"La Regione acquisti e vincoli l'area di Leri Cavour per scongiurare un insediamento nucleare"
«La Regione o la Provincia dovrebbero acquisire l’area Leri Cavour nel Comune di Trino e assoggettarla a vincoli agricolo-ambientali». Lo propone Alberto Deambrogio, consigliere regionale PRC-SE. L’area in questione - dice Deambrogio - «totalmente inidonea, fu individuata venticinque anni fa come buona per un insediamento nucleare».
Ma oltre a ciò il consigliere regionale di PRC evidenzia che «il nuovo nucleare italiano è varato in assenza di un Piano Energetico Nazionale e - alla faccia della democrazia - prevede l’esercizio del potere sostitutivo del Governo in caso di mancato raggiungimento delle necessarie intese con gli Enti Locali. Questo significa che non solo per l’individuazione dei nuovi siti per le centrali dal costo ultramiliardario, ma anche per la sorte degli attuali siti piemontesi (Bosco Marengo, Trino e Saluggia) si prevedono azioni d’autorità in grado di condannare senza appello questi ultimi a rimanere depositi di sé stessi ‘sine die’».
Un metodo rispetto al quale - ritiene Deambrogio - non bisogna darsi per vinti e pertanto invita i cittadini piemontesi ad attivarsi.
Per questo segnala la proposta di Legambiente, che «impegna la Giunta regionale a rivendicare il diritto della Regione a partecipare alle decisioni statali in campo energetico come previsto dalla Costituzione, nonché a emanare appositi provvedimenti in grado di subordinare a un referendum l’eventuale parere per l’intesa con lo Stato in merito alla realizzazione di nuove centrali nucleari.
«Per quanto mi riguarda, anche come Consigliere regionale – conclude Deambrogio – mi impegno a sostenere in tutte le sedi questa lotta».
La «pianura dei tumori»
La pianura tra Vercelli e Trino è una zona ambientalmente «sensibile»: uno studio reso noto a giugno dello scorso anno dimostrava che proprio in questa zona si registra una incidenza di tumori decisamente superiore alla media.
L’Associazione Culturale Gruppo Senza Sede di Trino, prendendo spunto dallo studio di «Valutazione del rischio ambientale in Provincia di Vercelli» dell’Istituto Superiore di Sanità aveva infatti predisposto un opuscolo, con cartine e tabelle statistiche, per mettere in evidenza che esiste un allarme tumori nella pianura Vercellese, con epicentro il triangolo Vercelli-Stroppiana- Trino.
Ma un eventuale rischio nucleare riguarderebbe anche l’area del Casalese che a sua volta è stata martoriata dall’industria dell’amianto e che ha pagato e sta pagando tuttora un tributo pesantissimo in termini di vite umane a causa di attività economiche con un impatto ambientale nefasto.