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  • 27 aprile 2026
  • Casale Monferrato

Mercoledì 29 aprile

Studenti in piazza a Casale per difendere l’ambiente

Le iniziative promosse per la Giornata Mondiale della lotta contro l’Amianto

L’Aula delle due A (Rete ScuoleInsieme e Afeva con la collaborazione di Ecofficina) di Casale Monferrato organizza mercoledì 29 aprile una serie di eventi in occasione della Giornata Mondiale della lotta contro l’Amianto. Dalle ore 10 alle ore 12,30 appuntamento delle scuole e della cittadinanza presso il Mercato Pavia. In piazza sono previsti centinaia di studenti di ogni età, dalla primaria alle scuole superiori di primo e secondo grado protagonisti dell’evento “I volti dell’Amianto”. L’evento, precisano gli organizzatori «è con gli studenti ma è aperto a tutta la cittadinanza».

In un primo momento gli alunni si ritrovano tutti in piazza Mazzini alle ore 10 e raggiungono piazza Castello alle ore 10,30. 

«Avranno in mano un foglio con il colore verde da un lato e il colore nero e grigio dall’altro. I due colori rappresentano quanto di positivo è stato fatto per combattere e ridurre le conseguenze dell’amianto e il nero/grigio quanto c’è ancora da fare sui terreni oggetto della lotta all’Amianto: bonifiche, cura e ricerca, giustizia».  Ci saranno performance e animazioni sul tema e animazioni per le primarie a cura dell’Istituto Sobrero. Al termine il canto corale che vedrà tutti i giovani intonare una canzone/strofa: «…la vita umana prezzo non ha». 

Nella seconda fase della giornata dalle ore 11,30 gli studenti svilupperanno la lettura di interviste e testimonianze raccolte collegate alla tragedia e alla lotta all’amianto. Testimonianze che abbiamo pubblicato nel nostro inserto “Futuro Green” allegato a “Il Monferrato” di venerdì 17 aprile: «Al centro vi sono le persone e il progetto “I volti dell’amianto” che procede nei prossimi mesi vuole fare di questo aspetto il commento più adatto all’attesa delle Sentenza della Cassazione. 

Sono protagonisti i giovani che devono sapere che cosa è successo, per guardare avanti. Il loro lavoro è fatto con rispetto che bisogna avere nei confronti del dolore e della sofferenza; ha scoperto la forza, la determinazione delle famiglie e delle persone; lo stress che angoscia la cittadinanza; i sostegni trovati da una rete estesa sanitaria e di altri titoli; gli interventi delle istituzioni e delle associazioni; emozioni, rabbia, voglia di giustizia, silenzi, solitudini, solidarietà, coraggio, speranza… pone domande e cerca risposte… Il progetto punta ad aumentare ancora la consapevolezza singola e della comunità. È anche un appello ai cittadini del Casalese perché aderiscano ancora di più alla raccolta delle testimonianze delle vittime».  I racconti riflettono «le straordinarie volontà di messa in campo di reazioni, resilienza, di solidarietà, delle associazioni (Afeva in testa), delle istituzioni, delle scuole di ogni ordine e grado negli anni, di obiettivi raggiunti come le enormi e a tappeto bonifiche che hanno permesso di mettere al sicuro Casale, come la qualità dell’assistenza e della cura nella fase di malattia e la ricerca e il sostegno a malati e famiglie, le condanne nelle prime istanze di giudizio della proprietà Eternit… Il tema delicato e complesso affronta gli aspetti tragici della malattia e del decesso, con grande attenzione a ragionare con gli studenti sugli aspetti più delicati e problematici, porre domande, cercare risposte: esempio la latenza del mesotelioma, l’assenza di una guarigione … la difficoltà di avere giustizia; … completare le ultime bonifiche fino a Casale Amianto Free, prima città in Italia. Fare memoria, ricordare le storie delle vittime è un omaggio dovuto a loro e la strada per trovare la forza per chiudere questa tragedia, purtroppo ancora in corso».

Gli incontri in classe

Dice Assunta Prato di Afeva: «Negli ultimi mesi sono stata spesso invitata nelle scuole primarie per leggere la mia fiaba “Attenti al Polverino”, anche in preparazione del 28 aprile. Qualcuno si può chiedere: “Perché parlare ai bambini di un problema così drammatico, non sarebbe meglio lasciarli vivere tranquilli tra i loro giochi?” Nel nostro territorio purtroppo anche i bambini sono spesso coinvolti direttamente in questa tragedia, visto che quasi in ogni famiglia c’è una vittima del mesotelioma e loro ne sono consapevoli, anche se spesso in modo confuso».  La fiaba è efficace «perché racconta quello che è successo ponendo l’accento non tanto sulla malattia e sul dolore, ma piuttosto sulla capacità di reazione che abbiamo avuto nella nostra città. Ascoltare la fiaba e ragionare insieme sul ruolo che ciascuno può avere è un modo per aiutare a interpretare la nostra realtà, rielaborarla e quindi esorcizzare la paura». 

A fronte della drammaticità di questa vicenda, «noi ribadiamo sempre che ogni persona può avere un ruolo importante nella storia della propria comunità e che il cambiamento più significativo lo si ottiene soltanto lavorando insieme. Ogni volta che incontro i bambini trovo una grande attenzione, l’esigenza di saperne di più, di approfondire. Anche tanta meravigliosa sensibilità: pochi giorni fa al termine dell’incontro, alcuni bambini mi si sono avvicinati e, abbracciandomi, mi hanno detto “Ci dispiace tanto per tuo marito!”. Questi studenti sono la nostra speranza. Investire il nostro tempo in un’azione educativa significa rendere possibile un cambiamento culturale importante: l’unico modo grazie al quale tragedie come quella dell’amianto non si possano ripetere mai più».


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