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Il caso

Moncestino e i profughi: senza il servizio trasporti non possono arrivare

La vicenda sollevata dal sindaco

Mentre le variazioni demografiche nei piccoli Comuni confermano la costante, seppur contenuta, tendenza al ribasso del numero dei residenti con la conseguente riduzione dei servizi, succede, come a Moncestino, che i sindaci non ci stiano al paradosso di normative discriminatorie nei confronti della popolazione residente. È il caso raccontato dal sindaco Fernando Anselmi che, nel proprio paese, si è visto togliere d’ufficio il servizio di trasporto pubblico, ignorando i disagi che si sono venuti a creare tra la popolazione prevalentemente anziana e, contestualmente, è stato escluso da un bando regionale (vinto), perché il suo Comune non ospita profughi, ovvero non è in grado di garantire loro gli spostamenti. «L’unico servizio di trasporto esistente - precisa il sindaco Anselmi - è un bus del venerdì mattina per il trasporto al mercato di Crescentino, mentre lo scuolabus è a carico del Comune». Per questo il paese monferrino non potrà accogliere i profughi in quanto la Cooperativa interessata ritiene che non ci siano le condizioni necessarie perchè ciò avvenga.

Il servizio su Il Monferrato di venerdì 2 marzo 2018


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Silvia Sassone

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