanno sposato il progetto o che stanno procedendo in tale direzione (Odalengo Piccolo, Villadeati, Villamiroglio, Gabiano e Cereseto): Ozzano, Coniolo, Morano Po, Valmacca, Giarole, Pecetto di Valenza fino a Moransengo e includendo l’interesse dell’Unione della Valcerrina. Nel Vercellese figurano anche Motta dei Conti e Rive. «L’impegno di Stefano Granziero e Fabrizio Mandracchia ha consentito anche l’efficacia del progetto in aree del Casalese quali Popolo, Terranova, San Germano e Roncaglia», aggiunge Iaretti. Difficile stabilire con dati certi l’incidenza del progetto sulla prevenzione di furti nelle aree sottoposte al Controllo del Vicinato anche se «i referenti locali del progetto parlano generalmente di minor incidenza».

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Silvia Sassone

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