«Meno insegnanti, meno offerta formativa, meno tempo scuola, meno plessi, meno personale ausiliario, un piano programmatico che ridisegna tutta la scuola» ha detto l’assessore regionale all’Istruzione Giovanna Pentenero, invitata giovedì scorso dal sindaco Valentino Piva e dal consigliere provinciale Corrado Calvo, per un approfondimento tecnico sulla riforma Gelmini. Dal prossimo anno scolastico 2009-10 partiranno le nuove misure della riforma rispetto alla quale, Regioni e Province potranno esprimere un unico parere prima che la Camera lo possa approvare. Sarà di circa 400 insegnanti e 200 ata (personale ausiliario) il numero dei tagli in provincia di Alessandria che entro tre anni verrà ridurre l’organico, non attraverso il licenziamento ma, al blocco del turn over. «Rispetto al provvedimento attuale - ha spiegato la Pentenero - se resterà così, bisognerà capire cosa fare dei moduli. Il tempo scuola, per la 1° elementare e, poi a seguire in maniera progressiva negli anni, verrà ridotto da 30 a 24 ore ed i rientri pomeridiani non potranno più venire garantiti. L’insegnante unico così come previsto dalla riforma, dovrà sottoporsi ad una formazione completa a 360° per affrontare tutte le materie, dopo anni di specializzazione mirata».
«Dovremo andare a pescare le risorse umane nelle classi successive» ha detto il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Cerrina Tiziana Oldano che, perplessa sulle difficoltà alle quali si andrà incontro ha aggiunto: «Si renderà necessario rafforzare l’unità d’intenti tra scuola, istituzioni e famiglie, ovvero cercare di attivare la normativa, andando incontro alle esigenze delle famiglie nella dignità dell’offerta formativa». Rispetto agli altri ordini di scuola, la Pentenero ha accennato ad una «probabile, ma non ancora confermata, riduzione del tempo scuola per la media. Per la materna, se il piano programmatico verrà approvato, resterebbe attivo solamente più il tempo mattutino dalle 8,30 alle 12,30». Tra i presenti all’incontro, il consigliere regionale Marco Botta che ha richiesto un intervento per lamentare «un’impostazione poco rispettosa dei punti di forza della riforma. In Europa l’Italia è l’unico Paese che adotta il sistema con più maestre; peccato però che se ai tempi del maestro unico eravamo al 2° posto in Europa per livello di istruzione, oggi siamo vertiginosamente scesi tra il 6° e l’8° posto. Su 22 Paesi, un recente sondaggio, ottenuto da una serie di test, ha posizionato al 15° posto le classi 4° elementare italiane. Nel nostro Paese si spende il 3,5% del Pil per la scuola. Il personale risulta essere troppo vasto e troppo mal pagato. Duecento mila insegnanti in più rispetto alla Germania, dove la popolazione scolastica è nettamente superiore. Il 97% dei contributi che vanno alle scuole, viene impiegato per gli stipendi contro l’81% della media europea». Pronta le replica della Pentenero che ha precisato: «Le basi di calcolo non sono le stesse - e poi ancora - non posso pensare che i metodi utilizzati 30, 40 anni fa possano continuare ad essere attuali ed ideali» e sulla scelta del maestro unico in sostituzione ai recenti modelli di classi con più insegnanti ha riportato un paragone «come se un medico oggi continuasse ad adoperare gli stessi strumenti e gli stessi principi scientifici di un tempo. Sono nuovi i tempi e nuove le esigenze». Presenti all’incontro anche il presidente della Provincia Paolo Filippi con gli assessori Massimo Barbadoro e Domenico Priora e con i consiglieri Emanuele Demaria e Aldo Visca, oltre a numerosi sindaci del territorio.