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Lavori

Centrale idroelettrica sul Po a Casale: il cantiere a pieno regime. Sarà pronta nel 2020

Diaframmi e consolidamento pali a 25 metri di profondità

Sono in pieno svolgimento, sul Po, i lavori di realizzazione della centrale idroelettrica, a valle del ponte ferroviario, da parte della Idropadana srl. Dopo un lungo iter (il primo progetto risale al 1984), verrà realizzato un impianto da 21 GWh annui, sfruttando un salto artificiale di poco oltre 4 metri con l’energia che sarà generata da quattro turbine, per una potenza media di concessione pari a 2.943,6 kw.

L’impianto in questione, prevede lo sfruttamento del salto d’acqua di 4 metri tra il ponte ferroviario e l’area fluviale all’altezza della Nuova Casale. Un salto idrico prodotto da una traversa pneumatica, una sorta di gommone che, quando s’innalza il livello dell’acqua, si gonfia.

Tutto questo è in grado di scaturire una potenza media di circa 3mila kilowatt. Ai lati saranno create corsie per la fauna ittica e il transito delle barche. Quali potranno essere i ricavi della centrale del Po? Si parla, per i primi dieci anni, di un introito di 3,6 milioni all’anno. Per quanto concerne il costo dell’impianto, la previsione ammonta a 15 milioni di euro.

L’impianto, inoltre, rientra nei requisiti individuati dal Piano Energetico Ambientale Regionale in quanto risulta appartenere alla tipologia delle strutture di piccola taglia, garantendo produzioni energetiche significative senza sottendere tratti di corso d’acqua e senza alterare le condizioni di deflusso.

la ditta Allara esegue  i lavori per conto della Idropadana: la consegna dei lavori, con l’immissione della corrente in rete, è prevista per il febbraio del 2020. Adesso, il cantiere  si sta spostando nella parte della centrale, con  la realizzazione dei diaframmi e il consolidamento dei pali a 25 metri di profondità. Alla costruzione del bacino idroelettrico è stato allestito un cantiere comprendente, a pieno regime, un centinaio di lavoratori.

L’impianto, in sintesi, è costituito da una traversa di sbarramento in alveo, costituita da una platea sopraelevata mediante uno sbarramento tubolare gonfiabile; da una presa laterale in sponda sinistra, immediatamente a monte della traversa, da cui prende origine il canale di derivazione; da un edificio centrale, completamente interrato al di sotto del piano golenale, che ospiterà i gruppi di produzione e le apparecchiature elettromeccaniche; il canale di restituzione in alveo e tratto di raccordo con la difesa spondale esistente; da una doppia scala di risalita per l’ittiofauna e opere complementari per il passaggio delle imbarcazioni.

Per l’innalzamento del livello idrico a monte, funzionale alla derivazione della portata da parte dell’impianto e alla creazione del salto idraulico, si prevede di installare uno sbarramento mobile costituito da una struttura tubolare in tessuto gommato, posata su una platea in cemento armato costituente la struttura fissa della traversa, che potrà essere più o meno riempita di acqua, mediante apposite pompe e relativo sistema di valvole, regolandone di fatto l’elevazione sul fondo a partire da una condizione di completo abbattimento nella quale non si determinerà alcuna variazione della geometria della sezione di deflusso rispetto all’attuale.

Per la realizzazione dello sbarramento flessibile sul Po si procederà in due fasi distinte (tratto sinistro e tratto destro), per ognuna delle quali si provvederà a mettere in asciutta la porzione di alveo interessato dai lavori realizzando, attraverso la movimentazione del materiale dell’alveo stesso o proveniente da cava, un modesto rilevato con funzione di arginello lungo circa 150 metri che sarà ricollocato nel passaggio tra una fase e l’altra e completamente rimosso al termine dei lavori.


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Michelle Hold

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