Margherita Rosso, palleggiatrice dell’US Junior Volley, ha preso parte alla spedizione azzurra in Olanda in occasione del Torneo 8 Nazioni. Un’esperienza che è arrivata a coronamento di una stagione molto importante per la propria carriera. Dal debutto in B1 (25 presenze e 53 punti), ai risultati ottenuti a livello giovanile (titoli provinciali under 16 e 18, terzo posto in Piemonte con la juniores). Il tutto intervallato dagli stage (Roma ed Udine) con lo staff di coach Pieragnoli, che sono valsi la convocazione per il torneo internazionale dei Paesi Bassi.
Margherita, una stagione dove gli eventi si sono succeduti ad altissima velocità e che sembra non sia ancora finita...
“Per il momento è ancora tutto sul vago. Ci hanno detto di farci trovare pronte per un eventuale collegiale che si potrebbe svolgere alla fine di luglio (26-30 ?), ma dal punto di vista organizzativo è ancora tutto da definire. Anche le convocazioni potrebbero essere diverse perchè il torneo da preparare sarà il campionato del mondo pre-juniores che si disputerà in Turchia. Sarebbe bellissimo far parte del gruppo, ma oggi è davvero troppo presto anche solo per sognare...”
Parliamo di questa meravigliosa medaglia d’argento e della tua settimana in Olanda con la Nazionale Pre-Juniores.
“Sono stai 10 giorni intensissimi. Li ho vissuti con uno staff tecnico di eccellenza (Paglialunga e Pieragnoli) e mi sono trovata bene con tutti. Disponibilità e professionalità non sono mai mancate ed anche se sotto il profilo logistico (dormivamo in una caserma) ci siamo dovute arrangiare un po’, il gruppo ha ottenuto un fantastico risultato. Il rimpianto per la medaglia d’oro c’è, ma restano anche tante altre cose che vanno oltre ad un piazzamento matematico. Il gruppo era unito, molto più che a Udine nell’ultimo stage ed ha ottenuto 4 vittorie in 5 partite proprio con la forza del collettivo. Con la Svezia è stato un ottimo debutto, anche per me, mentre con Germania e Svizzera non sono riuscita ad esprimermi come volevo. La finale? Tutta la squadra ha sbagliato la partita. Molti errori, dovuti anche ad emozione e stanchezza, ma nessun alibi per la carità. La Germania era alla portata, ma giocava insieme da più tempo e forse è questo che ha fatto la differenza”.
In semifinale la tua prestazione più importante: bel modo di festeggiare i 16 anni!
“E’ stato uno dei compleanni più belli della mia vita. Venivo da due giorni non positivi, dove erano più gli errori che le giocate andate a buon fine a certificare le mie prestazioni. Quando sono entrata tutto è sparito, come svanito improvvisamente e sono riuscita a disputare la mia miglior partita. E’ stata una soddisfazione incredibile e li mi sono resa veramente conto di quanto sia bello ed importante vivere una tale esperienza”.
Quando si vive un’esperienza così importante il tempo scorre velocemente, ma per i ringraziamenti lo si trova sempre...
“L’altra volta, dopo l’avviso di convocazione, ho ringraziato tutti e confermo ciò che ho detto. Adesso vorrei dedicare qualche parola in più allo staff tecnico ed alle mie compagne. E’ merito loro se sono qui e se posso raccontare questa esperienza”.
La maglia azzurra pesa di più quando si è in campo o quando si ritorna nella realtà del proprio club? Nella prossima stagione tutti si aspetteranno una Margherita diversa, più matura tatticamente ed in grado di guidare il gruppo verso un grande obiettivo. Più orgogliosa o spaventata?
“Al mio ritorno dagli stage di Roma ed Udine (soprattutto in Friuli) ero molto carica e motivata. E’ vero, la maglia azzurra pesa, ma è un “sacrificio” che si fa volentieri e sono fiera di vestire la maglia del mio Paese. In questi giorni ho fatto scelte importanti, condivise anche con la mia famiglia e sono tutt’ora convinta che siano azzeccate. Credo nel progetto-Junior e se dovrò essere una giocatrice importante, sarò lieta di offrire il mio contributo. Tutti si aspetteranno una ragazza diversa, cresciuta, che sappia dimostrare il proprio valore sul campo. Io non vedo l’ora di iniziare, non per accontentare la gente o per confermare le scelte degli allenatori, ma per me e per la squadra. Ho voglia di dimostrare con i fatti di poter far crescere un progetto al quale tutte crediamo fortemente. Spaventata direi proprio di no. Ci prepareremo per inseguire un sogno, ma lo faremo con la forza del collettivo. Ecco una delle cose che ho imparato in Nazionale: tutte devono farsi trovare pronte quando la squadra ha bisogno di aiuto e non esiste chi gioca un minuto o tutta la partita, perchè sono i dettagli che fanno la differenza ed un attimo può risultare determinante”.