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Saracinesche abbassate
Protestano i commercianti trinesi: «Questo lockdown è una presa in giro»
Negozi di abbigliamento e oreficerie penalizzati dal nuovo Dpcm
Monta la protesta di alcuni commercianti trinesi che sono stati costretti a tenere chiuse le proprie saracinesche dopo l’entrata in vigore dell’ultimo Dpcm che ha introdotto ulteriori restrizioni, in particolare nella “zona rossa” di cui fa parte il Piemonte.
Nello specifico, a Trino, si tratta di cinque negozi di abbigliamenti e di due oreficerie, costrette a tenere chiuso in questo secondo lockdown, al contrario di altri colleghi che invece trattano merci differenti. «Questo lockdown è una presa in giro – spiegano i commercianti – non si capisce davvero il senso della scelta di chi deve chiudere e chi inveceno. O si fa un lockdown totale come a marzo e aprile, oppure si lascia tutti aperti. La gente comunque continua a frequentare i negozi aperti e potrebbe tranquillamente venire anche nei nostri». Tra l’altro la chiusura arriva in un momento particolare, in cui i negozi di abbigliamento hanno in vendita le nuove collezioni invernali. «Ci avrebbero potuto dare la possibilità di rimanere aperti almeno per due settimane, periodo in cui avremmo potuto vendere i nostri capi a prezzi scontati, facendo così fuori delle scorte. Invece tutto ci resta sul groppone, senza peraltro sapere se questa chiusura durerà solo fino ad inizio dicembre o verrà prorogata ulteriormente. Ci toccherà fare un mutuo per pagare la roba...» rimarcano i commercianti.
«Non si può paragonare una grande città a una piccola realtà come la nostra: nei nostri negozi si possono tranquillamente rispettare le regole, con distanziamento, mascherina e igiene delle mani, con ingressi contingentati. Fino a giovedì la gente è venuta a comprare e avrebbe continuato a farlo, in particolare la clientela più affezionata. Ma adesso cosa accadrà?» L’amarezza e la protesta dei commercianti è stata raccolta dall’assessore al commercio Roberto Gualino, anche lui negoziante nel settore dell’abbigliamento e dal delegato Ascom Mattia Tricerri. Intanto oggi, venerdì, alle ore 18 è in programma una riunione dell’unità di crisi comunale per capire se riattivare la macchina organizzativa del volontariato per quel che riguarda l’assistenza domiciliare alle persone che ne hanno bisogno,in particolare il servizio della consegna spesa e medicinali.
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