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Nessuna discarica rifiuti nel Comune di Mirabello

Il sindaco di Mirabello Luca Gioanola, a seguito di notizie apparse su organi di stampa, secondo le quali potrebbe tornare d’attualità il progetto per la realizzazione di una discarica per rifiuti non pericolosi presso cascina San Lorenzo, ha diramato nei giorni scorsi un comunicato (pubblicato anche sul suo profilo Facebook) al fine di chiarire ancora una volta la sua posizione in merito. «Ciclicamente torna alla ribalta la proposta di inserire nell’area di Cascina San Lorenzo una discarica - è l’esordio del primo cittadino mirabellese - Voglio puntualizzare: la cosa non è neppure da prendere in considerazione. Semplicemente perché non fattibile». Quindi la risposta del sindaco è ‘no’: «Già espressa, ribadita. Lo faccio ancora. Ma non come singolo, come espressione consapevole di una volontà dei cittadini del territorio, comprovata da atti, azioni, relazioni tecniche che ne dimostrano l’impossibilità. Ma, innanzitutto prima di discutere di discariche, se si vuole davvero parlare del bene di un territorio, bisognerebbe che si affrontasse con decisione, competenza, lungimiranza la questione della gestione dei rifiuti. Quali le strategie, quali i modelli, quali gli scenari. E fare tutto questo bene, significa, stare dalla parte dei cittadini, pensare e progettare modelli che vadano verso riduzione di costi, di impatto ambientale, di miglioramento dello stile di vita, del servizio e del lavoro. Insomma dell’efficacia, efficienza e sostenibilità economica e sociale di un servizio così importante che vede insieme 44 Comuni del territorio casalese per un totale di circa 90 mila cittadini». Gioanola cita come esempi i centri virtuosi di Capannori oppure Ponte delle Alpi, (quest’ultimo caso verrà presentato sabato 8 marzo nell’ambito della tappa mirabelelse di Altra Amministrazione). «Il sito di Cascina San Lorenzo - precisa ulteriormente il sindaco - presenta livelli di falda non compatibili, è in un territorio di recente individuazione come area contigua del Parco del Po, compresa tra il Parco del Po e il Parco della Biodiversità Bricco del Poggio, per il quale è in corso la domande di riconoscimento di riserva naturale. Relazioni scientifiche ne hanno dimostrato in modo inequivocabile l’inadeguatezza. La vera domanda che pongo con fermezza è la seguente: questi studi, perché non sono stati fatti e pretesi prima, di pensare anche lontanamente di investire in un territorio come quello? La politica, prima di ogni cosa, deve preoccuparsi di fare scelte dalla parte del buon senso e del futuro di una comunità. Non è nemmeno lontanamente pensabile di poter chiedere a una comunità oggi di adeguarsi a scelte del passato completamente superficiali e sbagliate».

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