Articolo »

Comunità Ebraica

Il 27 gennaio a Casale la cerimonia per ricordare le vittime dei campi di sterminio

Una corona per ricordare il ghetto, la posa di una pietra di inciampo per Raffaele Jaffe

Alla Comunità Ebraica di Casale Monferrato gli eventi legati al giorno della Memoria hanno avuto un interessante prologo domenica 24 gennaio con la presenziare on line del volume “Storia senza perdono” scritto dal Professor Walter Barberis (edizioni Einaudi collana Vele), presentato dalla professoressa Elisabetta Massera. Un' opera estremamente attuale per le sue riflessioni sulla gestione del 'passaggio di testimone' tra i protagonisti diretti e le nuove generazioni chiamate a tramandare la Shoah. Barberis pone l'attenzione sul come fare arrivare una narrazione corretta anche a chi non vuole ascoltarla, su chi vi specula dandosi un ruolo di testimone che non gli appartiene, su molte altre problematiche della memoria condivisa, ponendo sempre come linea guida la la verità storica.

Ora le celebrazioni proseguono il 27 gennaio, data che ricorda l'anniversario della liberazione di Auschwitz e che è diventata internazionalmente il giorno dedicato al ricordo ai caduti nei campi di sterminio. Un giorno in cui la Comunità Ebraica di Casale Monferrato e la Fondazione Arte Storia e Cultura Ebraica Casale Monferrato e nel Piemonte Orientale ONLUS, in collaborazione con il Comune di Casale, sono al centro di diverse cerimonie per ricordare i deportati casalesi e le persecuzioni a cui furono soggetti i cittadini ebrei di tutta Europa.

La prima, alle ore 10.30 in via Alessandria, a cura del Comune di Casale Monferrato, vedrà una deposizione di una corona di alloro al cardine del cancello che segnava uno degli ingressi del ghetto di Casale Monferrato istituito nel 1724 (il più popoloso nel Piemonte) e durato fino al 1848 salvo l'interruzione durante l'occupazione napoleonica.

Alla Cerimonia saranno presenti il sindaco di Casale Federico Riboldi, Don Gian Paolo Cassano in rappresentanza della Diocesi di Casale e una Delegazione della Comunità Ebraica.

Alle ore 11,15 al Campo sportivo Natale Palli sarà deposta una pietra di inciampo in memoria di Raffaele Jaffe (nella foto), fondatore nel 1909 del Football Club Casale e assassinato ad Auschwitz nel 1944. Il progetto prosegue l'attività dell'artista Gunter Demnig di depositare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee, una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. Ve ne sono più di 50.000 sparse sul continente e a Casale ne sono già state collocate ben 7 negli scorsi anni. La cerimonia avverrà alla presenza di una Delegazione del Football Club Casale Calcio, del Sindaco Federico Riboldi, di Don Gian Paolo Cassano anche in qualità di vice preside dell’Istituto professionale per i servizi commerciali “Raffaele Jaffe” di Casale e di una Delegazione della Comunità Ebraica.

L'ultima ma significativa cerimonia ufficiale sarà alle ore 15,00 nell’androne della Comunità Ebraica di Vicolo Salomone Olper, dove si reciterà la Yizkor (la preghiera per il ricordo) e l'accensione pubblica di 6 lumi + 1 per ricordare tutte le vittime dei campi di sterminio.

In questa occasione interverrà l'Assessore Regionale alle Politiche giovanili e all'integrazione Fabrizio Ricca per la prima volta in visita alla Comunità casalese, presente insieme al Sindaco di Casale a Christian Orecchia sindaco di Moncalvo, ai rappresentanti di Diocesi e ANPI.

L'Assessore Ricca sarà in vicolo Salomone Olper per presentare il progetto della Regione Piemonte Ogni giorno è il giorno della memoria” che vede come partner proprio la Fondazione Arte Storia e Cultura Ebraica Casale Monferrato e nel Piemonte Orientale ONLUS con la quale è stato firmato un protocollo d'intesa.

Spiega l'assessore Ricca Con 'Ogni giorno è il Giorno della Memoria” la Regione finanzierà espressamente progetti rivolti ai giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni che prevedano la creazione di campagne di comunicazione web e social o prodotti multimediali rivolti agli alunni della scuola secondaria. Un percorso che passera attraverso attività di laboratorio e, che in conclusione, andrà a formare ragazzi “Ambasciatori” che si faranno carico di presentare quanto è stato realizzato negli istituti che avranno aderito alla rete del progetto”.

Il percorso si articola in diverse fasi nella prima saranno coinvolti i Comuni, singoli o associati, le Province e la città Metropolitana di Torino. Enti locali capofila a cui dovranno unirsi almeno 3 scuole secondarie di secondo grado e almeno una associazione giovanile. Reti, a cui potranno aggiungersi anche realtà che operano nel volontariato, che dovranno elaborare proposte di progetto. Nella seconda fase gli autori dei progetti, svolgeranno almeno 3 incontri formativi con esperti individuati dalla Fondazione Arte Storia e Cultura Ebraica a Casale Monferrato e nel Piemonte Orientale Onlus, che si avvarrà anche della collaborazione di Maccabi World Union Sezione Circolo Sportivo Dilettantistico Maccabi Monferrato e della Comunità Ebraica di Casale Monferrato.  Una volta terminato il percorso di formazione i ragazzi e le ragazze saranno insigniti del titolo di “Ambasciatori della Verità” e i Comuni capofila riceveranno i finanziamenti per la realizzazione del progetto presentato, che sarà poi portato in giro sul territorio dagli Ambasciatori.

L'assessore Fabrizio Ricca spiega così le motivazioni del progetto: «La Regione Piemonte dice una volta per tutte che la lotta all’odio e all’antisemitismo non è cosa da tirare fuori dall’armadio una volta l’anno, per partecipare a eventi istituzionali previsti dal calendario, ma è una prassi da declinare ogni giorno e in ogni luogo, avendo bene in mente che certi valori vanno spiegati nelle scuole, ai nostri giovani, ogni volta in c’è l’occasione di farloL’antisemitismo ha conosciuto in questi anni una preoccupante recrudescenza che merita, per essere sconfitto, tutta la nostra attenzione. Prende anche nuove forme, come l’antisionismo aggressivo, e molto spesso non si fa scrupolo di apparire come vera e propria corrente di anti-pensiero che minaccia una religione e un popolo. Con questo progetto vogliamo dire a tutti che l’odio può essere sconfitto dalla cultura e dal confronto»

«Quello di tramandare il ricordo da generazione in generazione è un concetto molto radicato nell'ebraismo – racconta Elio Carmi, Presidente della Comunità Ebraica di Casalel'haggadah di Pesach comincia proprio con i più giovani che chiedono ai partecipanti alla cena pasquale “Perchè questa notte è differente?” e gli anziani rispondono raccontando della schiavitù e del male patito dagli Ebrei in Egitto, ed è così che questo ricordo ha sfidato i millenni arrivando fino a noi. Ora più che mai è tempo di affidare i ricordi dolorosi del nostro tempo alla memoria di chi li porterà avanti».


Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Gianni Sacchi

Gianni Sacchi
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!