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Crisi fra Pd e sinistra. L'assessore Roberto Quirino verso le dimissioni?

La nascita del Partito Democratico sembra avere complicato ancor più il quadro dei rapporti fra la componente di centro e la componente di sinistra della maggioranza Mascarino, che si apprestano domani, mercoledì 21 novembre, a una nuova interpartitica per affrontare temi che appaiono assai spinosi, dopo quella andata buca giovedì scorso a cui il Pd non si è presentato. Ufficialmente si parlerà infatti della nuova società per il turismo, argomento che finirà quasi inevitabilmente per intrecciarsi con gli equilibri politici e lo smagrimento della giunta proposto mesi fa dallo Sdi. L'interpartitica è infatti stata riconvocata per domani, mercoledì alle 17.30 in Comune, dopo che quella di giovedì si era svolta in assenza degli esponenti del Pd. Un'assenza che aveva destato perplessità da parte dei partiti di sinistra – Sdi, Sd, Pdci e RC - che al termine hanno diramato una breve comunicazione in cui si sottolinea che la riunione di maggioranza era stata «convocata dal sindaco per affrontar alcuni problemi importanti per la nostra città, tra cui la costituzione del nuovo soggetto che si occuperà dell'organizzazione di una politica fieristica all'interno della struttura di piazza d'Armi. Le forze della sinistra casalese hanno ribadito l'estrema urgenza di addivenire in tempi immediati alla costituzione di tale soggetto, lamentando con stupore l'ingiustificata assenza della rappresentanza del PD. Le stesse forze auspicano, convinte della validità del progetto, di poter confrontarsi nel giro di pochi giorni,con il PD. Su questi e altri aspetti della nostra città e della vita amministrativa». Ma dal Partito Democratico fanno sapere che alla interpartitica la delegazione non ha preso parte perché non era stata convocata la componente Ds per il Pd. Sbadataggine o dimenticanza voluta che fosse le tensioni interne agli ex Ds non hanno favorito una lettura serena della vicenda, e del resto da sinistra c'è chi fa notare che la convocazione della interpartitica era stata discussa già la settimana precedente e che in giunta Il Pd è ben rappresentato. Non ha semplificato le cose neppure l'assenza del vicesindaco Crisafulli, nei giorni scorsi in crociera, e nel Pd non manca chi legge la «fretta» del coordinamento della sinistra come una manovra per arrivare alla rottura e «stroncare il nascente Partito Democratico». Una precedente riunione delle forze di maggioranza si era svolta per affrontare la questione delle presidenze di Amc e Cosmo e proprio su quella di Amc, secondo indiscrezioni sarebbe stata piuttosto accesa. Da sinistra sarebbe infatti venuta la proposta di sostituire Vincenzo Ottone con Enrico Scoccati, che avrebbe così lasciato l'assessorato favorendo la «cura dimagrante» proposta dallo stesso Sdi. Proposta però non accolta dal Pd e soprattutto dalla componente ex Ds a cui lo stesso Ottone fa riferimento. Ora si dovrà parlare della nuova società e della presidenza della stessa, da sempre – secondo gli accordi - in quota ai socialisti. Ma un altro scenario di cui si parla è l'eventuale dimissione di Roberto Quirino che potrebbe scattare in seguito alle dimissioni di Daniela Degiovanni annunciate ieri in commissione capigruppo. Roberto Quirino – primo degli esclusi - è infatti stato nominato senza rinuncia (irrevocabile) all'incarico in Consiglio comunale e se si dimettesse prenderebbe il posto proprio della Degiovanni rafforzando la delegazione in Consiglio comunale. Un altro segnale per la diminuzione della delegazione di giunta che non potrebbe essere ignorato dal Pd. Dove però - secondo indiscrezioni – nessuno dei quattro assessori sembra disposto a rassegnare le dimissioni. La questione degli equilibri è concreta, visto che il Pd ha la presidenza di tutte le aziende partecipate e in giunta ha tanti assessori come i partiti della sinistra, ma nelle mani degli esponenti del Partito Democratico ci sono tutti gli assessorati chiave: l'incarico da vicesindaco, l'urbanistica, i lavori pubblici, il bilancio, oltre alla cultura. D'altra parte la consistenza numerica della delegazione del coordinamento della sinistra è evidente e secondo qualcuno sovradimensionata, con quattro assessori: due Sd, uno di Rc e uno del PdCi. E il sindaco Paolo Mascarino? La scelta di partecipare lo scorso 14 ottobre al congresso di fondazione di Sinistra Democratica e di glissare completamente sulle primarie del Pd è apparsa a molti come una scelta di campo inequivocabile. E anche qui ci sono le due linee: quella di chi sostiene che è meglio lasciare tutto come sta per evitare una estenuante e complicatissima trattativa sulla redistribuzione degli incarichi e chi invece ritiene che un dimagrimento dell'esecutivo sarebbe un bel segnale, in tempi di ristrettezze e sacrifici. Ma è indubbio per i tifosi del quieta non movere, le eventuali dimissioni di Quirino rischiano di diventare una brutta gatta da pelare.

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Barbara Marini

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