Il TAR del Piemonte blocca l'appalto delle mense comunali
Colpo di scena per l’affidamento del servizio mense affidato dal Comune di Casale con una gara al ribasso a un grosso gruppo di servizi di ristorazione con sede centrale a Milano e filiali Bologna, Piacenza, Padova, Torino, Firenze, Genova, Napoli.
Affidamento al quale si è opposta - con un ricorso al TAR del Piemonte - la ditta che aveva fatta la seconda migliore offerta, la Alessio di Caresanablot (provincia di Vercelli).
Il Tar venerdì scorso, 28 gennaio, si è infatti pronunciato sull’affidamento del servizio mense scolastiche del Comune di Casale accogliendo il ricorso della ditta seconda classificata.
«Non conosciamo ancora le motivazioni della decisione – ha spiegato il sindaco Giorgio Demezzi - nell’attesa di poterle leggere e capire le eventuali scelte da intraprendere, il servizio mensa continuerà ad essere gestito dalla Casa di Riposo con la stessa qualità di sempre. Se a marzo non si sarà ancora giunti ad una soluzione, proseguiremo con la Casa di Riposo fino al termine dell’anno scolastico».
Ricorso al Consiglio di Stato?
La cronistoria: dopo l’aggiudicazione del servizio alla Avenance, la ditta giunta seconda (Alessio) decise di ricorrere al Tar ritenendo non congrua l’offerta della vincitrice.
Il pronunciamento del TAR piemontese non mette comunque la parola fine alla vicenda in quanto la ditta soccombente - la Avenance - potrebbe decidere di ricorrere a sua volta al Consiglio di Stato.
Cosa che secondo indiscrezioni appare piuttosto probabile e che sarà valutata dai legali dell’azienda nei prossimi giorni.
L’appalto del servizio mensa, della durata di sei anni, si aggira su un milione 300mila euro all’anno.
«Tutto questo non intacca in nessun modo né il servizio né le tasche delle famiglie – ha voluto precisare il sindaco Demezzi - come già annunciato ad inizio anno, le tariffe rimarranno invariate per tutto il 2011 e continueranno ad essere personalizzate, calcolandole sull’effettivo consumo dei pasti e sull’Isee del nucleo famigliare».