Mercatino dell'antiquariato in vendita. Costa 100.000 euro
di Massimiliano Francia
Mercatino dell’antiquariato vendesi: utile 30-35mila euro l’anno, richiesta 100mila euro.
Potrebbe esser questa la soluzione per sanare i debiti di «Monferrato Eventi», 103mila euro al 31 dicembre 2010.
Conti resi noti dal liquidatore Angelo Martinotti nei giorni scorsi in Commissione Controllo e Garanzia un dato, commenta, che evidenzia comunque un «miglioramento gestionale, perché il periodo ante-liquidazione presentava un indebitamento pari a 127mila euro».
La riduzione è frutto delle transazioni con Manazza Gefra (che ha organizzato la San Giuseppe nel 2010 e poi nel 2011) che ha scomputato un credito di 45mila nei confronti di Monferrato Eventi a fronte dell’affidamento della gestione della fiera per due anni senza costi per il Palafiere (vale a dire fino al 2012 compreso), l’altro con la Eurostand che aveva allestito la fiera nel 2009 e vantava un credito di circa 100mila euro. Il liquidatore ha chiesto a entrambe un’offerta e la migliore è risultata quella della Manazza. Con Eurostand è quindi stata fatta una ulteriore trattativa che ha portato alla riduzione del debito a 80mila euro, suddivisi in quattro tranches.
Bonificando il bilancio di circa 60mila euro grazie alle transazioni e agli utili della Festa del Vino (circa 5000 euro) e del mercatino dell’antiquariato il fallimento sembra dunque scongiurato.
E nel giro di un paio di anni ritiene il liquidatore è possibile, in alternativa alla vendita immediata, arrivare a ripianare i debiti.
FALLIMENTO POLITICO! O NO?
«Un fallimento politico del Comune - ritiene la presidente della Commissione Controllo e garanzia Mariuccia Merlo (Democratici) - che ha nominato amministratori alla guida della società non in grado di svolgere il lavoro secondo gli obiettivi della società. Mi riservo di fare altre valutazioni sull’operato del liquidatore e sulla fase di liquidazione».
Nessun fallimento - replica il sindaco Giorgio Demezzi - che sottolinea invece che diversamente dall’Ente Manifestazioni la cessazione dell’attività di Monferrato Eventi - nell’ottica del riordino delle società partecipate che mira a eliminare enti pletorici e a contenere i costi - al Comune non è costata nulla.
Quanto alla vendita del mercatino l’eventualità migliore è che venga acquisito possibilmente - dice Demezzi - da una società partecipata dal Comune (AMC o Cosmo) anche se c’è già stato un interessamento da parte di società private.
In questo modo un’attività che produce utili resterebbe in capo a società pubbliche, che solitamente finiscono invece per gestire servizi in perdita o quasi e il Comune da un lato metterebbe a posto i conti della società in liquidazione, dall’altro continuerebbe in forma indiretta a incassare gli utili che il mercatino produce.
L'UDIENZA DEGLI EX LAVORATORI
Il 30 maggio la Commissione Controllo e Garanzia esaminerà invece il conto consuntivo di Cosmo.
Mentre il 10 giugno invece si svolgerà la prima udienza per la causa di lavoro intentata da due ex dipendenti di Monferrato Eventi per ottenere il reintegro del posto di lavoro, perché - sostengono - di fatto l’attività della società è proseguita.
«Solo per quanto riguarda il mercatino - dice Martinotti - e solo per due giorni al mese. Non abbastanza per giustificare la presenza di due dipendenti».