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Teleriscaldamento a Casale Monferrato: quando la centrale?

Durante il Consiglio di lunedì sera si è toccato lo spinoso tasto della nuova centrale per il teleriscaldamento. Ripercorriamo brevemente la vicenda. L’Amministrazione Demezzi, nella scorsa legislatura, sul finire del mandato individuò in zona San Bernardino un sito idoneo per la realizzazione di una nuova centrale di cogenerazione del teleriscaldamento resasi necessaria dall’esaurimento di quella esistente. Insediatasi la nuova Giunta Palazzetti, venne presa la decisione di confermare e proseguire la strada imboccata da Demezzi: con determina del 15 dicembre 2014, infatti, l’Amministrazione Palazzetti deliberava la concessione ad AMC del diritto di superficie sull’area di San Bernardino al corrispettivo di 100 mila euro proprio per la realizzazione della nuova centrale. Nei primi mesi del 2015, però, l’inversione di rotta, ovvero la decisione di optare per il teleriscaldamento a biomasse che richiede, per la centrale apposita, un’area di 5 volte più grande rispetto al terreno individuato per il teleriscaldamento. Da qui ha avuto inizio un lungo iter per la ricerca di un’area idonea. Finora, i siti esaminati (vicino a BCube, a fianco di Ipercoop, all’ex Genio Zappatori, un terreno in San Bernardino nel cui sottosuolo è stato rinvenuto uno sversamento di rifiuti risalente ai primi anni Settanta) si sono rivelati tutti inadatti. Ora, la questione è che la decisione di fare marcia indietro da parte dell’Amministrazione in carica, dopo un primo consenso del progetto di teleriscaldamento, ha causato un notevole ritardo sui progetti di AMC. Nel Programma degli investimenti per il triennio 2016-18, infatti, AMC prevedeva l’acquisto del terreno nel 2016, la realizzazione dell’edificio nel 2017 e la realizzazione dell’impiantistica nel 2018. Al momento, non è stato ancora individuato il terreno. Le conseguenze di questa situazione si evincono dal programma triennale stesso di AMC dove si legge che la partecipata casalese aveva previsto notevoli ricavi tanto che «gli eventi più importanti del prossimo triennio – scriveva AMC – saranno la gara per l’attribuzione del servizio di distribuzione del gas e la realizzazione della nuova centrale del teleriscaldamento». È in questo quadro che sono sorte le preoccupazioni del consigliere Giorgio Demezzi: «La situazione di stallo per l’acquisizione del terreno per la nuova centrale a biomasse sta creando dei danni al bilancio del teleriscaldamento che AMC considera il servizio più importante della società». In Consiglio, di contro, l’assessore Sandro Teruggi si è scagliato contro Demezzi giustificando il ritardo: «Come si può programmare una centrale per il teleriscaldamento di fianco a degli uffici e a un centro commerciale? In chi l’aveva progettata c’è stata una totale mancanza di visione. Noi stiamo cercando di darle una sede degna». La centrale che non può essere allocata in San Bernardino cui ha fatto riferimento l’assessore Teruggi, in realtà, è quella a biomasse di 5 volte più grande rispetto a quella di teleriscaldamento inizialmente sposata anche dalla Giunta Palazzetti. È proprio contro questa inversione che ha puntato il dito Demezzi: «La decisione di realizzare una centrale e biomasse ha creato problemi per la scelta del sito. Le affermazioni dell’assessore, che come ultimamente succede spesso ha tentato di attribuire le proprie incapacità decisionali a scelte precedenti, ci preoccupano fortemente».

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Luisella Braghero

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