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  • 16 maggio 2018
  • Casale Monferrato

Una realtà in crescita

Meno burocrazia e più sviluppo: tutelare il settore extralberghiero

«Contenere i costi e aumentare i posti letto»

Meno  burocrazia, meno costi, più sviluppo economico e più posti letto: difendiamo le strutture extralberghiere del Piemonte. È lo slogan contenente le proposte fatte dal consigliere regionale del Movimento Nazionale Sovranista Gian Luca Vignale al convegno tenutosi venerdì ad Alessandria.

«La nuova regolamentazione – dichiarano Gian Luca Vignale e Marco Bottaintroduce molte “novità” peggiorative, fra le quali l’apertura massima consentita a 180 giorni contro i 270 attuali, l’obbligatorietà del superamento delle barriere architettoniche e della direttiva sull’HACCP. Obblighi non previsti da nessuna legge nazionale e che porterebbero alla chiusura moltissime strutture. E questo il Piemonte, se davvero vuole essere una regione a vocazione turistica, non se lo può permettere». 

Il settore delle attività ricettive extralberghiere rappresenta oggi in Piemonte un pilastro dell’accoglienza turistica superando in alcune province per numero di strutture e per turisti alloggiati il settore dell’ospitalità alberghiera.

Il settore, in Piemonte, nel 2017 ha dato ospitalità a 1.331.457 turisti per complessive 5.680.882 notti.

Da questi dati appare evidente come questo settore sia indispensabile per garantire una crescita del turismo piemontese soprattutto nelle medie e piccole realtà collinari e montane che non potrebbero reggere investimenti tipici del settore alberghiero e che pertanto rischierebbero di rimanere senza una ricettività adeguata.

«Oltre a questo - dicono Vignale e Botta - va ricordato come il settore abbia consentito il riutilizzo di un patrimonio abitativo che sarebbe stato inutilizzato e in ultimo, ma più importante, come le attività extralberghiere rappresentino per migliaia di famiglie un accrescimento al reddito indispensabile. Sburocratizzazione nell’utilizzo di case di civile abitazione e rapporto con l’affitto temporaneo breve. L’attività extralberghiera proprio per il fatto che si svolge all’interno di case di civile abitazione, deve certamente essere regolamentata e autorizzata, ma sempre senza dimenticare che i requisiti urbanistici, igienico-sanitari, di abbattimento delle barriere architettoniche, di somministrazione di cibi e bevande, di utilizzo di spazi per il tempo libero etc. devono essere pari a quelli di chi abita e utilizza una civile abitazione senza svolgere attività di ricettività turistica. È importante, infatti, che a parità di utilizzo di un immobile a fini ricettivi non vi siano aggravi burocratici profondamente differenti. L’utilizzo di un immobile turistico con l’affitto breve - concludono gli esponenti del MNS - avviene registrando l’abitazione su una piattaforma e non necessita di nessuna ulteriore autorizzazione aggiuntiva. Non è pensabile che lo stesso immobile se utilizzato come B&B, casa vacanze, affittacamere etc. debba invece sottostare a limitazioni di apertura e aggravi burocratici, gestionali e di costi».